L’infodemia del COVID-19: la regolazione europea e italiana contro la disinformazione online durante l’emergenza coronavirus

di Michele Barbieri

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Le campagne di disinformazione online stanno acquisendo maggior vigore sull’onda dell’epidemia COVID-19, contaminando il dibattito pubblico. Questo disordine informativo prolifica principalmente attraverso i social network e, distorcendo la visione di ciò che accade nel mondo, può condizionare le opinioni dei cittadini e consentire forme di manipolazione per scopi politici e/o economici. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato che ci troviamo di fronte a una “infodemia”, cioè una sovrabbondanza di informazioni sul coronavirus (false e veritiere) che rende difficile per i cittadini distinguere quelle attendibili e quelle relative alle azioni intraprese dalle istituzioni per contenerla. A questo proposito, il Direttore Generale dell’OMS, dr. Tedros Adhanom Ghebreyesus, in data 2 febbraio 2020 ha affermato che “nella nostra era contrassegnata da notizie false e disinformazione, mai come oggi è necessario che l’OMS offra scienza e prove affidabili al fine di supportare le decisioni assunte in materia di salute”.

L’infodemia sul coronavirus ha colpito tutto il territorio europeo, e senza eccezioni. In questa emergenza si sono insediati attori ostili, i quali approfittano della struttura pervasiva e degli effetti a largo spettro che ha il web sui cittadini/utenti. Questi ultimi, colpiti dalla crisi sanitaria, economica e finanziaria scaturita, vivono anche una crisi sociale e mediatica, avendo difficoltà di reperire informazioni affidabili sulle origini del virus, su cosa sta accadendo nel mondo, sull’efficacia dei presidi medico-sanitari (vaccini, mascherine, tamponi, pseudo-cure) e sull’attività svolta da parte delle autorità competenti. Tutto ciò rischia di inficiare l’efficacia delle politiche implementate al fine di contenere l’epidemia, con consequenziali ripercussioni sulla salute e la sicurezza dei cittadini, come sottolineato anche dall’OECD.

Nell’ambito della azione di prevenzione e contrasto contro l’infodemia sul COVID-19, la Commissione Europea ha rafforzato le misure preesistenti contro la disinformazione online, le quali rispondono a tre esigenze: responsabilizzare le piattaforme digitali online attraverso strumenti di auto-regolazione; sostenere le campagne di fact checking e smascheramento delle informazioni distorte; promuovere l’alfabetizzazione mediatica e digitale nei cittadini europei, al fine di favorire consapevolezza nell’utilizzo di internet e nel recepimento delle informazioni prodotte dai molteplici canali mediatici. In aggiunta, con il supporto dell’European External Action Service (Servizio europeo per l’azione esterna), sono stati predisposti nuovi canali di informazione focalizzati sull’emergenza del coronavirus, al fine di orientare i cittadini verso notizie affidabili e autorevoli provenienti dal portale dell’OMS e dagli istituti nazionali in materia di salute degli Stati membri.

Il Governo italiano ha invece focalizzato l’attenzione sul tema disinformazione più recentemente, quando a fine marzo il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir) ha rilevato e segnalato al Governo una vera e propria campagna di notizie false e distorte sul COVID-19, istituendo così una task force impegnata ad analizzare il fenomeno e suggerire una risposta istituzionale adeguata. Fino ad allora, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) aveva prodotto una serie di report volti ad analizzare il fenomeno della disinformazione online, producendo linee guida che hanno esteso la regolazione dei canali mediatici tradizionali alle piattaforme online di social media (come l’estensione del rispetto della par condicio sui social network).

Sebbene a nessuno dei due livelli, sovranazionale e nazionale, siano stati adottati nuovi strumenti di regolazione volti a prevenire e contrastare il fenomeno della disinformazione online in maniera più coercitiva, è chiaro che il COVID-19 ha generato una forte attenzione sul fenomeno da parte delle istituzioni europee e italiane. Nei paragrafi seguenti si delineeranno i principali strumenti di regolazione relativi all’attività di prevenzione e contrasto alla disinformazione online, evidenziandone: le misure preesistenti e gli effetti; le misure scaturite dallo shock determinato dal COVID-19; infine, alcune riflessioni sull’approccio adottato dalle istituzioni europee e nazionali, con alcune conclusioni finali.

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