Il Covid 19 e le riforme strutturali della pubblica amministrazione: la semplificazione della trasparenza

di Fabrizio Di Mascio e Alessandro Natalini

Di fronte all’emergenza sanitaria l’accesso ai documenti e ai dati pubblici è stato annoverato tra le funzioni non prioritarie: sono stati quindi sospesi i termini per le richieste di accesso civico generalizzato (cd. “Foia”) e l’Autorità Nazionale Anticorruzione-ANAC ha rinviato a fine luglio la scadenza della periodica attestazione degli Organismi Indipendenti della Valutazione – OIV sulla completa e tempestiva pubblicazione delle informazioni previste dal d.lgs. n. 33/2013 sui siti web delle singole amministrazioni. Questa scelta, che implicitamente ammette il deficit di capacità del sistema amministrativo nel fronteggiare l’emergenza, non è isolata: diversi altri paesi, come ad esempio la Spagna, hanno sospeso i termini dei procedimenti di accesso.

Tuttavia, per affrontare questa crisi è essenziale che cittadini e imprese abbiano fiducia nelle proprie istituzioni. È opinione diffusa che una amministrazione aperta generi maggiore fiducia nella misura in cui le informazioni rese disponibili siano effettivamente utilizzabili, in quanto sono di buona qualità, e soprattutto siano effettivamente utilizzate. In Italia, però, l’evoluzione delle norme sulla trasparenza ha generato istituzioni e regole ridondanti, incomprensibili per i cittadini che dovrebbero usufruirne e particolarmente gravose per le amministrazioni, come evidenziato anche dai risultati di una recente consultazione su trasparenza e anticorruzione conclusa sulla piattaforma “ParteciPa”. Anche per la grave crisi finanziaria generata dal coronavirus e le sue severe implicazioni per la finanza pubblica, a nostro giudizio occorre che questo assetto sia profondamente modificato per risparmiare risorse e aumentare l’efficacia delle norme. La crisi può essere la finestra di opportunità per operare una riforma radicale in tema di trasparenza.

Di seguito avanziamo alcune proposte che ruotano attorno a due considerazioni preliminari. La prima riguarda l’ingresso nel nostro ordinamento del Foia: una volta che i cittadini sono ormai titolari del diritto di chiedere senza costi e senza dover motivare le proprie richieste ogni dato e documento (con alcune eccezioni), molti degli obblighi normativi di pubblicare le stesse informazioni sui siti web sono diventati un appesantimento a carico delle amministrazioni pubbliche e ciò genera una opportunità di semplificazione, richiesta anche dai Responsabili della prevenzione della corruzione e della trasparenza delle singole amministrazioni come evidenziato da un recente monitoraggio conoscitivo dell’ANAC.

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La seconda considerazione riguarda invece il rapporto tra norme e progetti di innovazione digitale. L’evoluzione della trasparenza è stata caratterizzata dal succedersi di riforme basate sulla introduzione di norme che hanno previsto obblighi, controlli e sanzioni. È stato invece trascurato il fatto che per rendere veramente aperte le amministrazioni pubbliche occorre in primo luogo trasformare le loro organizzazioni e i loro sistemi informativi. Noi proponiamo un netto cambio di approccio: avviare prima l’innovazione dei processi necessaria a rendere trasparenti le amministrazioni valorizzando al massimo le opportunità offerte dalle tecnologie digitali per accompagnarle poi, solo laddove necessario, con alcune puntuali revisioni normative. Le proposte che avanziamo, se realizzate, ridurrebbero in modo sensibile i costi della trasparenza amministrativa per le burocrazie e per i cittadini. Dalla frammentazione delle forme di accesso e dall’ipertrofia degli obblighi di pubblicazione si passerebbe a un sistema che mette i cittadini nelle condizioni di accedere alle informazioni trasmesse dalle amministrazioni alle banche dati centrali e di richiedere l’accesso alle informazioni che restano nella disponibilità delle amministrazioni mediante una unica procedura attivabile su un portale nazionale.

Versione integrale dell’articolo: F. Di Mascio, A. Natalini, “Il Covid 19 e le riforme strutturali della pubblica amministrazione: la semplificazione della trasparenza“, in ASTRID Rassegna n 8/2020.