IA, il Parlamento europeo fa il punto su etica, responsabilità civile e proprietà intellettuale

di Patrizia Calabrese

Continua il dibattito delle istituzioni europee sull’approccio “a misura d’uomo” all’Intelligenza Artificiale (IA). Il 16 giugno la Commissione Giuridica del Parlamento Europeo ha riesaminato le bozze delle relazioni riguardanti etica, responsabilità civile e tutela della proprietà intellettuale che erano state presentate lo scorso 12 maggio. Tali riflessioni sono emerse a valle della pubblicazione, da parte della Commissione europea, del White Paper sull’IA. Ecco in sintesi i contenuti dei tre documenti.

Per quanto riguarda le implicazioni etiche , il relatore Ibán García del Blanco ha ribadito la necessità di disporre di regole comuni sull’IA, partendo prima di tutto dalle definizioni: un punto sul quale oggi c’è scarsa sintonia, con il rischio di creare in futuro “scappatoie legali” all’utilizzo distorto di queste tecnologie. L’emergenza epidemiologica in corso, inoltre, ha imposto di evidenziare come l’utilizzo di dati biometrici e di tecnologie di riconoscimento remoto dovrebbe essere sempre proporzionato, limitato nel tempo e rispettoso della dignità umana e dei diritti fondamentali. Infine, viene avanzata la proposta dell’istituzione di un’apposita Agenzia responsabile della supervisione del rispetto dei futuri principi etici nell’IA.

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In tema di responsabilità civile, il relatore Axel Voss afferma che, invece di sostituire i regimi già esistenti e ben funzionanti, bisogna apportare alcune modifiche specifiche introducendo idee nuove e orientate al futuro. L’intento è accertarsi che le eventuali vittime incidenti di IA ricevano le stesse tutele di coloro che vengono danneggiati da tecnologie “tradizionali”. A tale scopo, viene proposto un regolamento sulla tutela della responsabilità civile per i sistemi di IA che presentano un rischio elevato nell’ambito di settori critici come i trasporti e l’assistenza alla persona.

Ma l’IA sta anche tracciando un nuovo modo di produrre innovazione, con un impatto sia sulla regolamentazione dei brevetti che sulle norme a tutela del diritto d’autore. In questa ottica, il relatore Stéphane Séjourné ha avanzato la proposta di una regolamentazione sulla tutela della proprietà intellettuale. Oggigiorno, anche i processi creativi si stanno rendendo sempre più automatizzati, e una creazione generata dall’IA potrebbe essere considerata un’opera d’arte sulla base del risultato creativo piuttosto che del processo creativo. Fenomeno, questo, che non va affatto sottovalutato per evitare che gli autori si trovino a non vedere tutelati i propri diritti.

La Commissione Giuridica ha fissato per il 28 settembre la votazione dei testi. Ad ottobre, a conclusione di questo iter, si terrà la votazione in Aula. Nel frattempo, la Commissione europea prevede di pubblicare nel quarto trimestre di quest’anno il follow up al suo White Paper e sta valutando la necessità di proseguire nel 2021 ulteriori studi su questo settore.