Decisioni politiche, regolamentazione e attuazione della normativa in tempi di crisi. Cosa (in caso ci sia qualcosa) può essere appreso dalle risposte emerse durante i primi mesi del COVID-19?

di Florentin Blanc, Blerta Guzina, Margarita Escobar, Livia Lorenzoni, Giuseppa Ottimofiore

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Le sfide della possibilità di apprendere da una crisi in corso specie quando ci si basa su dati distorti

Le lezioni sono difficili da trarre da un contesto in gran parte sconosciuto o incerto. La pandemia del COVID-19 è ancora in corso. La scarsa conoscenza circa l’epidemiologia di questo virus, l’incertezza sullo sviluppo di un trattamento efficace e la gravità degli effetti sull’economia nazionale e globale inducono a ritenere che potremmo essere solo all’inizio di una grave crisi di lunga durata. Considerata la difficoltà di poter “trarre conclusioni” utili e chiare, è fondamentale arguire tutti gli insegnamenti possibili dai primi mesi della crisi, in modo da migliorare la risposta nel futuro sia vicino, sia a più lungo termine.

Una delle maggiori difficoltà attuali risiede nel valutare la reale entità della diffusione e dell’impatto della pandemia nei diversi Paesi. Ciò, principalmente a causa della percentuale significativa di casi asintomatici, della insufficiente capacità e disponibilità dei test e dei diversi approcci nella segnalazione delle “Morti correlate al COVID-19”. Per compensare questa mancanza di informazioni, è possibile esaminare la differenza di mortalità tra i primi mesi del 2020 e la media degli anni precedenti – almeno nei Paesi in cui la pubblicazione dei dati sulla mortalità avviene abbastanza velocemente. Al momento, alcuni di questi Paesi hanno riportato dati dei decessi da COVID-19 disomogenei e difficili da interpretare, sembra, quindi, ancora prematuro e difficile trarne delle conclusioni in termini di risposta politica.

Pertanto, di seguito, ci limiteremo a trarre insegnamenti da Paesi nei quali le “traiettorie” epidemiche, i metodi di segnalazione, la qualità dei dati ecc. sono sufficientemente comparabili e dove la disponibilità di dati sulla mortalità anno per anno consente una verifica e una valutazione indipendente sulla mortalità riportata. All’interno di questo sottoinsieme di Paesi, si tenta di individuare un approccio regolamentario per valutare quali strumenti e metodi siano più adeguati a fornire i risultati previsti con il minor numero possibile di conseguenze indesiderate, partendo da un dato obiettivo o da un insieme di obiettivi.

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