Commissione Europea, il White Paper sull’IA in consultazione pubblica

di Patrizia Calabrese

C’è tempo fino al 14 giugno 2020 per partecipare alla consultazione pubblica sul Libro Bianco sull’Intelligenza Artificiale (IA), approvato dalla Commissione Europea lo scorso febbraio allo scopo di fissare le opzioni politiche per garantire nel nostro continente una diffusione dell’IA basata su fiducia ed eccellenza, puntando sulla regolazione di dati e algoritmi. La Commissione ha richiesto il contributo di Stati membri, istituzioni, industria, parti sociali, ricercatori e tutti gli attori interessati a esprimere il proprio punto di vista sullo sviluppo di questo settore. I risultati della consultazione serviranno a proporre agli Stati membri una revisione del Piano coordinato sull’IA, che sarà presentato entro la fine del 2020.

<<La Commissione si impegna a favorire i progressi scientifici, a preservare la leadership tecnologica  dell’UE e a garantire che le nuove tecnologie siano al servizio di tutti gli europei e ne migliorino la vita rispettandone i diritti>>, si legge nell’introduzione del White Paper. Un’IA affidabile sia per i cittadini che per le imprese, nelle intenzioni della Commissione, servirà a ottimizzare le cure sanitarie, ci fornirà trasporti più sicuri ed ecocompatibili, assicurerà processi di produzione più efficienti ed un’energia più economica e sostenibile. Vantaggi che, per essere raggiunti, necessitano di un approccio comune tra tutti i Paesi dell’UE, partendo da una maggiore condivisione dei dati.

Secondo la Commissione, infatti, occorre non solo una regolamentazione su come l’IA elabora le informazioni e fornisce i servizi, ma nel contempo servono norme comuni per formare un mercato unico dei dati. Nel nostro Continente la governance dei dati dovrà assicurare l’accesso e il riutilizzo tra imprese, tra imprese e governo e all’interno delle singole amministrazioni, con la conseguenza di creare condizioni di parità tra tutti questi attori e di limitare le possibilità di abuso di posizione dominante.

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L’obiettivo regolatorio della Commissione passa attraverso tre direttrici: definire la normativa esistente, valida a livello generale. Stabilire, poi, norme integrative che trattino alcune specifiche applicazioni di IA definite “ad alto rischio”, come quelle sulle prestazioni sanitarie, di trasporto e di polizia: si tratta di norme più stringenti che, però, non dovranno pregiudicare l’innovazione delle tecnologie a “basso rischio”. In ultimo, è previsto un sistema di certificazione volontaria che gli sviluppatori di tecnologie a “basso rischio” potranno utilizzare quando terranno standard più elevati rispetto a quelli normalmente richiesti.

Secondo la Commissione, inoltre, queste tecnologie hanno ed avranno enormi vantaggi per la nostra società, che tutti potranno godere se però verranno mitigati i rischi da danni materiali e immateriali legati al loro utilizzo. Rischi che sono legati a fattori come la scarsa trasparenza delle decisioni prese dall’IA (la cosiddetta “opacità” di questa tecnologia), le discriminazioni di genere e di razza e l’intrusione nella vita privata delle persone.

Il White Paper rientra nel pacchetto di interventi Shaping Europe’s Digital Future, approvati dalla Commissione lo scorso 19 febbraio nell’intento di promuovere in Europa un’economia basata sui dati che metta in primo piano le persone aprendo nuove opportunità alle imprese, purché questa transizione digitale rispetti i valori fondamentali dell’Unione, nell’ottica di contribuire ad un’economia green che combatta i cambiamenti climatici e avvii la transizione verde. Il “pacchetto” comprende, inoltre: la Comunicazione Strategia europea in materia di dati, che delinea misure politiche e investimenti per promuovere l’economia agile dei dati per i prossimi cinque anni; la Comunicazione Dare forma al futuro digitale dell’Europa, che fissa i tre principali obiettivi della politica comunitaria sulla trasformazione digitale: una tecnologia al servizio delle persone; una forte e corretta concorrenza; una società aperta, democratica e fondata sul rispetto dei diritti fondamentali delle persone. In ultimo, il pacchetto include il Report on safety and liability implications of AI, the Internet of Things and Robotics che tratta il tema della responsabilità dei danni causati dalle tecnologie emergenti stabilendo che debba esserci un risarcimento finanziario per le vittime di un uso improprio dell’IA.