AIR e VIR nelle Amministrazioni centrali: focus sulla Relazione del Governo alle Camere nell’anno 2019

Nel mese di marzo 2021 l’Osservatorio sull’attuazione degli atti normativi del Senato ha pubblicato il report L’AIR e la VIR nel 2019. La relazione del Governo alle Camere che esamina in dettaglio la Relazione al Parlamento sullo stato di applicazione dell’Analisi d’Impatto della Regolamentazione, relativa all’anno 2019.

Tra le principali tendenze registrate dal dossier c’è il netto calo (pari al 20% rispetto al 2018) delle relazioni AIR prodotte dalle Amministrazioni centrali. Si tratta di una flessione dovuta sia agli effetti fisiologici del cambio di Legislatura sia all’entrata in vigore del nuovo Regolamento AIR (Dpcm n. 169/2017) che ha ridotto l’ambito applicativo dell’AIR. In attuazione dell’articolo 4 del Regolamento, durante il secondo semestre del 2019 le Amministrazioni hanno elaborato il proprio Programma normativo semestrale, recante l’elenco delle iniziative normative previste nel semestre successivo (ad eccezione dei casi di straordinaria necessità e urgenza). L’intento è fornire una visione complessiva sull’impiego degli strumenti per la qualità della regolazione (AIR, VIR e consultazioni), focalizzando l’attenzione sulla dimensione circolare della better regulation. Seguendo tale indirizzo, nel 2019 è avvenuto un notevole consolidamento nell’adozione (da parte delle Amministrazioni) dei Piani biennali di programmazione della VIR, volti a individuare quali atti normativi (tra quelli di maggiore impatto o tra quelli funzionalmente collegati) sottoporre a valutazione.

Tuttavia, oltre a un miglioramento generale nell’applicazione degli strumenti di better regulation, il dossier conferma il permanere di significative criticità. Ad esempio, le analisi degli impatti generali (sociali, economici e ambientali) e specifici (valutazione sulle PMI, concorrenza, oneri amministrativi e gold plating) continuano a privilegiare un approccio qualitativo a scapito dei profili quantitativi (costi-benefici per le varie tipologie di destinatario). Riguardo ai decreti-legge (che rappresentano la parte più consistente della produzione legislativa), resta difficoltosa l’applicazione dell’AIR che, nonostante la disciplina semplificata, mal si concilia con la tempestività connessa alla decretazione d’urgenza.