Valutazione costi-benefici, consultazione e manifesta irragionevolezza di una misura regolatoria. La sentenza inglese Unison v. First Secretary of State del 2006

La direttiva 2000/78/EC, relativa alla parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, fissa una cornice generale di principi applicabili in tutti gli Stati, al fine di eliminare qualsiasi tipo di discriminazione diretta o indiretta basata – inter alia – sull’età presente all’interno degli ordinamenti nazionali. In esecuzione di essa, al termine di una fase di consultazione a cui parteciparono anche i sindacati, nel 2006 il governo inglese ha emanato i Local Government Pension Scheme(LGPS) Regulations, al fine di abrogare le regole sul pensionamento che avevano un fondamento discriminatorio in funzione dell’età dei soggetti pensionabili.

La Unison – uno dei maggiori sindacati britannici – muove ricorso contro il First Secretary of State, contestando in particolare l’abrogazione della cd. “regola degli 85 anni” (d’ora in poi: la regola). Tale regola prevede che l’età pensionabile per un membro della LGPS è di 65 anni. In alternativa, se si decide di andare in pensione a un età compresa tra 60 e 65 anni, ci saranno proporzionali riduzioni circa l’ammontare dell’assegno, a meno che la somma tra l’età del soggetto, gli anni di servizio e il periodo che va tra la maturazione della pensione e la terminazione effettiva del servizio sia maggiore di 85.

La Unison, in particolare, contesta 1) una errata interpretazione e applicazione della Direttiva, poiché la regola non è discriminatoria oppure perché non rientra nell’ambito della Direttiva o, infine, perché la Direttiva in ogni caso consente norme discriminatorie, se giustificate; 2) i dati usati dall’amministrazione per misurare i costi e benefici della misura e sottoposti alla consultazione degli interessati sono scorretti.

In via preliminare, il Secretary of State fa rilevare come i motivi alla base dell’abolizione della regola sono sia quello di ottemperare alla Direttiva europea sia, in via indipendente dalla prima motivazione, di ridurre i costi del sistema di pensionamento. Di tal guisa, anche una errata interpretazione della Direttiva non avrebbe cambiato la decisione del governo di abolire la regola degli 85 anni.

Pur persuasa da tale assunto, la Corte decide di esaminare gli altri motivi di ricorso. Pertanto, dopo aver accolto la tesi del governo volta a dimostrare che la regola è discriminatoria e che non rientra in quei casi elencati dalla Direttiva in cui tali discriminazioni sono comunque ammesse, sposta la propria attenzione sul secondo motivo del ricorso.

A tal proposito la Corte esamina anzitutto la provenienza dei dati e dunque l’esperienza dei consulenti di parte, elencando nello specifico le inesattezze di calcolo e valutazione addotti dal consulente di parte ricorrente. La Corte, tuttavia, non si spinge fino a valutare il merito dei dati; essa argomenta che se, come è stato, i dati utilizzati sono stati sottoposti ad ampia consultazione in una fase antecedente all’adozione del provvedimento di regolazione, e dunque le parti coinvolte hanno considerato o hanno avuto la possibilità di considerare gli elementi a loro sottoposti – e l’amministrazione di tenere conto delle osservazioni giunte – è facoltà dell’amministrazione porre a fondamento della propria misura i dati forniti dai propri esperti. L’unico modo, pertanto, per il ricorrente di contestare la scelta dell’amministrazione è di provare la sua manifesta irragionevolezza. Tale probatio diabolica (nelle parole della Corte “a high hurdle to cross”) non è stata raggiunta dal sindacato ricorrente, pertanto la Corte rigetta il ricorso.

Relativamente alla valutazione dei costi e benefici di un provvedimento regolatorio, se i dati utilizzati sono stati sottoposti ad ampia consultazione in una fase antecedente alla decisione finale, e dunque le parti coinvolte hanno considerato o hanno avuto la possibilità di considerare gli elementi a loro sottoposti – e l’amministrazione di tenere conto delle osservazioni giunte – il sindacato della Corte si limita a verificare, in base alle allegazioni del ricorrente, la manifesta irragionevolezza della decisione.

When all the data for the assessment of the costs and benefits of a given measures have been previously considered by all parties during the consultation process, the Court can only investigate – and the claimant shall prove –that the choices made by the administration were ones which were irrational.

 

Sintesi e massime a cura di Maria Sole Porpora