USA, più analisi costi-benefici nelle Independent Agencies

InstitutePolicyIntegrityL’Institute for Policy Integrity ha commentato la bozza di raccomandazione con cui la Committee on Regulation dell’Administrative Conference of the United States suggerisce alle Independent Regulatory Agencies di adottare l’analisi costi-benefici, ad oggi vincolante per le sole amministrazioni esecutive.

Le raccomandazioni promuovono l’emanazione, da parte di ciascuna agenzia istituita dal Congresso, di linee guida sull’uso dell’analisi costi-benefici durante il processo di regolazione. L’analisi costi-benefici dovrebbe essere applicata solo per le proposte regolatorie “major” e “economically significant” rispettando i principi di trasparenza e partecipazione. Inoltre, tra i passaggi fondamentali da seguire nel corso dell’analisi, la Committee on Regulation suggerisce di: dimostrare l’effettiva necessità della regolazione; individuare ed esaminare le opzioni alternative; stimare i costi e i benefici nonché ricostruire preventivamente l’opzione zero (baseline) anche in considerazione degli obblighi fissati dallo statuto istitutivo dell’agenzia.

Rispetto alla proposta della Committee, l’Institute fornisce sei indicazioni:

  1. Incoraggiare in modo più incisivo l’applicazione dell’analisi costi-benefici da parte delle agenzie indipendenti regolatorie, in linea con gli ultimi orientamenti presidenziali.
  2. Non limitare l’applicazione dell’analisi costi-benefici alla sola regolazione “economically significant” ma prevederla per tutte le proposte potenzialmente in grado di danneggiare – in a material way – l’economia, la produttività, la concorrenza, il lavoro, l’ambiente, la salute e la sicurezza, la comunità, etc.
  3. Istituire un meccanismo di peer review e di consultazione pubblica per la redazione di linee guida sull’analisi economica. In questa direzione si è già mossa l’EPA le cui raccomandazioni (EPA’s Guidelines for Preparing Economic Analyses) potrebbero essere considerate come un modello di buona pratica da seguire.
  4. Pubblicare e riassumere l’analisi economica svolta in un tempo ragionevole affinché gli interessati possano esprimere utilmente il loro parere.
  5. Ribadire che gli effetti della regolazione non monetizzabili sono ugualmente importanti di quelli monetizzabili e dovrebbero essere inclusi in tutte le valutazioni fatte e nelle tabelle riassuntive indicate dalla Circular A-4 dell’OIRA.
  6. Eliminare la raccomandazione poco chiara sulla baseline che confonde l’opzione zero con gli obblighi statutari che attengono all’ambito di operatività in cui l’agenzia opera discrezionalmente.

Che cos’è l’Institute for Policy Integrity? L’Institute for Policy Integrity, fondato da Michael A. Livermore nel 2008 con il patrocinio della School of law della New York University, è costituito da un gruppo di esperti indipendenti con esperienza nell’ambito accademico, professionale e governativo. L’obiettivo dell’Institute è di contribuire a migliorare la qualità delle decisioni assunte dal governo americano tramite un’attività di controllo e advocacy nell’ambito del diritto amministrativo, dell’analisi costi-benefici, e delle politiche pubbliche. Il punto di partenza è l’importanza di utilizzare l’analisi costi-benefici da parte delle lobby di settore per la promozione dei rispettivi interessi. In questa prospettiva l’Institute lavora con i gruppi di interesse, e in particolare quelli ambientali, per assicurare che le loro posizioni vengano prese in considerazione nel processo di valutazione dei costi-benefici, contribuendo, in tal modo, al miglioramento della decisione finale. Inoltre l’Institute svolge un’attività di promozione e diffusione dei temi legati all’analisi costi-benefici dialogando direttamente con le istituzioni coinvolte nel processo regolatorio, compresa l’OIRA, partecipando alle iniziative sul tema nonché svolgendo approfondimenti, studi e ricerche.

(di Mariangela Benedetti)