Semestre europeo, enforcement, comitologia e qualità delle regole nel numero di gennaio 2015

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La Rassegna si apre con l’analisi di due documenti dell’Unione europea.

Il primo, analizzato da Luca Ferrara, riguarda le conclusioni del recente Consiglio Competitività sulla smart regulation. Queste contengono indirizzi e raccomandazioni alle istituzioni europee e agli Stati membri, in particolare con riguardo agli effetti della legislazione sulle piccole, medie e micro imprese. Il documento considera partitamente il programma Regulatory Fitness and Performance (REFIT) della Commissione, l’applicazione del principio “Think Small First” per le piccole e medie imprese (PMI), la riduzione degli oneri regolatori, l’analisi di impatto e la valutazione ex post. Si raccomanda l’integrazione tra questi strumenti e un maggior uso da parte degli Stati membri, con particolare riferimento alla individuazione delle normative da semplificare, alla definizione dei target di riduzione degli oneri regolatori, alla integrazione dei dati e delle informazioni utili per una più completa valutazione ex post della regolazione ed infine alla costruzione delle analisi di impatto della Commissione.

Il secondo documento è il rapporto finale dell’High Level Group on Administrative Burdens (Gruppo Stoiber) che ha appena concluso il suo mandato dopo sette anni di lavoro e del quale tratta, nel suo pezzo, Andrea Flori. Nel rapporto si esprimono apprezzamenti per il lavoro svolto dalla Commissione in questo arco di tempo, ma al tempo stesso si auspica l’estensione della misurazione degli oneri anche a quelli gravanti sui cittadini e sulle pubbliche amministrazioni e non solo a quelli riguardanti le imprese. Inoltre, l’attenzione dovrebbe essere posta non solo sugli oneri informativi ma anche sui costi di conformità. In questa prospettiva si propone di lanciare un nuovo programma di misurazione e di riduzione dei costi, fissandone la misura relativa; tenere sotto controllo l’introduzione di nuovi oneri regolatori; rafforzare le procedure di consultazione pubblica; minimizzare gli oneri regolatori per le PMI; indurre gli Stati membri a dotarsi di ambiziosi obiettivi di riduzione degli oneri complessivi della regolazione.

Il terzo contributo, di Federica Cacciatore, riguarda lo strumentario a disposizione dei governi per rendere effettive le regole che attribuiscono poteri di natura ispettiva e sanzionatoria. L’autorità britannica per la regolazione del gas e dell’energia elettrica – l’OFGEM ha proceduto a una revisione delle linee guida sull’enforcement, sottoposte a consultazione all’inizio del 2014, allo scopo di migliorarne l’efficacia, la trasparenza e la proporzionalità. In particolare, rispetto alla precedente versione del documento, si propone una modifica delle modalità di avvio di un’indagine, si definiscono le forme di pubblicità delle verifiche effettuate che possono produrre un danno di reputazione per le compagnie e si mettono a punto le procedure di accordo e conciliazione a fronte di casi di mancata applicazione delle norme.

Monica Cappelletti analizza il documento dell’organismo indipendente olandese ACTAL su comitologia e oneri regolatori. In particolare, questo illustra la possibile lievitazione dei costi di regolazione in ragione dell’intervento dei Comitati nel processo regolatorio le cui proposte di modifica o integrazione non sono sottoposte a valutazione preventiva. Un ulteriore elemento critico riguarda il programma di misurazione e riduzione degli oneri amministrativi, il quale non investe la legislazione delegata e di esecuzione, tipica della procedura dei Comitati.

L’OCSE continua a perseguire la sua missione di diffondere i principi di better regulation negli ordinamenti nazionali, con un nuovo documento sulla governance dei regolatori. Piuttosto che definire un “modello unico”, evidenzia Eleonora Cavalieri nel suo commento, l’OCSE individua alcuni principi generali relativi ai rapporti delle agenzie di regolazione con il potere legislativo, esecutivo e giudiziario, agli strumenti di partecipazione, trasparenza e accountability, alla valutazione delle performance, alle modalità di finanziamento. Il documento si sofferma in particolare sull’istituzione e sul funzionamento di autorità indipendenti con riferimenti alle buone pratiche di alcuni paesi. Definisce, inoltre, una serie di checklist e propone di puntare al miglioramento organizzativo continuo attraverso un processo di monitoraggio e verifica dei risultati raggiunti nell’ambito del regulatory cycle.

La Rassegna si chiude con l’illustrazione degli esiti del recente convegno sulla “Qualità delle regole e competitività delle piccole e medie imprese in Italia”, organizzato dal Dipartimento Affari Giuridici e Legislativi della Presidenza del Consiglio dei Ministri (DAGL) nell’ambito del Progetto Operativo di Assistenza Tecnica alle Regioni dell’Obiettivo Convergenza per il rafforzamento delle capacità di normazione (POAT), per discutere dell’efficacia che il miglioramento della regolazione e la riduzione degli oneri regolatori possono avere nel processo di crescita delle PMI (ne parla Immacolata Grella nel suo testo). L’analisi riguarda alcune esperienze regionali. Tra gli aspetti messi in rilievo si segnalano: la carenza dell’analisi d’impatto della regolazione sulla concorrenza; la necessità di integrare il processo di regolazione con i nuovi approcci provenienti dalle scienze cognitive (il behavioural approach); la necessità di ricorrere più ampiamente alla consultazione dei soggetti interessati; la carenza nelle amministrazioni regolatrici di risorse qualificate in materia di valutazione dell’impatto della regolamentazione.

(Alessandro Natalini e Giulio Vesperini, Introduzione alla Rassegna trimestrale Anno VI, n. 1)

Indice

  • La smart regulation nelle ultime conclusioni del Consiglio Competitività, di Luca Ferrara
  • Le raccomandazioni del Gruppo Stoiber per la semplificazione e la riduzione degli oneri in Europa, di Andrea Flori
  • Enforcement della regolazione: le nuove linee guida dell’OFGEM per il mercato britannico dell’energia, di Federica Cacciatore
  • Costi della regolazione e comitologia europea, di Monica Cappelletti
  • “Best Practice Principles for Regulatory Policy: the Governance of Regulators”. I principi OCSE su organizzazione e funzionamento delle regulatory agencies, di Eleonora Cavalieri
  • Qualità delle regole e competitività delle piccole e medie imprese, di Immacolata Grella

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