Schema di decreto APE: le integrazioni della scheda AIR contenute nel parere del Consiglio di Stato

Il 5 luglio 2017 il Consiglio di Stato ha reso parere favorevole allo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri recante il regolamento di attuazione dell’articolo 1, commi da 166 a 178, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, e riguardante l’anticipo finanziario a garanzia pensionistica (anche noto con l’acronimo “APE”).

Il parere si segnala perché il massimo giudice amministrativo, pur ritenendo che lo schema regolamentare possa proseguire il proprio iter di approvazione, individua una serie di parti dell’AIR allegata allo schema di decreto che sarebbe opportuno integrare, ribadendo l’importanza strategica dell’analisi e della valutazione di impatto della regolazione ai fini di una buona qualità della legislazione.

Richiamando una serie di precedenti pareri, il Consiglio di Stato sottolinea che  «l’AIR e la VIR (…) rappresentano degli strumenti in grado di verificare, prima e dopo il varo di norme giuridiche, l’idoneità della regolamentazione a perseguire effettivamente gli interessi pubblici avuti di mira, i quali devono essere correttamente individuati in via preventiva; l’esistenza di opzioni regolatorie alternative o di possibili effetti inattesi o indesiderati; il reale grado di raggiungimento degli obiettivi considerati, misurato sulla base di opportuni indicatori di carattere quantitativo; la “manutenzione” costante della regolamentazione e l’eventuale necessità di aggiornamento delle discipline in vigore».

Partendo da tali premesse, il Consiglio di Stato identifica alcuni nodi problematici concernenti sia lo schema di decreto in oggetto, sia l’allegata scheda AIR. In particolare, viene richiamata l’attenzione sull’articolo 10, comma 4, dello schema di decreto, che prevede che, allo scopo di garantire il monitoraggio dello stato di attuazione dell’APE, l’Inps è tenuto a inviare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero dell’economia e delle finanze e al Ministero del lavoro e delle politiche sociali delle relazioni trimestrali contenenti «informazioni di tipo quantitativo e qualitativo».

Il Consiglio di Stato osserva che quest’ultima espressione è troppo generica, non consentendo di comprendere quali dati saranno effettivamente comunicati, con il rischio che il monitoraggio dell’Inps risulti insufficiente per garantire al Governo di valutare l’impatto effettivo dell’APE.

Sebbene la scheda AIR presenti degli indicatori che dovrebbero orientare in concreto il monitoraggio, come il numero delle domande di certificazione del diritto all’APE ricevute ogni anno, il numero di certificazioni rilasciate ogni anno dall’Inps, il numero di domande di APE, e connesse domande di pensione, ricevute ogni anno, ecc., tali indicatori sono giudicati dal Consiglio di Stato come inadeguati a dare conto dell’effettivo impatto della regolamentazione per far fronte ai reali bisogni e alle esigenze sociali ed economiche scaturiti dalla riforma del sistema previdenziale italiano.

Il Consiglio di Stato, pertanto, suggerisce di integrare il decreto e l’AIR con una serie di indicatori ulteriori, alcuni dei quali descritti a titolo esemplificativo nel parere medesimo.

Inoltre, sempre per assicurare una reale valutazione dell’impatto dell’APE sociale, il Consiglio di Stato ritiene che le procedure di consultazione da svolgere nel contesto del monitoraggio siano definite in maniera eccessivamente generica, risultando limitate a non meglio precisati organizzazioni sindacali e patronati. Anche su questo il Consiglio di Stato ritiene opportuna un’integrazione della scheda AIR.

(Giorgio Mocavini)