Il Consiglio di Stato e le garanzie partecipative. Sentenza Sez. VI, n. 1215 del 2010

Consiglio di Stato, Sez. VI, 2 marzo 2010, n. 1215, Pres. Ruoppolo – Est. Montedoro

 

LA PARTECIPAZIONE AI PROCEDIMENTI DI REGOLAZIONE E LA MOTIVAZIONE DEI PROVVEDIMENTI DI REGOLAZIONE DELLE AUTORITÀ INDIPENDENTI

I principi generali in tema di partecipazione procedimentale sanciti dalla legge 7 agosto 1990, n. 241 si pongono come canoni interpretativi della disciplina di settore, non già nel senso di un’interpretazione meramente letterale della legge speciale, ma piuttosto come ricerca del significato che meglio soddisfi le esigenze conoscitive e partecipative tutelate in via generale dal legislatore.

L’atto di regolazione è un atto che deve essere motivato nel senso che devono essere indicati i presupposti di fatto e di diritto della decisione e deve essere dotato di giustificazione sostanziale. Questo, tuttavia, non impone alle Autorità amministrative indipendenti la considerazione puntuale e specifica degli argomenti dedotti da ogni operatore del mercato, trattandosi pur sempre di atto generale, che è, in parte, svincolato, nello spirito dell’articolo 13 della legge n. 241 del 1990 dal rispetto dei canoni precisi della legge sul procedimento.

In assenza di responsabilità e di soggezione nei confronti del Governo, l’indipendenza e la neutralità delle Autorità amministrative indipendenti possono trovare un fondamento dal basso, a condizione che siano assicurate le garanzie del giusto procedimento e che il controllo avvenga poi in sede giurisdizionale.

 

The general principles, regarding the participation in proceedings, established by the law no. 241/1990, set out as interpretation canons of the regulation of participation, not in the sense of a merely literal interpretation, but as a search of meaning that could best satisfy the knowledge and participatory needs.

Regulation is an act that needs an explanation in order to the factual and legal backgrounds of the decision. It has to be equipped with a substantial justification. However, this aspect does not require an independent administrative authorities detailed and specific consideration of the arguments expressed by each operator of the market. Regulation is always a general measure, that is partially freed by the legal provisions of the principles of participation in proceedings of article 13 of law no. 241/1990.

In the absence of responsibility and subjection towards the Government, the independence and the neutrality of the independent administrative authorities can find a foundation from the lower part,  to condition that the guarantees of the correct procedure are insured and it is provided a judicial review.

 

Il Consiglio di Stato respinge l’appello proposto da un produttore di energia avverso la decisione con cui il Tar Lombardia aveva affermato la legittimità di alcune delibere adottate dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas in materia di dispacciamento di merito economico. In particolare, i provvedimenti impugnati definivano le condizioni per l’erogazione del servizio di dispacciamento, per l’approvvigionamento delle risorse necessarie nonché per l’erogazione del servizio di aggregazione delle misure di energia elettrica ai fini della determinazione dei corrispettivi di dispacciamento.

Numerose le censure sollevate nei confronti della sentenza del Tar.

La ricorrente lamenta, in primo luogo, il mancato rispetto delle garanzie partecipative e del contraddittorio nel corso del procedimento di adozione degli atti di regolazione e la conseguente violazione delle disposizioni previste dall’articolo 7 della legge n. 241 del 1990, dall’articolo 4 del dPCM n. 197 del 2001 e dall’articolo 2 della legge n. 481 del 1995 da parte dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas. Il Consiglio di Stato, riaffermando principi ormai consolidati in materia di partecipazione procedimentale delle Autorità indipendenti, chiarisce che la legge n. 241 del 1990 è legge generale sul procedimento amministrativo, non già perché contenga una codificazione dell’atto e del procedimento, ma perché individua principi fondamentali cui la successiva normazione, di rango primario e secondario deve uniformarsi. Ad avviso del giudice amministrativo, la finalità dei principi generali in tema di partecipazione procedimentale è quella di garantire l’acquisizione corretta ed imparziale degli interessi privati coinvolti nell’esercizio del pubblico potere. Ciò implica che essi rappresentano canoni interpretativi della disciplina di settore, non già nel senso di un’interpretazione meramente letterale della legge speciale, ma piuttosto come ricerca del significato che meglio soddisfi le esigenze conoscitive e partecipative tutelate in via generale dal legislatore.

Con un ulteriore motivo di ricorso, viene censurata la carenza di motivazione e la violazione degli articoli 3 e 10 della legge n. 241 del 1990 in quanto l’Autorità per l’energia elettrica e il gas nella parte motiva delle delibere non avrebbe fatto specifico riferimento alle memorie presentate dalla impresa ricorrente.

Il Consiglio di Stato dichiara infondato il motivo. L’atto di regolazione deve essere motivato nel senso che devono essere indicati i presupposti di fatto e di diritto della decisione e deve essere dotato di giustificazione sostanziale, senza che da ciò discenda l’obbligo di considerare in modo puntuale e specifico degli argomenti dedotti da ogni operatore del mercato. Si tratta, infatti, pur sempre di atto generale, in parte, svincolato, nello spirito dell’articolo 13 della legge n. 241 del 1990, dal rispetto dei canoni precisi della legge sul procedimento.

Ad avviso della Sezione, sebbene ai procedimenti di regolazione condotti dalle Autorità indipendenti non si applichino le generali regole dell’azione amministrativa, in assenza di responsabilità e di soggezione nei confronti del Governo, l’indipendenza e la neutralità delle Autorità può trovare un fondamento dal basso, a condizione che siano assicurate le garanzie del giusto procedimento e che il controllo avvenga poi in sede giurisdizionale. Ne consegue dunque che l’obbligo di motivazione deve essere adempiuto con riferimento ed aderenza specifica alla natura degli atti di competenza dell’Autorità che sono pur sempre atti di regolazione, che sono, in parte , svincolati, nello spirito dell’art. 13 della legge n. 241 del 1990, dal rispetto dei canoni precisi della legge sul procedimento.

 

Sentenze citate: Consiglio di Stato , Sez. VI, 1 ottobre 2002 , n. 5105; Consiglio di Stato, Sez. VI, 27 dicembre 2006 , n. 7972.