Il Consiglio di Stato sulla consultazione pubblica e la motivazione. Sentenza n. 2009/2013

 

ONERE MOTIVAZIONALE E RISULTANZE DELLA CONSULTAZIONE

Per soddisfare l’onere motivazionale del provvedimento regolatorio e per dare congrua valutazione delle risultanze istruttorie emerse nel corso della consultazione pubblica, il provvedimento finale deve contenere un’articolata valutazione dei risultati della stessa consultazione. In questa valutazione si deve dare conto delle disposizioni a fondamento dell’intervento e delle finalità del medesimo. Essa deve altresì descrivere gli aspetti problematici emersi nel corso del procedimento di redazione della delibera e le ragioni per cui alcune soluzioni sono state preferite ad altre proprio a seguito della valutazione delle osservazioni raccolte nel corso della stessa consultazione pubblica.

In order to fulfill the burden of motivational of a regulatory measure and to give an adequate evaluation of the results of the public consultation, the final decision must contain a comprehensive evaluation of the results of the consultation process, in which it is taken into account both the basic provisions and the purposes of the regulatory measure itself, both the problematic issues that emerged during the process of drafting and the reasons why some solutions are preferred to others as a result of the evaluation of the comments received during the public consultation itself.

 

Una società radiotelevisiva ricorre in appello al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar Lazio, con la quale era stato respinto il ricorso della stessa società avverso il regolamento dell’AGCOM in materia di indennizzi applicabili nella definizione delle controversie tra utenti ed operatori e nella individuazione delle fattispecie di indennizzo automatico.

La Sezione III, confermando la sentenza di primo grado, osserva che la legittimità dell’intervento regolatorio dell’Autorità per la determinazione dei criteri per gli indennizzi da corrispondere agli utenti degli operatori radiotelevisivi si basa sia sull’articolo 2 della legge n. 481/1995, che espressamente prevede tra le funzioni dell’AGCOM quella di definire i casi di indennizzi automatici, sia sull’articolo 84 del Codice delle comunicazioni, che attribuisce alla stessa Autorità il potere di adottare “procedure extragiudiziali trasparenti, semplici e poco costose per l’esame delle controversie in cui sono coinvolti i consumatori e gli utenti finali”.

Il Consiglio di Stato ribadisce, poi, che l’articolo 84 citato non ha natura meramente programmatica, ma conferisce poteri regolatori attuali e definiti in materia di indennizzi all’AGCOM. Si aggiunge inoltre che il quantum degli indennizzi definito dal regolamento non incide sull’autonomia negoziale degli operatori, poiché esso trova applicazione solo nel caso in cui una società radiotelevisiva non abbia già corrisposto gli indennizzi contrattualmente prefissati prima della instaurazione della controversia oppure si sia impegnata a farlo in sede conciliativa.

Il Collegio, infine, respinge le censure mosse alla delibera impugnata per violazione dell’obbligo di motivazione, difetto di istruttoria e insufficiente considerazione del contributo della ricorrente in sede di consultazione pubblica. Infatti, il provvedimento impugnato dedica un paragrafo delle premesse alla valutazione dei risultati della stessa consultazione. Tale paragrafo dà conto anzitutto delle disposizioni a fondamento dell’intervento e delle finalità del medesimo; inoltre in esso si descrivono gli aspetti problematici emersi nel corso del procedimento di redazione della delibera e le ragioni per cui alcune soluzioni sono state preferite ad altre a seguito della valutazione delle osservazioni raccolte nel corso della consultazione pubblica. Mediante tali articolate modalità redazionali, l’Autorità ha corredato la delibera di adeguata motivazione e di congrua valutazione delle risultanze istruttorie.

 

 Sintesi e massime a cura di Monica Cappelletti