Research note. Paola Coletti, Evidence for public policy design: How to learn from best practices

Nota sulla monografia di Paola Coletti Evidence for public policy design: How to learn from best practicesPalgrave MacMillan, 2013

di Paola Coletti

La monografia “Evidence for Public Policy Design: How to learn from best practices” (edizione Palgrave) affronta il tema di come disegnare le politiche pubbliche, imparando dalle best practices.

Nell’ultimo decennio, la necessità di apprendere dall’esperienza di politiche considerate migliori è sembrata fondamentale per l’elaborazione di facili soluzioni ai problemi di policy. Un fenomeno che si osserva è quello della diffusione schizofrenica di best practices, divulgate soprattutto dalle organizzazioni internazionali senza un’accurata analisi, che in molti casi non sembrano aver generato output positivi nel trasferimento in contesti diversi.

Infatti, questa inclinazione ad apprendere dalle esperienze degli altri ha prodotto, in diversi casi, implementazioni non di successo delle innovazioni di policy che sono state trasferite da un caso fonte (source case) a un caso target (target case). La monografia analizza l’origine dei fallimenti attribuiti alle politiche che possono essere imputati a una cattiva implementazione, o ad un errato disegno delle stesse nella fase originaria. Da un punto di vista metodologico, la ricerca si pone il problema di come debba essere analizzata una politica rispetto alle potenziali evoluzioni all’interno di un processo dinamico di relazioni tra attori. Da un punto di vista epistemologico, il problema rilevato afferisce al processo di learning da attivare su due livelli: quello che si riferisce all’apprendimento dalle migliori pratiche sviluppate in altri paesi e quello derivante dalle riflessioni sullo sviluppo del processo di policy implementato nella realtà di riferimento che può incontrare ostacoli o non essere efficace.

L’obiettivo della ricerca è quello di approfondire la nascita di uno strumento per migliorare la qualità della regolazione, lo Standard Cost Model (scm). Questo modello – per la misurazione e la semplificazione dei costi amministrativi derivanti dalla regolazione e gravanti su imprese e cittadini- è stato inventato in Olanda nel 2003. Nell’arco di pochi anni, lo Standard Cost Model ha sorprendentemente avuto una diffusione molto ampia in quasi tutti i paesi europei. Le ragioni che hanno determinato la sua rapida diffusione sembrano essere riferibili alla semplicità applicativa di questo strumento per la soluzione di un complesso e diffuso problema come quello dei costi amministrativi gravanti sulle imprese, ed alla comunicatività dei risultati spendibili a livello politico per il rilancio della competitività. Lo Standard Cost Model è diventato lo strumento chiave per la semplificazione amministrativa ma l’entusiasmo suscitato dalla sua rapida adozione è stato frenato da alcuni problemi di implementazione in contesti differenti. L’ipotesi della ricerca è che l’impegno posto nel trasferimento dello strumento possa avere distolto l’attenzione dei followers dal complesso disegno della politica olandese finalizzato non solo ad applicare uno strumento ma a definire una governance degli attori e affrontare i problemi legati all’implementazione.

Nel dettaglio, la monografia si apre con una rassegna delle innovazioni di policy nel settore pubblico e richiama il dibattito sulla diffusione delle politiche e sul policy learning, introducendo la controversa relazione tra la ricerca replication-oriented ed extrapolation-oriented  e la teoria dei meccanismi che favoriscono il successo delle politiche (capitolo I).

Dopo la contestualizzazione del tema nell’ambito della regulatory reform, vengono illustrati alcuni degli strumenti usati per migliorare la qualità della regolazione a livello internazionale, focalizzando l’attenzione sul dibattito in merito all’efficacia dello Standard Cost Model, considerato come uno strumento imperfetto per la riduzione dei costi amministrativi a carico delle imprese (si veda anche Coletti e Radaelli (2013), Economic Rationales, learning and regulatory instruments, Public Administration Journal, vol. 91, issue 4, p. 1056- 1079).

Perché il modello originale dello Standard Cost Model olandese, trasferito in un altro contesto, ha prodotto esiti differenti? La ricerca cerca di rispondere a questa domanda attraverso la comparazione di due paesi all’avanguardia nell’implementazione del modello, Olanda  (il source case) e la Danimarca (il target case).  I due casi studio vengono analizzati in maniera approfondita con l’obiettivo di comprendere perché lo Standard Cost Model che ha prodotto risultati di successo nel caso olandese (capitolo III), non abbia avuto gli stessi esiti in quello danese (capitolo III). La ricerca si basa su interviste semi – strutturate svolte in Danimarca e in Olanda e somministrate a un campione di attori secondo un criterio di rappresentatività sostantiva  coinvolgendo  tutte le categorie di attori  (politici, burocrati, stakeholder del mondo imprese, esperti del mondo universitario, società di consulenza). Per ricostruire il processo di policy, sono stati  selezionati articoli relativi all’oggetto di indagine sui più importanti quotidiani danesi (Berlinske Tidende, il Politiken, lo Jylland posten, il Børsen) ed olandesi De Telegraaf, il De Volkskrant, il Trouw, lo Het Financieele Dagblad) nel periodo temporale 1999-2008.

Dalle evidenze empiriche, emerge come non sia facile trasferire in un contesto diverso una best practices e come debbano essere individuati i fattori di successo all’interno del ciclo di policy facendo riferimento alla ricerca extrapolation – oriented  ed ai meccanismi di successo innescati nel source case in modo da poterli utilmente trasferire nel target case (capitolo V).

Il capitolo finale traccia alcune conclusioni generali sui meccanismi e sviluppa delle linee guida per il policy makers, esperti e analisti di politiche pubbliche per valutare la qualità delle best practices, per comprendere le ragioni del successo e trasferire le innovazioni da un source case a un target case attraverso un disegno intelligente delle politiche.

foto colettiPaola Coletti has a PhD in Public Policy Analysis at University of Pavia. She received a post-doctoral research fellowship at Polytechnic of Milan in Public Policy Analysis (2007-2010). Her scientific interests include the Regulatory reform process and the improvement of the tools for the quality of regulation.

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About Carolina Raiola

Carolina Raiola è consulente Formez PA per l’attività di comunicazione istituzionale e di consultazione pubblica realizzata dall’Ufficio per la semplificazione del Dipartimento della funzione pubblica. Per l’Osservatorio fa ricerca sulla consultazione pubblica delle Autorità indipendenti