Regione Lombardia

a cura di Mariagrazia Massaro

Riferimenti normativi

Lo statuto della Regione Lombardia (l.r. stat. 30 agosto 2008, n. 1) all’art. 44, comma 2, rimette alla legge regionale il compito di stabilire «i casi nei quali i testi normativi sono accompagnati da una relazione sull’analisi tecnico normativa del testo e sull’impatto della regolazione proposta , da trasmettere al Comitato di cui all’articolo 45».

Tale Comitato, denominato Comitato Paritetico di Controllo e Valutazione ed istituito con DCR n. 16 del 7 maggio 2013, opera al fine di consentire l’esercizio della funzione consiliare di controllo sull’attuazione delle leggi e di valutazione degli effetti delle politiche regionali, previste dall’art. 14, comma 2 dello Statuto. È disciplinato dagli artt. 108-111 del Regolamento generale del Consiglio.

 

L’art. 46 dello Statuto, relativo ai principi generali dell’azione amministrativa, prevede, al comma 3, che “La Regione promuove la semplificazione organizzativa e procedimentale eliminando duplicazioni e sovrapposizioni”.

Già l’art. 2 della Legge di semplificazione del 2004 (l.r. n. 1/2005), ora abrogata, prevedeva l’analisi di impatto sulle proposte di legge e regolamento predisposte dalla Giunta regionale. Tali proposte dovevano essere accompagnate da un’apposita relazione che illustrava la necessità dell’intervento, motivava in ordine alla idoneità dello stesso a raggiungere gli obiettivi perseguiti, offriva elementi di valutazione in ordine all’impatto della regolamentazione sulla organizzazione amministrativa, sui cittadini e sulle imprese.

La legge regionale n. 1/2012, recante “Riordino normativo in materia di procedimento amministrativo, diritto di accesso ai documenti amministrativi, semplificazione amministrativa, potere sostitutivo e potestà sanzionatoria” prevede, nell’ambito dei principi generali, che “La disciplina dell’azione amministrativa si ispira, in particolare, ai seguenti indirizzi: a) ridurre: 1) il numero dei procedimenti e delle fasi procedimentali; 2) i termini per la conclusione dei procedimenti; 3) gli oneri meramente formali e burocratici; b) accorpare i procedimenti che si riferiscono alle medesime attività, per eliminare duplicazioni e sovrapposizioni; c) potenziare l’uso degli strumenti digitali nei rapporti interni ed esterni; d) facilitare l’accessibilità alle procedure amministrative, anche mediante la semplificazione del linguaggio adottato per la redazione degli atti amministrativi”.

Gli artt. 31-34 della citata l.r. n. 1/2012 contengono numerose previsioni rilevanti in materia di semplificazione e better regulation. In particolare, l’art. 31, in attuazione dell’art. 46 dello Statuto, istituisce un Coordinamento regionale per la razionalizzazione dei procedimenti amministrativi. Alla Giunta regionale, previa intesa con ANCI Lombardia e UPL e sentito il Consiglio delle Autonomie Locali, sono attribuiti i seguenti compiti:

  • adottare iniziative volte a garantire l’omogeneità e la trasparenza delle informazioni relative ai procedimenti amministrativi, con particolare riferimento all’indicazione della normativa applicabile e degli adempimenti procedurali e alla standardizzazione della modulistica da utilizzare;
  • stipulare accordi con gli enti locali e con altri enti pubblici per la realizzazione dell’interoperabilità dei sistemi informativi, anche coinvolgendo le amministrazioni statali che intervengono in procedimenti di competenza regionale, ai fini dello svolgimento in via telematica dell’intero procedimento amministrativo;
  • approvare le regole tecniche per la codificazione dei procedimenti e per la trasmissione degli atti ai soggetti che intervengono nei medesimi;

Per l’individuazione delle priorità e la definizione delle modalità organizzative e attuative di tali interventi è prevista la conclusione di intese con le associazioni rappresentative di imprese e professionisti.

L’articolo 32, relativo alla semplificazione dei rapporti tra i cittadini e la Pubblica Amministrazione, prevede in generale l’obiettivo della riduzione o eliminazione degli oneri “meramente formali e burocratici” e degli “adempimenti non obbligatori in forza di legge, regolamento ovvero in forza di provvedimenti amministrativi a carattere generale”.

L’articolo 33, in materia di trasparenza degli oneri amministrativi, prevede che i provvedimenti amministrativi a carattere generale afferenti l’esercizio di poteri autorizzatori, concessori o certificatori, nonché l’accesso ai servizi pubblici o la concessione di benefici contengano in allegato l’elenco di tutti gli oneri amministrativi a carico dei cittadini, delle imprese e degli altri utenti, introdotti o eliminati con i medesimi provvedimenti. Il comma 2 del medesimo articolo prevede una prima attuazione sperimentale della disposizione, sui provvedimenti a tal fine individuati con un’apposita delibera della Giunta Regionale o dell’amministrazione competente. Inoltre, l’articolo 34 prevede il divieto di introdurre nuovi oneri amministrativi a carico dei cittadini, delle imprese e degli altri utenti, senza contestualmente ridurne o eliminarne altri per un pari importo stimato con riferimento al medesimo arco temporale. Ad entrambe le disposizioni è stata data attuazione con delibera della giunta 28 dicembre 2012, n. 9/4584, che ha previsto una sperimentazione di sei mesi, limitata agli atti di determinazione dei criteri generali per l’emanazione di bandi, avvisi, manifestazioni di interesse e agli atti di approvazione di criteri e requisiti generali per l’iscrizione in albi, registri ed elenchi.

Strutture amministrative e uffici dedicati

Presso la Giunta Regionale è stato nominato un Assessore alla semplificazione e digitalizzazione ed è stata istituita una apposita struttura, la “Task Force Zero Burocrazia”.

Nel 2013 è stata istituita la “Direzione Funzione Specialistica – UO Semplificazione”, che si compone di due strutture: la “Struttura Semplificazione,digitalizzazione e riorganizzazione dei processi amministrativi nelle Autonomie Locali” e la “Struttura attuazione delle Agende regionali di semplificazione e digitalizzazione”.

Presso il Consiglio Regionale è stata istituita, nel 2004, una struttura tecnica dedicata e specializzata nell’analisi di leggi e politiche, il Servizio Studi e Valutazione Politiche Regionali, che cura le attività inerenti all’analisi delle leggi e delle politiche regionali, sia nella fase precedente l’approvazione dei progetti di legge che nella fase successiva. La struttura svolge anche attività di approfondimento e ricerca su temi specifici.

La Regione Lombardia ha istituito un apposito sito web dedicato alle misure di semplificazione (www.semplificazione.regione.lombardia.it).

Come accennato, con DCR n. 16 del 7 maggio 2013 è stato istituito il Comitato Paritetico di Controllo e Valutazione che, al fine di consentire l’esercizio della funzione consiliare di controllo sull’attuazione delle leggi e di valutazione degli effetti delle politiche regionali, formula proposte per l’inserimento nei testi legislativi di apposite clausole valutative, propone l’effettuazione di missioni valutative su politiche promosse con leggi regionali esaminandone gli esiti; esprime pareri in merito a norme finalizzate al controllo sull’attuazione delle leggi e valutazione degli effetti delle politiche regionali contenute nelle leggi regionali; esamina le relazioni di rendicontazione (art. 108 del Regolamento generale del Consiglio).

Le esperienze realizzate

AIR

La Regione non effettua un’attività di Analisi di impatto della regolazione, nonostante una prima sperimentazione avviata nel 2005. Tuttavia, le decisioni adottate sono supportate da una estesa analisi informativa preliminare.

Il Servizio Studi e Valutazione Politiche Regionali istituito presso il Consiglio produce informazioni a supporto dell’esame preventivo di merito che le Commissioni consiliari svolgono sui progetti di legge regionali. D’intesa con gli organi consiliari sono predisposti rapporti informativi sintetici, denominati IDEE – Informazioni e Dati per l’Esame Ex Ante, che hanno sostituito, nel 2007, i Dossier ex ante. Ad oggi, ne sono stati adottati sette, concernenti le grandi strutture di vendita (2013), l’ Indicatore Socio Economico Equivalente-ISEE (2011 e 2011), il sostegno alle vittime dell’usura (2011), gli interventi di sostegno alla montagna (2007), gli interventi di promozione dell’agriturismo (2007), l’istituzione del Garante regionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (2007).

I “Dossier di analisi ex ante” prodotti sino al 2006 hanno riguardato: il mercato del lavoro (2006), il servizio civile volontario (2005), la disciplina dell’edilizia residenziale pubblica (2004), il governo del territorio (2003), le comunità montane (2002), l’inquinamento acustico (2001 e 1999), l’integrazione sociale degli anziani (2000), il commercio al dettaglio su aree pubbliche (1999), il riordino della polizia locale (1999), la lotta al randagismo e la tutela degli animali da affezione (1999), la protezione civile (1999), i servizi per l’impiego (1999).

Clausole valutative e note informative

Nel 2010 la Regione ha pubblicato “La Rendicontazione sull’attuazione delle leggi nella Regione Lombardia” (disponibile a questo link), dal quale risulta un incremento del numero delle norme che prevedono una rendicontazione della loro attuazione negli ultimi anni.

Al termine dell’VIII° Legislatura, quando il rapporto è stato predisposto, erano 62 le norme contenenti previsioni di questo tipo, principalmente afferenti ai seguenti settori: servizi alla persona e alla comunità (19 provvedimenti); sviluppo economico e attività produttive (14 provvedimenti); territorio, ambiente e infrastrutture (10 provvedimenti); ordinamento istituzionale (10 provvedimenti); bilancio e finanza regionale (6 provvedimenti). L’attuazione di tali obblighi informativi, tuttavia, è stata solo parziale (cfr., in particolare, p. 9).

In attuazione dell’art. 108 del Regolamento generale il Comitato Paritetico di Controllo e Valutazione esamina le relazioni di rendicontazione trasmesse al Comitato dal Presidente del Consiglio (è possibile trovare a questo link l’elenco delle relazioni di rendicontazione esaminate).

Le clausole valutative adottate riguardano la libertà di impresa, il lavoro e la competitività (2014), la prevenzione e il trattamento del gioco d’azzardo patologico (2013), misure a favore dei contratti e degli accordi sindacali di solidarietà (2013), la prevenzione e il contrasto del fenomeno della violenza contro le donne (2012), il contrasto alla criminalità (2011), la riorganizzazione del servizio idrico integrato (2010), la disciplina dei rapporti tra la Regione e le università della Lombardia con facoltà di medicina e chirurgia per lo svolgimento di attività assistenziali, formative e di ricerca (2009), la somministrazione non assistita delle imprese artigiane (2009), la gestione associata di servizi e funzioni comunali (2008), l’istituzione del Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza (2007), gli orari degli esercizi commerciali (2007), il sistema educativo di istruzione e di formazione nella regione (2007), gli interventi in favore dei territori montani (2007), il mercato del lavoro (2006), la lotta al randagismo e la tutela degli animali d’affezione (2006). Un elenco aggiornato delle clausole valutative approvate dalla Regione Lombardia è disponibile sul sito del progetto CAPIRE a questo link.

Divise per aree tematiche è possibile trovare a questo link dati aggiornati sulle Note Informative sull’attuazione delle politiche regionali, sulle Clausole Valutative inserite nelle leggi regionali, sui report IDEE, sui report InBreve e sugli Studi e approfondimenti finora realizzati.

Missioni Valutative

Sono ricerche specifiche avviate con riferimento a singole leggi o parti di esse finalizzate a produrre informazioni a breve termine. Ad oggi risultano concluse due missioni valutative. La prima, avviata nel 2003 su iniziativa della Commissione consiliare “Sanità e assistenza” e conclusa nel 2005 con la pubblicazione di un apposito rapporto (disponibile a questo link) era volta a verificare il grado di istituzionalizzazione dei Consigli dei Sanitari ed il relativo peso all’interno dei processi decisionali e strategici delle Aziende sanitarie ed ospedaliere della Lombardia, a sei anni dall’entrata in vigore della legge istitutiva (l.r. n. 2/1998).

La seconda, avviata nel febbraio 2012, riguarda l’impiego delle funzioni sanitarie non tariffate in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna (i documenti prodotti nell’ambito di questa missione valutativa sono disponibili a questo link).

MOA e semplificazioni amministrative

Durante la IX° legislatura sono state avviate numerose iniziative di semplificazione amministrativa, programmate nell’Agenda di governo 2011-2015, “Lombardia Semplice”.

Per assicurare l’efficacia della programmazione, il raggiungimento degli obiettivi di semplificazione è stato collegato al sistema di valutazione della performance della dirigenza.

Gli obiettivi di semplificazione sono fissati da ciascuna Direzione Generale, e sono perseguiti sotto il coordinamento della Direzione Semplificazione e Digitalizzazione. È prevista la pubblicazione dei risultati raggiunti sul sito internet della Regione.

Sono stati individuati i processi gravosi per gli utenti esterni e le innovazioni dei processi interni utili a consentire una razionalizzazione dell’attività di back office. È stata svolta un’attività di misurazione degli oneri amministrativi finalizzata a valutare l’impatto delle misure intraprese.

Particolare importanza viene data alle misure di digitalizzazione. In questa prospettiva, è stata avviata l’iniziativa “Innoviamo a costo zero”, programmando incontri sul territorio provinciale finalizzati a favorire la crescita digitale. Alla fine del 2012, inoltre, è stato pubblicato il documento “Dematerializzazione – Linee guida per gli enti locali”, disponibile a questo link. Particolare attenzione è dedicata alle attività connesse alla realizzazione del progetto “Open Data”.

È da segnalare anche l’istituzione del premio “Lombardia efficiente”, giunto alla quarta edizione, destinato agli Enti più virtuosi nelle procedure di acquisto, in base ai criteri di innovazione, competitività, trasparenza e dematerializzazione. L’iniziativa è volta a rafforzare una cultura imperniata sull’ottimizzazione della spesa e dell’uso razionale delle risorse pubbliche, nel mantenimento di un elevato standard di qualità dei servizi pubblici.

Nell’ambito dell’iniziativa “Lombardia più semplice” circa tre milioni di euro sono stati stanziati per promuovere e coordinare processi di semplificazione relativi all’intero territorio regionale e a tutte le amministrazioni coinvolte (enti locali, Camere di commercio, Università, istituzioni statali) al fine di garantire un governo complessivo delle politiche di semplificazione, valorizzare le esperienze esistenti e promuovere progetti innovativi finalizzati a creare “Enti semplici”. In questa prospettiva su B.U.R. del 15 maggio 2012 è stato pubblicato un bando volte alla “Valorizzazione di buone prassi di semplificazione realizzate nel territorio lombardo” (finalizzato ad individuare buone prassi di semplificazione realizzate da Enti del territorio lombardo ai fini della disseminazione, della condivisione dei risultati ottenuti e della loro replicabilità) e alla “Promozione di partenariati tra enti finalizzati alla realizzazione di progetti innovativi di semplificazione” (per favorire la creazione di partenariati forti finalizzati alla realizzazione congiunta di Progetti Innovativi in tema di semplificazione).
Con la legge comunitaria regionale n. 14 del 3 aprile 2014, modificativa della legge regionale 21 novembre 2011, n. 17, è stata avviata una procedura di semplificazione per le imprese in possesso di certificazioni ambientali (ISO EN14001 e EMAS).
Inoltre, in attuazione del Decreto del Presidente della Repubblica 13 marzo 2013, n. 59 è stata deliberata l’adozione dell’Autorizzazione Unica Ambientale – AUA (deliberazione n. X/1840 del 16.5.2014), ossia del provvedimento rilasciato dallo sportello unico per le attività produttive, che sostituisce gli atti di comunicazione, notifica ed autorizzazione incrementando in tal modo la semplificazione in materia ambientale.

Oltre alle semplificazioni amministrative, di tipo procedurale ed organizzativo, l’Agenda di governo prevede anche interventi di semplificazione normativa, consistenti nell’adozione di testi coordinati, l’abrogazione di norme obsolete e il miglioramento della qualità della regolazione a livello formale (per maggiori informazioni sull’Agenda di governo, si rimanda al rapporto 2012 a questo link. Si vedano anche le slides informative diffuse dalla Regione).

Trasparenza e performance

Con delibera n.1290 del 30 gennaio 2014 la Giunta regionale ha adottato il Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione 2014-2016 (P.T.P.C.) di Regione Lombardia, comprensivo del Programma Triennale per la Trasparenza e l’Integrità che, in ossequio alla L. n. 190/2012, è finalizzato ad individuare ed attuare efficaci strategie a sostegno della lotta alla illegalità all’interno dell’Amministrazione regionale. Con il P.T.P.C. si vuole effettuare la “gestione del rischio corruzione”, misurando il rischio di corruzione ed individuando le azioni per governarlo. Le fasi principali della attività di gestione del rischio sono: a) la mappatura dei processi attuati dall’Amministrazione; b) la valutazione del rischio per ciascun processo; c) il trattamento del rischio; d) il monitoraggio. Con il Programma Triennale per la Trasparenza e l’Integrità (P.T.T.I.) integrativo del P.T.P.C. la Giunta Regionale vuole, invece, dare conoscenza ai cittadini e agli stakeholders del proprio operato in applicazione del D.lgs. 33/2013, consapevole che la trasparenza è uno degli strumenti per la promozione dell’integrità e per lo sviluppo della cultura della legalità in funzione preventiva dei fenomeni corruttivi. Con questi due documenti si è voluto individuare misure per contrastare comportamenti illeciti e per dare attuazione agli obblighi di pubblicazione previsti dalla normativa vigente.

Il P.T.P.C. e il P.T.T.I. sono integrati dal Piano della Performance della Regione 2014-2016 (disponibile a questo link), attuativo del D.lgs. 150/2009 e approvato con Delibera n. 1451 del 28/02/2014, a sua volta arricchito dal Piano Indicatori 2014-2016. Il Piano delle Performance 2014-2016 della Regione Lombardia è stato costruito mettendo a sistema i numerosi documenti di programmazione e valutazione che la Regione redige ogni anno in modo da dare un quadro chiaro del ciclo di programmazione e valutazione della Regione oltre che – sulla base delle indicazioni fornite dell’Autorità nazionale Anticorruzione ANAC (già CIVIT) – delle risorse, anche strumentali e umane, che l’ente utilizza per perseguire gli obiettivi pluriennali definiti nel Programma Regionale di Sviluppo (PRS).

Le esperienze in corso

Nel settore delle semplificazioni amministrative, le esperienze in corso sono rivolte alla dematerializzazione e standardizzazione delle procedure e alla riduzione degli oneri informativi gravanti sui cittadini e sulle imprese.

Attualmente è online per una consultazione telematica la prima bozza del documento “Standard Opendata per gli Enti Locali”.

È stata avviata una terza missione valutativa (n. 3/2013) sulle politiche abitative regionali che dovrebbe concludersi nel 2014.

In attuazione della Legge Regionale 19 febbraio 2014 , n. 11 “Impresa Lombardia: per la libertà di impresa, il lavoro e la competitività” verrà istituito il “Comitato per la semplificazione” al fine di garantire alle imprese una reale riduzione degli oneri burocratici.

Per informazioni relative alla specifiche misure programmate, si rimanda all’Agenda di governo 2011-2015 “Lombardia Semplice”.

(Ultimo aggiornamento della scheda: luglio 2014)