Regione Emilia Romagna

A cura di Monica Cappelletti1

Riferimenti normativi

L’articolo 53 (Impatto delle leggi e redazione dei testi) dello Statuto rinvia alla fonte legislativa e al regolamento interno dell’Assemblea legislativa per la determinazione delle procedure, delle modalità e degli strumenti per la valutazione preventiva della qualità e dell’impatto delle leggi, nonché delle forme di monitoraggio degli effetti e dei risultati dell’applicazione della normativa adottata. Con riferimento alle clausole valutative, lo stesso articolo citato prevede che, qualora inserite nei testi normativi, queste debbano stabilire i tempi e le modalità per esperire il controllo e la valutazione, anche indicando gli oneri informativi a carico dei soggetti attuatori.

L’articolo 28 dello Statuto specifica tra i compiti dell’Assemblea quello di controllo sull’attuazione delle legge e di valutazione degli effetti delle politiche regionali (comma 3).

Dal punto di vista della qualità della legislazione formale, l’articolo 54 dello Statuto stabilisce i criteri e le modalità procedurali per l’approvazione di testi unici.

Il regolamento interno dell’Assemblea legislativa determina ulteriormente i principi stabiliti a livello statutario. Il Titolo VI (Procedure, modalità e strumenti per la qualità della normazione e il controllo sull’attuazione delle leggi – pareri di conformità e altre disposizioni) è interamente dedicato alle procedure e agli strumenti per la qualità della regolazione. alcune disposizioni si occupano della qualità formale della normazione, sia in termini di drafting (si veda l’articolo 46 relativo alla redazione dei testi normativi), sia con riferimento alle schede di supporto per la corretta redazione dei testi (come la scheda tecnico-normativa e la tecnico-finanziaria previste rispettivamente agli articoli 47 e 48 del reg. int.).

L’articolo 49 (Analisi di fattibilità dei progetti di leggi) è invece dedicato all’analisi preventiva degli effetti della regolazione. In particolare, per progetti di legge di particolare rilevanza i Presidenti delle Commissioni possono richiedere “studi di fattibilità” per accertare:

  1. la definizione degli obiettivi dell’intervento, la valutazione della congruità dei mezzi per conseguirli;
  2. i destinatari dell’intervento;
  3. l’analisi delle conseguenze economiche derivanti dalle misure proposte;
  4. la verifica della copertura amministrativa e della congruità dei tempi previsti per l’attuazione delle norme e dei termini da esse stabiliti;
  5. le relazione ed i possibili effetti sulle competenze e sull’operatività degli enti locali.

Oltre allo studio di fattibilità, la Commissione referente, anche su richiesta di altre commissioni o della Giunta, può decidere l’elaborazione anche di un’analisi ambientale, sociale ed economica.

Il relatore del progetto di legge sovrintende alle attività per la redazione degli studi di fattibilità e può richiedere alla Giunta e ad altri soggetti gli elementi informativi necessari per compiere le analisi e può procedere alla eventuale consultazione di soggetti esterni rappresentativi degli interessi coinvolti.

L’articolo 50 (Controllo sull’attuazione delle leggi) del regolamento, infine, specifica la disciplina delle clausole valutative. Ogni clausola deve contenere la definizione degli obiettivi conoscitivi che l’Assemblea si pone e delle informazioni necessarie a soddisfare tali obiettivi; l’individuazione dei soggetti preposti alla produzione delle informazioni richieste; l’indicazione delle modalità e dei tempi previsti per l’elaborazione e la trasmissione delle informazioni all’organo legislativo; la previsione di adeguate risorse dedicate allo svolgimento delle attività di controllo e valutazione. La Commissione assembleare competente può decidere lo svolgimento di missioni valutative.

La legge regionale 7 dicembre 2011, n. 18, Misure per l’attuazione degli obiettivi di semplificazione del sistema amministrativo regionale e locale. istituzione della sessione di semplificazione, è il primo intervento legislativo organico a livello regionale in materia di semplificazione. Nello specifico, tale provvedimento persegue “l’obiettivo di elevare il livello di qualità dell’azione amministrativa e dei processi decisionali nel loro complesso” (articolo 1, l. r. n. 18/2011), attraverso una pluralità di interventi tesi a:

  1. sviluppare la qualità degli atti normativi;
  2. conseguire risultati di semplificazione dei procedimenti amministrativi;
  3. sviluppare la semplificazione degli assetti organizzativi;
  4. dare piena esplicazione al principio di sussidiarietà;
  5. dare piena esplicazione ai criteri di appropriatezza, necessità, adeguatezza e proporzionalità con l’obiettivo di garantire la semplicità dei rapporti tra cittadini, imprese e istituzioni.

L’articolo 1 statuisce i principi relativi sia alla qualità degli atti normativi, sia alla qualità dei procedimenti amministrativi. Tra quelli concernenti la qualità della regolazione, si ricordano i seguenti:

  • l’analisi delle interrelazioni tra i diversi livelli di produzione normativa per contribuire al superamento della frammentarietà del quadro normativo ed alla chiarezza dei testi normativi (articolo 1, comma 2, lett. b);
  • l’applicazione dei meccanismi di valutazione preventiva degli effetti di proposte normative ricadenti sulle attività dei cittadini e delle imprese e sul funzionamento della pubblica amministrazione regionale e locale, come l’analisi di impatto della regolamentazione – AIR (articolo 1, comma 2, lett. c);
  • l’introduzione sistematica negli atti normativi delle clausole valutative e dell’analisi costi-benefici per la verificabilità dei risultati conseguiti dall’atto normativo, anche attraverso la misurazione degli oneri amministrativi ((articolo 1, comma 2, lett. c).

La legge regionale n. 18/2011 prevede, poi, alcuni strumenti finalizzati alla realizzazione dei principi sopra richiamati. Anzitutto, l’articolo 3 disciplina l’inedita analisi e valutazione permanente (AVP) dei procedimenti, la quale ha lo scopo di misurare i procedimenti onerosi per cittadini e imprese, quelli in cui si riscontra con frequenza il mancato rispetto dei termini di conclusione, il grado di efficacia delle conferenze di servizi, i casi nei quali le amministrazioni pubbliche regionali e locali manifestano carenze ed inadeguatezze organizzative, finanziarie e funzionali, nonché le connessioni procedimentali tra le competenze regionali e locali e le competenze dell’amministrazione statale decentrata.

L’articolo 5 prevede, poi, la sessione annuale di lavori dedicata alla semplificazione dell’Assemblea legislativa regionale. In questa sessione, l’organo legislativo regionale esamina gli esiti dell’attività di analisi e valutazione permanente, valutata le proposte formulate dal Nucleo tecnico e dal Tavolo permanente (vedi infra) ed adotta le eventuali misure legislative necessarie.

Dal punto di vista organizzativo, poi, per la realizzazione degli obiettivi della legge regionale, sono istituiti il Tavolo permanente per la semplificazione, quale sede istituzionale delle procedure di consultazione delle parti sociali, delle associazioni di categoria e dei cittadini, e il Nucleo tecnico per la semplificazione delle norme e delle procedure, struttura di supporto del Tavolo permanente con funzioni di istruttoria, elaborazione e proposta nella definizione tecnica degli interventi da adottare.

La legge regionale n. 18/2011 prevede, infine, ulteriori misure di semplificazione per i cittadini, tra le quali si segnala la statuizione del principio di compensazione degli oneri amministrativi (articolo 8).

Strutture amministrative e uffici dedicati

Nell’Assemblea legislativa regionale, il Servizio Legislativo e affari legislativi – Area supporto legislativo svolge, tra le sue diverse funzioni, il supporto al processo legislativo, fornendo a Consiglieri, Commissioni, Gruppi, Servizi, conoscenze e contributi tecnici ed implementa le tecniche per l’inserimento nella legislazione delle clausole di valutazione.

Nella Giunta regionale, nell’ambito della Direzione Generale – Affari istituzionali e legislativi sono istituiti:

  • il Servizio affari legislativi e qualità dei processi normativi, competente, in particolare, all’analisi delle esigenze del sistema normativo regionale, anche in relazione alle politiche di semplificazione, all’assistenza e consulenza alle strutture regionali nella redazione dei progetti di legge, nonché all’analisi di fattibilità tecnico-normativa dei progetti di legge;
  • il Servizio innovazione e semplificazione amministrativa, responsabile della promozione e del coordinamento degli interventi del Programma annuale di semplificazione e del supporto a progetti di innovazione e semplificazione per la pubblica amministrazione locale e i soggetti.

Il 5 dicembre 2013 è stato siglato un accordo tra la Presidente dell’Assemblea legislativa e il Presidente della Giunta regionale per definire le modalità di collaborazione tecnica tra le rispettive strutture, al fine di perseguire gli obiettivi di semplificazione previsti dalla legge regionale n. 18 del 2011.

L’Assessore alle Finanze, Europa, cooperazione con il sistema delle autonomie, valorizzazione della montagna, regolazione dei servizi pubblici locali e politiche per la sicurezza è anche delegato alla semplificazione e trasparenza.

Si segnala, inoltre l’istituzione del Tavolo permanente per la semplificazione, quale sede istituzionale delle procedure di consultazione delle parti sociali, delle associazioni di categoria e dei cittadini. Il Tavolo ha il compito di identificare i procedimenti da sottoporre in ordine di priorità alla analisi e valutazione permanente, formulare le proposte volte al superamento delle criticità rilevate per la loro successiva sottoposizione alla sessione per la semplificazione. All’attività del Tavolo concorre anche il Consiglio delle autonomie locali.

Il Tavolo è infine, supportato nelle proprie attività dal Nucleo tecnico per la semplificazione delle norme e delle procedure. Tale Nucleo svolge le funzioni di istruttoria, elaborazione e proposta nella definizione tecnica degli interventi da adottare.

Le esperienze realizzate

AIR

Nel 2003, in collaborazione con il Formez, è stata condotta una sperimentazione relativamente alla proposta di legge sull’abolizione del libretto sanitario e sua sostituzione con attività di formazione obbligatoria (Settore Sanità).

VIR e altri strumenti di valutazione ex post

(non risultano esperienze realizzate)

MOA e semplificazioni amministrative

Nel 2008 in collaborazione con il FORMEZ è stata condotta una sperimentazione della Misurazione degli Oneri Amministrativi (MOA). Questa attività ha avuto per oggetto gli obblighi Informativi (OI) derivanti dalla legislazione regionale in materia di somministrazione di alimenti e bevande relativamente ai procedimenti di avvio ex novo delle attività e subingresso nell’intestazione dell’autorizzazione alla somministrazione di alimenti e bevande (settore commercio).

La Regione ha inserito nel suo primo Programma di semplificazione 2012/2013 una specifica linea di azione sulla misurazione degli oneri amministrativi (quarta linea d’azione). Sulla base delle stime nazionali elaborate dal Dipartimento della Funzione Pubblica ed ISTAT, anche a livello regionale si è stata data priorità alla misurazione del settore edilizio.

Nel Programma di semplificazione 2012/2013 sono state, poi individuate ulteriori linee d’azione:

  • prima linea d’azione, informatizzazione ed interoperabilità delle pubbliche amministrazioni. Tale linea d’azione si poneva l’obiettivo di realizzare una pubblica amministrazione digitale (dematerializzata, interconnessa e cooperativa), attraverso misure di innovazione tecnologica e di riorganizzazione e revisione dei procedimenti. Il piano degli interventi relativi a questa linea d’azione è stato approvato dalla delibera di Giunta regionale del 17 dicembre 2012, n. 2013. Successivamente la delibera di Giunta de 28 luglio 2013 ha approvato le Linee Guida per la gestione documentale per garantire la completa dematerializzazione;
  • seconda linea d’azione, analisi dei procedimenti amministrativi e trasparenza. Tale linea d’azione era finalizzata a determinare le caratteristiche di questo nuovo strumento di analisi introdotto con la legge regionale n. 18 del 2011. Al riguardo la Regione ha avviato una prima mappatura procedimenti individuando alcuni parametri per l’analisi dei procedimenti amministrativi;
  • quinta linea d’azione, archivio delle migliori pratiche amministrative;
  • sesta linea d’azione, semplificazioni in materia edilizia. Tale linea era finalizzata all’accelerazione e semplificazione delle procedure urbanistico-edilizie. Gli interventi hanno riguardato il sistema informativo per l’edilizia del territorio regionale (Porgetto SIEDER), la dematerializzazione del documento unico di regolarità contributiva (DURC), ulteriori interventi di semplificazione contenuti nella legge regionale n. 15 del 2013 in materia edilizia.

Clausole valutative

Sono state adottate, dal 2001 al 2013, ventinove clausole valutative:

  • legge regionale 8 agosto 2001, n. 24, Disciplina generale dell’intervento pubblico nel settore abitativo;
  • legge regionale 14 maggio 2002, n. 8, Interventi a sostegno e sviluppo dell’aeroportualità di interesse regionale;
  • legge regionale 12 marzo 2003, n. 2, Norme per la promozione della cittadinanza sociale e per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali;
  • legge regionale 24 marzo 2004, n. 5, Norme per l’integrazione sociale dei cittadini stranieri immigrati;
  • legge regionale 24 maggio 2004, n.11, Sviluppo della società dell’informazione;
  • legge regionale 1° agosto 2005, n. 17, Norme per la promozione dell’occupazione, della qualità, sicurezza e regolarità del lavoro;
  • legge regionale 6 giugno 2006, n. 6, Norme per la promozione e lo sviluppo della cooperazione mutualistica in Emilia-Romagna;
  • legge regionale 28 luglio 2006, n. 12,  Disciplina della diffusione dell’esercizio cinematografico;
  • legge regionale 23 aprile 2006, n. 3, Interventi in favore degli emiliano-romagnoli e funzionamento della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo;
  • legge regionale 6 marzo 2007, n. 2, Modifiche es integrazioni alla legge regionale 4 marzo 1998, n. 7 – Organizzazione turistica regionale. Interventi per la promozione e commercializzazione turistica – (Abrogazione delle leggi regionali 15 dicembre 1996, n. 47 , 20 maggio 1994, n. 22, 25 ottobre 1993, n. 35 e parziale abrogazione della l.r. 9 agosto 1993, n. 28);
  • legge regionale 27 luglio 2007, n. 15, Sistema regionale integrato di interventi e servizi per il diritto allo studio universitario e l’alta formazione;
  • legge regionale 27 luglio 2007, n. 17, Disposizioni in materia di prevenzione, cura e controllo del tabagismo;
  • legge regionale 19 febbraio 2008, n. 3, Disposizioni per la tutela delle persone ristrette negli istituti penitenziari della regione Emilia-Romagna;
  • legge regionale 28 luglio 2008, n. 14,  Norme in materia di politiche per le nuove generazioni;
  • legge regionale 24 luglio 2009, n. 11, Norme per la promozione e la valorizzazione dell’amministrazione di sostegno, istituto previsto dalla legge 9 gennaio 2004, n. 6;
  • legge regionale 4 novembre 2009, n. 15, Interventi per il trasporto ferroviario delle merci;
  • legge regionale 29 dicembre 2009, n. 26, Disciplina e interventi per lo sviluppo del commercio equo e solidale in Emilia-Romagna;
  • legge regionale 9 febbraio 2010, n. 3, Norme per la partecipazione, riordino e promozione delle procedure di consultazione e partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali locali;
  • legge regionale 26 novembre 2010, n. 11, Disposizioni per la promozione della legalità e della semplificazione nel settore edile e delle costruzioni a committenza pubblica e privata;
  • legge regionale 9 maggio 2011, n. 3, Misure per l’attuazione coordinata delle politiche regionali a favore della prevenzione del crimine organizzato e mafioso, nonchè per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile;
  • legge regionale 30 giugno 2011, n. 5, Disciplina del sistema regionale dell’istruzione e formazione professionale;
  • legge regionale 23 dicembre 2011, n. 23, Norme di organizzazione territoriale delle funzioni relative ai servizi pubblici locali dell’ambiente;
  • legge regionale 23 dicembre 2011, n. 24, Riorganizzazione del sistema regionale delle aree protette e dei siti della rete Natura 2000 e istituzione del parco regionale dello Stirone e del Piacenziano;
  • legge regionale 20 aprile 2012, n. 3, Riforma della legge regionale 18 maggio 1999, n. 9 (Disciplina della procedura di valutazione dell’impatto ambientale). Disposizioni in materia ambientale;
  • legge regionale 7 novembre 2012; n. 11, Norme per la tutela della fauna ittica e dell’ecosistema acquatico e per la disciplina della pesca, dell’acquacoltura e delle attività connesse nelle acque interne;
  • legge regionale 7 novembre 2012, n. 13, Norme per la copertura dei rischi derivanti da responsabilità civile negli enti del servizio sanitario regionale.
  • legge regionale 24 maggio 2013, n. 4, Regolamentazione del commercio sulle aree pubbliche in forma hobbistica. Modifiche alla legge regionale 25 giugno 1999 n. 12 (norme per la disciplina del commercio su aree pubbliche in attuazione del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.114 ), alla legge regionale 28 aprile 1984, n. 21 (disciplina dell’applicazione delle sanzioni amministrative di competenza regionale) e alla legge regionale 10 febbraio 2011, n. 1 (presentazione del documento unico di regolarità contributiva da parte degli operatori del commercio sulle aree pubbliche); 
  • legge regionale 4 luglio 2013, n. 5, Norme per il contrasto, la prevenzione, la riduzione della dipendenza dal gioco d’azzardo patologico, nonché delle problematiche e delle patologie correlate;
  • legge regionale 13 dicembre 2013, n. 24, Disciplina generale dell’intervento pubblico nel settore abitativo (testo di legge del 2001 integrato con successive modifiche).

L’Assemblea legislativa aderisce dal 2002 a Progetto CAPIRe, promosso dalla Conferenza dei Presidenti delle Assemblee Legislative delle Regioni e delle Province Autonome.

Tra le altre tipologie di strumenti di analisi ex post, nell’ambito del progetto CAPIRe si è svolta una missione valutativa:

  • missione valutativa n. 1/2011, Le politiche regionali per conciliare lavoro e famiglia: i voucher per i nidi d’infanzia.

Altri strumenti

Gli uffici dell’Assemblea regionale hanno prodotto due note informative sull’attuazione delle politiche:

  • nota informativa n. 1/2010, Il diritto allo studio universitario in Emilia-Romagna. L’attuazione della legge regionale n. 15/2007;
  • nota informativa n. 1/2012, Le politiche per conciliare lavoro e famiglia. I voucher per i nidi d’infanzia, a cura dello staff di ricerca di CAPIRe in collaborazione con il Servizio Legislativo.

Sono state, inoltre, elaborate tre note sull’attuazione delle leggi e delle politiche regionali:

  • nota sullo stato di attuazione della legge regionale n. 2/2003, A cinque anni dalla riforma dei servizi sociali, una prima analisi (2008);
  • nota sullo stato di attuazione della legge regionale n. 11/2004, Le politiche di sostegno al cambiamento e all’innovazione per il territorio digitale (2009);
  • nota sullo stato di attuazione della legge regionale n. 11/2003, Sei anni dopo l’abolizione del libretto sanitario per gli alimentaristi in Emilia-Romagna (2009).

Si segnala, poi, l’attività svolta nell’ambito della sessione annuale di semplificazione dell’Assemblea legislativa, condotta ai sensi dell’articolo 5 della legge regionale n. 18/2011. Nella prima sessione per la semplificazione (anno 2012) è stata esaminata l’attività svolta dal Tavolo permanente per la semplificazione ed è stato approvato con risoluzione dell’Assemblea il Programma di semplificazione 2012/2013.

Le esperienze in corso

AIR

Il Programma di semplificazione 2012/2013 ha previsto come terza linea d’intervento il potenziamento degli strumenti di qualità della regolazione. Nello specifico sistematizzazione e il rafforzamento di strumenti come l’ATN (analisi tecnica della normazione), l’AIR (analisi di impatto della regolamentazione), le clausole valutative, nonché semplificazione normativa attraverso il riordino e lo sfoltimento dello stock normativo regionale. Si è costituito un apposito Gruppo tecnico tematico a luglio 2013 (vedasi la determinazione del 4 luglio 2013). Nell’ambito di tale azione è stata adottata la legge regionale n. 27 del 2013, contente l’abrogazione espressa di disposizioni legislative regionali obsolete.

Al momento non risultavano esperienze di AIR in corso.

VIR e altri strumenti di valutazione ex post

(non risultavano esperienze in corso)

MOA e semplificazioni amministrative

(non risultavano esperienze in corso)

Clausole valutative

Nel 2014 è stata adottata una clausola valutativa:

  • legge regionale 12 maggio 2014, n. 3, Disposizioni per la promozione della legalità e della responsabilità sociale nei settori dell’autotrasporto, del facchinaggio e della movimentazione merci e dei servizi complementari.

Altri strumenti

A partire dall’inizio della IX Legislatura sono state discusse nelle competenti Commissioni assembleari le 19 relazioni di ritorno a clausole valutative redatte dalla Giunta regionale (di queste, 10 sono state discusse nel 2013):

  • quattro relazioni alla clausola della l.r. 3/2008
  • una relazione alla clausola della l.r. 12/2006
  • una relazione alla clausola della l.r. 17/2005
  • una relazione alla clausola della l.r 2/2007
  • una relazione alla clausola della l.r. 15/2007
  • due relazioni alla clausola della l.r. 15/2009
  • una relazione alla clausola della l.r 26/2009
  • una relazione alla clausola della l.r. 11/2004
  • una relazione alla clausola della l.r. 5/2004
  • una relazione alla clausola della l.r. 3/2006
  • una relazione alla clausola della l.r. 6/2006
  • una relazione alla clausola della l.r. 11/2009
  • una relazione alla clausola della l.r. 11/2010
  • una relazione alla clausola della l.r. 23/2011
  • una relazione alla clausola della l.r. 24/2011

Queste relazioni sono state accompagnate da Note Tecniche elaborate dal Servizio legislativo e affari legislativi – Area supporto legislativo dell’Assemblea legislativa. Infatti, a partire dall’attuale Legislatura nella quale la “promozione delle attività di controllo e valutazione delle leggi, clausole valutative e missioni valutative” è stata inserita fra le funzioni della VI Commissione assembleare “Statuto e Regolamento”, il Servizio elabora sintetiche Note tecniche di accompagnamento.

Le Note hanno il compito di supportare la VI Commissione che si esprime sul “metodo”, ossia sul “percorso della valutazione”, con riferimento all’opportunità dell’utilizzo e sulle caratteristiche degli strumenti “clausola” e “missione valutativa” oltre che sulla qualità e rispondenza della documentazione informativa in risposta alle clausole:

  • tutti i progetti di legge che contengono una clausola valutativa vengono esaminati dalla VI Commissione in sede consultiva, accompagnati da una Nota tecnica del Servizio legislativo che analizza l’opportunità dell’utilizzo e il rispetto delle caratteristiche e del contenuto che deve avere una “clausola valutativa”;
  • le relazioni di ritorno alle clausole valutative sono discusse dalla VI Commissione in seduta congiunta con la Commissione competente per materia. Anche in questo caso, il Servizio predispone una Nota tecnica che riguarda il “metodo”, con particolare riguardo al rispetto della tempistica e all’analisi della struttura e dei contenuti della relazione, evidenziando eventuali spunti d’interesse nell’ottica di una valutazione come strumento di riprogrammazione delle politiche e non espressione di mero giudizio.

Considerando che sono ormai numerose le leggi regionali con una clausola valutativa, a livello tecnico si è deciso di formalizzare l’esperienza dei tavoli tecnici di lavoro fra Assemblea e Giunta maturata nel corso degli anni e prevista dalle clausole più recenti. Con apposita Determina è stato costituito il “gruppo di lavoro interdirezionale per l’analisi e l’applicazione delle clausole valutative”2.

Nella seconda sessione per la semplificazione (anno 2013) è stata esaminata l’attività svolta dal Tavolo permanente per la semplificazione, verificati i primi risultati raggiunti ed è stato approvato, con risoluzione dell’Assemblea, il Programma di semplificazione 2013/2014, poi adottato con deliberazione della Giunta regionale n. 99/2014.
Il Programma per il 2013/2014 prevede la continuazione delle attività previste per sei linee azioni del precedente programma annuale (informatizzazione ed interoperabilità, analisi dei procedimenti amministrativi e trasparenza, strumenti di valutazione e monitoraggio, MOA, archivio delle buone pratiche amministrative, semplificazioni in materia edilizia) e l’avvio delle attività per la realizzazione di due nuove misure: lotta ai ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione e rispetto degli obblighi in materia di trasparenza amministrativa.
Nello specifico, per l’azione relativa all’ informatizzazione ed interoperabilità è stato adottato il Piano degli interventi per la semplificazione: PA digitale 2014 (delibera della Giunta regionale n. 232/2014).

(Ultimo aggiornamento della scheda: luglio 2014) 

Notes:
1. Si ringrazia il Servizio legislativo e qualità della legislazione dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna per il prezioso supporto e per le informazioni utili ai fini della predisposizione della scheda.
2.  Il gruppo di lavoro fra Assemblea e Giunta è stato  istituito con Determina del Direttore Generale agli Affari istituzionali e legislativi n.7227 del 2011, d’intesa con il Direttore Generale dell’Assemblea legislativa con i compiti di: a) monitorare i termini previsti da ciascuna clausola valutativa per la predisposizione della relazione informativa; b) provvedere ad una prima valutazione tecnica della rispondenza del contenuto delle relazioni a quanto richiesto nelle clausole valutative; c) definire le procedure per la trasmissione delle relazioni ai competenti organi assembleari.