Regione Campania

a cura di Federica Cacciatore1

Riferimenti normativi

Il nuovo Statuto della Campania, adottato con l.r. 28 maggio 2009, n. 6, reca all’art. 29 “Chiarezza dei testi normativi”: «Le normative regionali» vi si afferma, «devono caratterizzarsi per chiarezza e semplicità dei testi […]». Il secondo comma specifica che «[i]l regolamento consiliare disciplina le modalità di redazione dei testi normativi al fine di assicurarne la qualità».

Ha fatto seguito alla prescrizione statutaria il reg.r. 11 settembre 2012, n. 57, che adotta il nuovo Regolamento interno del Consiglio. Agli strumenti per il controllo della qualità della normazione il Regolamento interno dedica, all’interno della disciplina del procedimento legislativo, gli artt. 82 ss., prevedendo in particolare il ricorso a: ATN, agenda normativa, AIR e analisi di fattibilità, VIR, consultazioni, clausole e missioni valutative. Il Regolamento richiama inoltre i principi di riordino e semplificazione normativa e di drafting legislativo. Alle relazioni AIR e VIR, inoltre, va assicurata pubblicità, anche attraverso i siti istituzionali della Regione.

Si ricordi, peraltro, che in seguito all’approvazione del d. lgs. 14 marzo 2013, n. 33, recante “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”, anche la Campania ha adottato recentemente la l.r. 13 settembre 2013, n. 14, “Disposizioni in materia di trasparenza amministrativa e di valorizzazione dei dati di titolarità regionale”. Il provvedimento, oltre a sancire i principi di trasparenza e riutilizzabilità dei dati e delle informazioni regionali, demanda a successivi atti di Giunta e Consiglio l’attuazione di tali principi.

Per quanto concerne gli aspetti organizzativi, risulta fondamentale il regolamento regionale 15 dicembre 2011, n. 12, “Ordinamento amministrativo della Giunta Regionale della Campania”, con il quale si è dato avvio al riordino generale delle strutture di Giunta regionale e si sono definite nel dettaglio le competenze in tema di valutazione ex ante della legislazione (cfr. infra, sulle Strutture amministrative). In attuazione del regolamento, è quindi intervenuto, di recente, il d.p.g.r. 4 febbraio 2013, n. 37, che detta una disciplina puntuale degli uffici di diretta collaborazione del Presidente, come si vedrà meglio nel prosieguo.

Dal 2011 la Regione Campania è destinataria, insieme a Calabria, Puglia e Sicilia, del “Progetto Operativo di Assistenza Tecnica (POAT) alle Regioni dell’Obiettivo Convergenza per il rafforzamento delle capacità di normazione“, promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per gli Affari Giuridici e Legislativi (DAGL) e finalizzato a supportare l’introduzione e la sperimentazione delle tecniche e degli strumenti per il miglioramento della normazione regionale. Nell’ambito del POAT la Campania è stata coinvolta in un ciclo di iniziative, seminariali e laboratoriali, per sensibilizzare le strutture all’uso degli strumenti di better regulation, nonché in alcune sperimentazioni.

Sempre nell’ambito del POAT ha sviluppato e implementato anche un proprio portale dedicato alla qualità della normazione campana, www.qualitanormazione.regione.campania.it.

Nell’anno in corso, nell’ambito del POAT la Campania sta focalizzandosi sull’attuazione, a livello regionale, dei principi dello Small Business Act (SBA), nell’ambito del quale introdurre un cd. Test PMI, ossia una specifica analisi ex ante degli impatti della regolazione sulle piccole e medie imprese, eventualmente prevedendo per queste specifiche esenzioni o riduzioni del carico regolatorio. Infatti, la proposta di Programma operativo regionale della Campania per il POAT corrente è incentrata sull’elaborazione del cd. Piano Regionale per l’Attuazione dello Statuto delle Imprese (PRASI), previsto dall’art. 41, comma 5, della l.r. 27 gennaio 2012, n. 1, “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2012 e pluriennale 2012 – 2014 della Regione Campania (legge finanziaria regionale 2012)”. Tale norma afferma, infatti, che «[…] la Regione predispone un piano regionale di attuazione dello Statuto delle Imprese (PRASI), mediante la sperimentazione e l’implementazione di sistemi e procedure per la valutazione dell’impatto delle iniziative legislative e regolamentari sulle imprese e per l’attuazione delle altre previsioni della legge 180/2011 (riduzione e trasparenza degli oneri amministrativi, compensazione degli oneri, rapporti con la pubblica amministrazione), anche funzionalmente alla stipula degli accordi o intese in Conferenza Stato-Regioni previsti dall’articolo 19 della suddetta legge […]». La proposta di piano operativo per la Campania prevede, oltre alla prosecuzione del processo di integrazione normativa per il miglioramento della qualità delle regole, anche la realizzazione di ulteriori sperimentazioni in tema di fitness check («verifica di coerenza della regolazione in essere con i principi dello SBA, condotta mediante il Test d’idoneità per aree di regolazione, anche in una logica multilivello»3, supportati dal NVVIP, Nucleo di Verifica e Valutazione degli Investimenti Pubblici4, a fornire all’organo politico il supporto necessario per la realizzazione dell’AIR (art. 3). Lo stabilisce il d.p.g.r. 37/2013, che riordina poteri e funzioni degli uffici di diretta collaborazione del Presidente. Fra essi ricoprirà un ruolo fondamentale l’Ufficio legislativo (UL, mentre il Settore legislativo, nel nuovo modello organizzativo, sarà soppresso). Una previsione espressa è, difatti, contenuta nel d.p.g.r., che attribuisce all’UL ampie competenze nel processo legislativo e regolamentare, in particolare legate al controllo di qualità e fattibilità delle norme (art. 5). Fra esse, l’UL garantisce la realizzazione dell’Air e della semplificazione normativa, in collaborazione col Nucleo. Si segnala l’istituzione, presso l’Ufficio del Capo di Gabinetto, dell’Ufficio XI “Funzione pubblica, modernizzazione e semplificazione amministrativa. Trasparenza e miglioramento delle performance” e dell’Ufficio XV “Controllo di Gestione”. Al primo sono attribuiti, tra l’altro, i compiti di definire, anche in raccordo con l’Ufficio Legislativo, le attività di semplificazione, di promuovere le attività di semplificazione amministrativa finalizzata a migliorare la qualità della regolazione, la riduzione dei costi amministrativi gravanti su imprese e cittadini. Il secondo ha, tra le proprie competenze la verifica dell’efficacia, efficienza e economicità dell’azione amministrativa per il contenimento dei costi di funzionamento e gestione, nonché il monitoraggio della realizzazione degli interventi e dei provvedimenti adottati dalla Giunta al fine di verificare la misura in cui sono stati raggiunti i risultati attesi.

Va segnalato anche il ruolo del Comitato di coordinamento interdipartimentale, istituito dall’art. 39, reg.r. 12/2011, alle cui riunioni possono prendere parte anche il Segretario generale del Consiglio regionale e il Capo dell’Ufficio legislativo del Presidente, al fine di assicurare la qualità della regolazione anche nell’ottica del coordinamento interdipartimentale.

Non esiste, invece, una struttura dedicata presso il Consiglio regionale.

Le esperienze realizzate

AIR

Fra le sperimentazioni effettuate dalla Regione Campania nell’ambito del POAT DAGL vi è un’AIR sul riordino della disciplina in tema di beni culturali (presso la Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici, AGC 13 Giunta regionale). L’AIR, tuttavia, non è ancora stata pubblicata.

VIR e altre valutazioni ex post

Non sono state realizzate esperienze.

MOA e semplificazioni amministrative

La Regione Campania è stata coinvolta, nell’ambito delle attività previste dal Programma Operativo PON Governance e Azioni di Sistema (FSE) 2007-2013, per le Regioni dell’obiettivo Convergenza, nel progetto “Pianificazione e strumenti per le politiche di semplificazione e misurazione e riduzione degli oneri e dei tempi delle procedure autorizzatorie per le imprese”, quindi nel progetto “Misurazione e riduzione degli oneri amministrativi e dei tempi, semplificazione amministrativa e reingegnerizzazione dei processi di servizio”, sempre con l’assistenza tecnica di Formez PA. Mediante la partecipazione al primo progetto è stata anche messa a disposizione delle Regioni beneficiarie una proposta di articolato per una legge regionale, recante “Disposizioni per la semplificazione amministrativa, la standardizzazione dei procedimenti autorizzatori e il funzionamento dello sportello unico”. A seguito del progetto, la Regione ha adottato nel 2004 un Manuale per il responsabile dello Sportello Unico (SUAP) ed apposite Linee guida, pubblicate nel BURC del 22 giugno 2004. Maggiori informazioni sono reperibili sul sito regionale del SUAP. Il secondo progetto ha previsto l’adozione, da parte delle Regioni interessate, di apposite Linee guida per la misurazione di tempi e oneri amministrativi per le Regioni.

Clausole valutative

La Regione Campania ha adottato, dal 2006 a oggi, cinque clausole valutative per altrettante leggi regionali. In particolare, si tratta delle seguenti5:

  • l.r. 9 ottobre 2006, n. 20
  • l.r. 6 novembre 2008, n. 15
  • l.r. 8 febbraio 2010, n. 6
  • l.r. 11 febbraio 2011, n. 2
  • l.r. 21 luglio 2012, n. 22.
  • l.r. 21 dicembre 2012, n. 37
  • l.r. 18 febbraio 2013, n. 1.

Tuttavia, non risultano essere state emanate note informative in riferimento alle citate clausole.

Altri strumenti

Nel corso della citata sperimentazione AIR in tema di beni culturali, la Regione ha condotto delle consultazioni con gli stakeholders, consistite in un focus group e in un questionario on line, pubblicato sul portale regionale www.qualitanormazione.regione.campania.it, che ha raccolto 31 risposte 6.

Le esperienze in corso

AIR

Nell’ambito della prosecuzione del POAT-DAGL, come si diceva, sono in corso di definizione due sperimentazioni:

  • la prima, relativa a un’applicazione ex ante di Test PMI, sulla proposta di legge “Normativa per la disciplina della pesca marittima e dell’acquicoltura” (Reg. gen. Consiglio n. 77).

VIR e altre valutazioni ex post

La seconda sperimentazione è relativa a un’applicazione del test di idoneità a un corpus di norme vigenti nel settore turismo regionale, quali:

  • l.r. 15 marzo 1984, n. 15 “Nuova normativa per la classificazione delle aziende ricettive alberghiere ed all’aria aperta”;
  • l.r. 26 marzo 1993, n. 13 “Disciplina dei complessi turistico-ricettivi all’aria aperta”;
  • l.r. 24 novembre 2001, n. 17 “Disciplina delle strutture ricettive extralberghiere”;
  • l.r. 10 maggio 2001, n. 5 “Disciplina delle attività di bed and breakfast”;
  • Regolamento Regionale 13 maggio 2013, n. 4 che disciplina la struttura ricettiva “Albergo diffuso”.

MOA e semplificazioni amministrative

Non risultano esperienze in corso.

Clausole valutative

Non risultano esperienze in corso.

Altri strumenti

Non risultano esperienze in corso.

(Ultimo aggiornamento della scheda: luglio 2014) 

Notes:
1. Si ringrazia l’avv. Antonio Ferrara, Capo Ufficio Legislativo del Presidente della Giunta regionale della Campania, per il prezioso supporto nella ricostruzione del quadro normativo di contesto.
2.
4. È l’art. 32, reg.r. 12/2011 a dettare le competenze del NVVIP in tema di supporto per l’Air.
5. Fonte: Progetto CAPIRe, http://www.capire.org.
6. Fonte: bozza di relazione AIR, in fase di pubblicazione