REFIT, valutazione ex post, AVCP e Regioni nella prima Rassegna del 2014

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Il primo numero dell’anno 2014 della Rassegna trimestrale dell’Osservatorio AIR si apre con una analisi, condotta da Andrea Flori, di due Comunicazioni della Commissione Europea riguardanti rispettivamente il programma REFIT e la valutazione ex post, strumento chiave della politica di Smart Regulation. Con riguardo alla prima comunicazione, si mette in evidenza che per ridurre gli oneri si dovrebbe privilegiare gli interventi che non richiedono una revisione delle norme: questa, infatti, comporta tempi lunghi e rende instabile il quadro regolatorio. Inoltre, le valutazioni realizzate attraverso il programma REFIT dovrebbero misurare con maggiore rigore costi e benefici, oltre ad essere più efficacemente inserite all’interno di strumenti di programmazione. La seconda comunicazione, quella sulla valutazione ex post, si concentra sulla fase dell’attuazione delle misure. Anche in questo caso si evidenzia l’importanza di rafforzare nella politica di smart regulation la trasparenza e gli strumenti di pianificazione coinvolgendo maggiormente gli Stati membri.

Il successivo contributo, di Siriana Salvi, si riferisce alla bozza di linee guida sulla valutazione redatte dalla Commissione e sottoposte a consultazione. Questa si concentra sulla fase ex post rimandando alle metodologie sviluppate nell’ambito dell’Impact assessment per le analisi ase ex ante. Nella guida sono individuati cinque mandatory evaluation criteria (efficacia, efficienza, rilevanza, coerenza e “valore aggiunto” dell’intervento dell’Ue) che, d’ora in avanti, orienteranno la verifica delle azioni europee. E’ inoltre proposto l’utilizzo di un quality assessment form da utilizzare per la verifica di adeguatezza di ciascun report finale. Al fine di migliorare la programmazione e la trasparenza degli interventi si propone di introdurre un piano quinquennale delle attività di valutazione ex post programmate dalla Commissione e un “evaluation mandate” per ciascuna iniziativa, contenente un’illustrazione degli scopi, delle fasi e delle attività di consultazione previste.

Eleonora Cavalieri analizza, invece, l’ultima edizione del Rapporto dell’OCSE sulla Better Regulation in Italia. Il Rapporto mette in rilievo la scarsa sistematicità degli interventi adottati e l’insufficiente coordinamento a livello centrale, dove le competenze in materia di better regulation e semplificazione sono frammentate tra più strutture amministrative, e l’altrettanto insufficiente coordinamento tra i diversi livelli di governo aventi competenze normative. In materia di misurazione degli oneri amministrativi, nonostante si esprima un giudizio complessivo molto positivo sul lavoro svolto dalla “Task Force MOA” istituita presso il Dipartimento per la funzione pubblica, si evidenzia la necessità di ridurre il tempo che intercorre tra le misurazioni e le riduzioni. In merito all’AIR, l’OCSE rileva che questo strumento, se si eccettua l’esperienza maturata dalle autorità indipendenti, è ancora utilizzato più come giustificazione ex post di un intervento normativo dai contenuti già prestabiliti, che non come strumento di effettivo supporto alle decisioni politiche. Infine, dall’indagine dell’OCSE emergono gravi carenze dell’Italia nel settore dell’enforcement. Le ispezioni e i controlli cui sono sottoposte le attività economiche non assicurano il rispetto della normativa e, nel contempo, comportano considerevoli oneri a carico delle imprese ispezionate. Anche l’OECD, come la Commissione europea, raccomanda di aumentare la trasparenza, la partecipazione delle categorie economiche interessate e la comunicazione dei programmi di better regulation e dei risultati raggiunti.

L’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici (AVCP) si è dotata di un proprio Regolamento per la disciplina delle modalità di svolgimento dell’AIR e della VIR, entrato in vigore il 29 novembre 2013. In analogia con quanto è avvenuto in tutte le Autorità che hanno introdotto e messo a regime l’analisi di impatto, l’individuazione di un’unità organizzativa ad hoc ha preceduto la codificazione del processo AIR. Simona Morettini analizza questo regolamento con riguardo ai criteri di selezione dei casi da sottoporre ad Air, alla programmazione e alla trasparenza, alla consultazione e alle modalità di partecipazione, ai contenuti minimi della relazione Air, nonché alla verifica ex post.

Luca Ferrara mette sotto la lente un rapporto della Business Task force, istituita dal premier britannico Cameron e guidata dal Ministro Fallon. Questo Rapporto, basato su una consultazione pubblica rivolta alle imprese, oltre ad individuare una serie di principi generali a cui informare la creazione di nuove regole, contiene trenta raccomandazioni su specifiche normative europee, già vigenti o di prossima adozione, ritenute dannose per la competitività delle imprese e portatrici di ingiustificati oneri regolatori.

Mariangela Benedetti commenta un articolo di Alemanno e La Spina che affronta il tema del nudging e behaviourally-informed regulation, ossia l’attività finalizzata ad orientare le scelte dei singoli in una direzione piuttosto che un’altra. In questo saggio si evidenzia che il potere di influenzare e persuadere i cittadini, per quanto possa avere effetti positivi sull’efficacia e l’economicità della regolazione, deve essere ricondotto all’interno dei confini posti dai principi costituzionali e dei diritti fondamentali riconosciuti nelle società democratiche.

I tre contributi che chiudono la Rassegna sono dedicati al livello regionale su cui l’Osservatorio sta avviando un percorso di monitoraggio strutturato e sistematico. Nel primo, di Eleonora Morfuni, si fornisce un quadro sintetico delle concrete esperienze applicative di AIR e VIR che si sono sviluppate nelle realtà regionali evidenziando che, a distanza di oltre dieci anni dall’avvio delle prime esperienze, l’applicazione concreta dello strumento è ancora limitata e sembra ancora prevalere l’approccio “sperimentale”. Le esperienze spesso non sono frutto di iniziative autonome, ma si sviluppano nell’ambito di progetti di sostegno e di assistenza tecnica alle amministrazioni regionali, finalizzati al trasferimento di competenze e al rafforzamento delle capacità e della qualità della regolamentazione che però non producono frutti duraturi. Il secondo, di Giovanna Perniciaro, verifica il livello di trasparenza e di pubblicità che è dato riscontrare nei siti istituzionali delle Regioni, rispetto all’utilizzo degli strumenti (in senso lato) di better regulation e  con riguardo alla pubblicità dei lavori e la conoscibilità della normativa in vigore; alla pubblicità degli strumenti di qualità e valutazione della normazione;  alla e-democracy ai portali dedicati alla partecipazione e alla conoscibilità dell’azione amministrativa. Chiude la rassegna l’analisi di Federica Cacciatore che si concentra sull’adeguamento delle strutture regionali per lo svolgimento delle funzioni connesse alla attuazione delle politiche di better regulation analizzando i casi in cui nei Consigli regionali sono stati introdotti dei Comitati sulla qualità della regolazione e presso le Giunte sono stati istituiti assessorati in materia di trasparenza e semplificazione.

(Introduzione al numero 1/V della Rassegna trimestrale dell’Osservatorio AIR, di Alessandro Natalini e Giulio Vesperini)

Vedi l’indice e l’introduzione del numero di gennaio 2014