Recensioni. L’uso della ricerca nell’analisi d’impatto della regolazione

Grafico_modelNel caso di Autorità, quali quelle indipendenti, che si trovano fuori dal circuito rappresentativo, una regolazione fondata su basi scientifiche solide assume un ruolo fondamentale nella legittimazione e nella trasparenza del policy making.

Partendo dall’assunto che l’analisi di impatto sia un’importante espressione dell’approccio “quasi-scientifico” alla regolazione, la ricerca “Public policy’s bibliography: The use of research in US regulatory impact assessment”, di Bruce A. Desmarais e John A. Hird (2013), prende in considerazione 104 relazioni AIR pubblicate tra il 2008 e il 2012 dalle Agenzie statunitensi, con il fine di verificare quale uso si faccia della scienza nelle attività regolatorie di soggetti pubblici indipendenti. In particolare sono le citazioni, secondo gli Autori, la cartina di tornasole utile a comprendere la natura delle prove scientifiche poste dalle Agenzie a sostegno degli atti regolatori.

La prima parte dello studio traccia una breve panoramica sullo sviluppo delle teorie sull’uso della scienza nel policy making, suddividendo la storia (statunitense) della ricerca in quest’ambito in due periodi: quello immediatamente successivo alla seconda guerra mondiale, contraddistinto dall’ottimismo sul ruolo della ricerca nella regolazione, in cui sono sorti istituti tecnici deputati al supporto scientifico del regolatore (come, nel 1950, la National Science Foundation); quello, introdotto dall’importante lavoro di Carol H. Weiss “The many meanings of research utilization” (1979), in cui si sono sviluppati gli studi sulla varietà degli usi della scienza da parte dei policy makers. L’articolo di Desmarais e Hird si include in questo secondo filone di studi, indagando tuttavia non il modo in cui gli scienziati intervengono nel processo di definizione delle politiche, quanto piuttosto la frequenza con cui i regolatori ricorrono agli studi scientifici.

Nella seconda parte dello studio, gli Autori descrivono il disegno della ricerca, esplicitando la distribuzione del campione di AIR analizzate tra le diverse Agenzie statunitensi (26 per l’Environmental Protection Agency, 15 per il Department of Transportation, 12 per il Department of Labour, e così via), gli indicatori impiegati e i risultati ottenuti.

Per ogni Agenzia lo studio prende in considerazione: 1. il numero medio di citazioni di articoli scientifici per ciascuna AIR; 2. la percentuale di pubblicazioni scientifiche sul totale delle citazioni presenti in ciascuna AIR, al fine di stabilire il “peso” della letteratura rispetto alle altre fonti quali articoli di giornale, paper dei think thank, report interni del governo, altre norme, ecc.; 3. il periodo che trascorre tra la pubblicazione della fonte scientifica e la pubblicazione del documento AIR, in modo da verificare quanto tempo impiega un articolo scientifico a “entrare” nel processo di regolazione.

L’analisi empirica mostra innanzitutto che il numero di citazioni scientifiche varia da Agenzia ad Agenzia, a dimostrazione che esistono fattori (quali, ad esempio, staff, ambito di regolazione, input da parte delle pari interessate e contesto politico) che influenzano il ricorso agli studi scientifici a supporto della regolazione. Solo una minoranza delle citazioni è costituita da pubblicazioni scientifiche (in media, per AIR, su 57,9 citazioni, 13,4 sono scientifiche), tra queste, quelle afferenti alle scienze economiche sono le più utilizzate per l’analisi dei costi delle opzioni di regolazione; quelle che si riferiscono alla salute, all’ambiente e alla medicina sono la fonte per la valutazione dei benefici. Infine, gli Autori, a confutazione dell’ipotesi per cui i policy makers tendano ad usare preferibilmente pubblicazioni che sono a sostegno di ipotesi regolatorie prese a priori, dimostrano che esiste una correlazione positiva tra l’impact factor delle riviste e la frequenza di citazioni nelle AIR. La ricerca rileva, infatti, che le pubblicazioni di riviste scientifiche ad alto impatto sono citate nelle AIR più frequentemente rispetto agli articoli pubblicati in riviste a basso impatto.

Recensione a cura di Carolina Raiola

B.A. Desmarais, J. A. Hird, Public policy’s bibliography: The use of research in US regulatory impact analyses, in Regulation & Governance (2013); doi:10.1111/rego.12041

About Carolina Raiola

Carolina Raiola è consulente Formez PA per l’attività di comunicazione istituzionale e di consultazione pubblica realizzata dall’Ufficio per la semplificazione del Dipartimento della funzione pubblica. Per l’Osservatorio fa ricerca sulla consultazione pubblica delle Autorità indipendenti