Recensioni. L’AIR UE sugli atti non legislativi (Alemanno-Meuwese)

Dopo le modifiche apportate dal Trattato di Lisbona alle procedure di comitologia, Alberto Alemanno e Anne Meuwese si interrogano sul contributo dell’analisi d’impatto della regolazione (AIR) nei procedimenti diretti ad adottare gli atti non legislativi, ossia gli atti delegati dal Parlamento e dal Consiglio alla Commissione (art. 290 Tfue) e quelli, di competenza della stessa Commissione, di esecuzione degli atti giuridicamente vincolanti dell’Unione (art. 291 Tfue).
Il saggio è diviso in tre parti: la prima spiega perché l’analisi di impatto è stata solo recentemente estesa agli atti non legislativi; la seconda indica come l’AIR dovrebbe essere in concreto condotta e adottata dalla Commissione con riferimento a tali misure; la terza parte specifica quali effetti potrà produrre la sua attuazione.

AA_BERLIN_08Dopo le modifiche apportate dal Trattato di Lisbona alle procedure di comitologia, Alberto Alemanno e Anne Meuwese si interrogano sul contributo dell’analisi d’impatto della regolazione (AIR) nei procedimenti diretti ad adottare gli atti non legislativi, ossia gli atti delegati dal Parlamento e dal Consiglio alla Commissione (art. 290 Tfue) e quelli, di competenza della stessa Commissione, di esecuzione degli atti giuridicamente vincolanti dell’Unione (art. 291 Tfue).

Il saggio è diviso in tre parti: la prima spiega perché l’analisi di impatto è stata solo recentemente estesa agli atti non legislativi; la seconda indica come l’AIR dovrebbe essere in concreto condotta e adottata dalla Commissione con riferimento a tali misure; la terza parte specifica quali effetti potrà produrre la sua attuazione.

Nella prima parte, gli Autori ripercorrono le tappe fondamentali della regolazione UE nell’adozione dell’AIR. In questa prospettiva, sono analizzate le ragioni che hanno a lungo impedito l’applicazione dell’AIR alle misure diverse da quelle legislative aventi un impatto “significativo”. Tra queste, il rischio di riduzione dell’efficacia dell’azione della Commissione a causa del possibile ritardo dell’attuazione del procedimento (cd. rischio di ossificazione) e il carattere tecnico delle misure di esecuzione. Per questi motivi, solo nel 2008 il segretario generale della Commissione europea ha annunciato l’intenzione di estendere l’AIR ad alcune “selected comitology items”; la decisione è stata poi ribadita nella modifica alle linee guida AIR del 2009 (Commission Impact Assessment Guidelines January 2009). La necessità di estendere l’AIR alle misure di comitologia era stata da tempo sostenuta anche dal Parlamento europeo che aveva individuato nell’analisi di impatto un utile strumento per assicurare la trasparenza del procedimento regolatorio adottato nell’ambito della comitologia, come noto escluso dal controllo parlamentare. In questo senso, dunque, l’estensione dell’AIR alle misure non legislative, fornisce, secondo gli autori, una garanzia del corretto esercizio del potere legislativo da parte della Commissione, migliorando il sistema di pesi e contrappesi tra le istituzioni politiche europee.

La seconda parte del saggio ha un carattere più metodologico. Gli autori, infatti, sostengono la tesi che quando l’AIR è svolta sulle misure di esecuzione e sugli atti delegati è necessario porre particolare attenzione a non duplicare l’analisi già eseguita per la misura legislativa primaria. Ciò in considerazione del fatto che i principi, i problemi e le misure di azione indicate nell’atto di esecuzione recepiscono – in tutto o in parte – le indicazioni fornite dall’atto di base. Ulteriore attenzione deve essere posta alla selezione preventiva degli atti da sottoporre ad AIR. Secondo gli autori, la numerosità delle misure di esecuzione e l’assenza di un esplicito riferimento all’AIR nelle disposizioni di attuazione del Trattato di Lisbona, come la Common Understanding concordata da Commissione, Consiglio e Parlamento europeo sugli atti delegati, potrebbero incentivare la Commissione ad adottare analisi di impatto informali e, quindi, poco accurate.

Nell’ultima parte del saggio gli autori svolgono alcune riflessioni sugli effetti prodotti dall’estensione dell’AIR alle misure di esecuzione rilevando il potenziale rafforzamento delle consultazioni, del controllo svolto sul procedimento regolatorio e della qualità della regolazione. Con riferimento alle consultazioni, ad esempio, viene notato il maggiore coinvolgimento delle parti interessate in ragione dell’estensione dell’istituto di partecipazione anche ai procedimenti di esecuzione. Gli autori sottolineano, poi, che l’estensione dell’analisi di impatto agli atti delegati potrebbe rappresentare un importante strumento di controllo in mano al legislatore (Parlamento e Consiglio) per verificare eventuali eccessi di delega da parte della Commissione. Ciò, coerentemente alle modifiche apportate con il Trattato di Lisbona che garantiscono al Consiglio e al Parlamento i più incisivi right to objection e right to scrutiny sull’attività delegata di esecuzione della Commissione. Da ultimo, gli autori ipotizzano che l’adozione dell’AIR per gli atti di esecuzione contribuirà a migliorare la qualità della regolazione anche grazie al vaglio effettuato dallo Impact Assessment Board (IAB).

A. Alemanno, A. Meuwese, Impact Assessment of Eu Non-Legislative Rulemaking: the Missing Link of “New” Comitology, disponibile alla pag. web ssrn.com

(Recensione a cura di Mariangela Benedetti)