Recensioni. Il networking tra autorità indipendenti: il caso del Brasile

Uno degli assunti principali della ricerca sulla diffusione delle autorità indipendenti è che il networking tra queste ultime ne favorisca il consolidamento istituzionale. Ciò vale soprattutto per l’Unione Europea in cui la formazione di reti settoriali della regolazione (cd. European Regulatory Networks – ERNs) è ritenuta costituire un fattore di rafforzamento dell’autonomia delle autorità indipendenti a livello nazionale (Yesilkagit 2011). La ricerca sugli effetti del networking tra autorità è rimasta però confinata finora nel mondo industriale avanzato trascurando la diffusione ormai globale delle autorità indipendenti (Jordana et al. 2011).

Lo studio di Bianculli rivela come si possano formare networks della regolazione indipendente anche in un contesto differente da quello comunitario come quello brasiliano. Come accaduto in Europa, anche in Brasile le autorità indipendenti sono state istituite in larga misura per rafforzare la credibilità dei processi decisionali necessaria per gestire i processi di privatizzazione e liberalizzazione che sono stati avviati alla fine del ventesimo secolo. Nel caso del Brasile, però, ciò è avvenuto in un contesto in cui vi sono forti resistenze, tanto a livello politico quanto a livello amministrativo, nei confronti della regolazione indipendente (Mota Prado 2012). In tal contesto il networking tra regolatori indipendenti ha assunto contorni molto diversi dalla controparte europea. In Europa, infatti, il networking è verticale e intra-settoriale, vale a dire esso è promosso dal livello comunitario le cui strutture si “allacciano” alle autorità nazionali per supportare l’attuazione delle politiche comunitarie in specifici ambiti di policy a livello degli Stati-membri. In Brasile, invece, il networking è orizzontale e inter-settoriale dal momento che esso è stato promosso spontaneamente dalle autorità del livello statale per promuovere l’istituzionalizzazione della regolazione indipendente nel difficile contesto brasiliano. All’ABAR – Associazione Brasiliana delle Autorità di Regolazione – aderiscono infatti 38 autorità che operano in diversi settori e ai diversi livelli di governo (federale, statale, municipale). L’associazione è stata promossa sin dal 1999 dalle autorità del livello statale che scontavano un deficit di risorse (sia tecniche che di indipendenza dal potere politico) rispetto a quelle federali. Ad accomunare le autorità dei diversi livelli di governo è stata la richiesta di maggiore coerenza e certezza degli assetti istituzionali in Brasile dove il potere politico non accenna a stabilizzare risorse e competenze delle autorità al fine di continuare a influenzare i processi di regolazione.

E’ stato pertanto interesse delle autorità brasiliane superare le differenze sia di settore che di livello di governo al fine di associarsi per perseguire alcuni scopi comuni. Il primo è quello di stimolare la socializzazione professionale promuovendo occasioni di incontro tra gli operatori della regolazione indipendente. Il secondo è quello di diffondere le buone pratiche e promuovere elevati standard di qualità della regolazione. Il terzo, infine, è quello di accrescere la consapevolezza da parte dell’opinione pubblica circa la rilevanza e il ruolo strategico delle autorità indipendenti attraverso la costruzione di un discorso pubblico che pone enfasi sulla capacità tecnica come fattore di autonomia e indipendenza.

L’associazione brasiliana, dunque, ha anche una proiezione esterna che sfrutta il congresso biennale come principale occasione di dibattito degli sviluppi della regolazione in Brasile. E’ in occasione del congresso, infatti, che i professionisti delle autorità indipendenti incontrano gli esponenti dell’esecutivo e gli stakeholders della regolazione per affrontare i temi al centro del dibattito istituzionale. Il congresso costituisce anche l’occasione per presentare studi e discutere casi di innovazione contribuendo così a costruire relazione di scambio tra gli operatori a supporto dei processi di costruzione della capacità amministrativa delle autorità indipendenti. Quest’ultima è costruita anche attraverso l’offerta di formazione e la costituzione di tavoli tecnici che fanno circolare standards e buone pratiche all’interno della comunità professionale degli operatori delle autorità indipendenti.

Lo studio di Bianculli, però, non presenta dati circa gli effetti del networking tra autorità indipendenti in Brasile. L’autore si limita a sottolineare come, nonostante gli sforzi dell’ABAR, gli assetti istituzionali della regolazione indipendente non siano stati ancora stabilizzati in Brasile. Il networking sembra essere stato più efficace sul versante interno che esterno riuscendo a consolidare l’identità professionale dei regolatori attraverso processi di scambio e circolazione delle conoscenze. Si tratta di un esito coerente con i risultati di un’altra ricerca sull’America Latina secondo cui in questo contesto la regolazione indipendente riesce a consolidarsi solo in presenza di comunità professionali che sostengono strategie di reclutamento meritocratico come base per l’autonomia dei regolatori (Parrado e Salvador 2011). Si tratta però di comunità professionali che costituiscono isole di eccellenza distribuite in modo disomogeneo. La persistente disomogeneità delle autorità brasiliane è richiamata anche da Bianculli e lascia presagire che il networking orizzontale costituisca una opzione complementare e non alternativa al networking verticale. Solo l’integrazione tra le due opzioni, infatti, può garantire la definizione di programmi di cambiamento ambiziosi imperniati su una batteria di strumenti più articolata rispetto a quella impiegata dall’associazione brasiliana. La ricerca sulle riforme amministrative, infatti, insegna che occorre l’integrazione di pluralità di strumenti di diffusione della conoscenza quali il benchmarking (Askim et al. 2008), la peer review (Nicolini et al. 2011) nonché i public service awards (Bouckaert 2001) per supportare efficacemente la costruzione di capacità amministrativa. Il caso brasiliano ha comunque il pregio di illuminare i processi orizzontali di networking come fattore di consolidamento dell’identità professionale dei regolatori quale opzione finora poco esplorata da operatori e studiosi del mondo industriale avanzato.

Recensione a cura di Fabrizio Di Mascio

A.C. Bianculli. 2013. The Brazilian Association of Regulatory Authorities: Integrating Levels, Consolidating Identities in the Regulatory State in the South, Regulation & Governance, 7: 547-559

Riferimenti

Askim, J., Johnsen A. e Christophersen K. 2008. Factors behind Organizational Learning from Benchmarking, Journal of Public Administration Research & Theory, 18: 297-330

Bouckaert, G. 2001. Pride and Performance in Public Service, International Review of Administrative Sciences, 67: 15-27

Jordana, J., Levi-Faur D. e Fernandez X. 2011. The Global Diffusion of Regulatory Agencies, Comparative Political Studies, 44: 1343-1369

Mota Prado, M. 2012. Implementing Independent Regulatory Agencies in Brazil, Regulation & Governance, 6: 300-326.

Nicolini, D., Hartley J. e Stansfield A. 2011. Using Developmental Peer Review to Promote Reflection and Change in Organizations, Journal of Organizational Change Management, 24: 211-228

Parrado, S. e Salvador M. 2011. The Institutionalization of Meritocracy in Latin American Regulatory Agencies, International Review of Administrative Sciences, 77: 687-712

Yesilkagit, K. 2011. Institutional Compliance, European Networks of Regulation and the Bureaucratic Autonomy of National Regulatory Authorities, European Journal of Public Policy, 18: 962-979