Rassegna trimestrale, il numero di gennaio 2016

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Questo numero della Rassegna si apre con una analisi di Simona Morettini dedicata alle otto AIR prodotte nel corso del 2015 dall’Autorità Nazionale Anticorruzione – ANAC, in base al regolamento adottato nel 2013 dalla soppressa Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture – AVCP. Da questo esame emerge che nelle AIR sono sempre riportate le ragioni alla base dell’intervento, mentre gli obiettivi regolatori sono semplicemente elencati e descritti. Inoltre, una parte corposa di questi documenti è dedicata alla descrizione analitica del procedimento consultivo svolto e alla sintesi delle osservazioni ricevute. Con riferimento alle ipotesi di intervento e alle scelte adottate dall’Autorità, non si opera alcuna analisi dei costi e dei benefici ma ci si limita a  una generica descrizione degli effetti. Quasi sempre nella relazione AIR è programmata la realizzazione della VIR.

Il secondo contributo, di Siriana Salvi, analizza un recente rapporto del Regulatory Policy Committee (RPC) dell’OCSE sull’uso dell’AIR nella valutazione degli effetti distributivi della regolazione. Il rapporto presenta una ricognizione delle pratiche adottate dai diversi paesi in quattro aree di valutazione (gruppi sociali, equità di genere, povertà e occupazione). Esso, inoltre, evidenzia che la maggioranza dei paesi membri valuta gli impatti della regolazione su specifici gruppi sociali e sull’uguaglianza di genere, mentre meno diffusa è la valutazione sulla povertà e sull’occupazione. Secondo una parte della letteratura la ragione di questa asimmetria nasce dal fatto che gli ultimi due aspetti non rientrerebbero nelle priorità politiche dei governi. Secondo altri studiosi la mancata valutazione degli effetti su povertà e occupazione scaturisce dalla necessità dei regolatori di non favorire la formazione di coalizioni contrarie all’attuazione degli interventi prescelti. Una terza corrente di pensiero spiega il fenomeno con la difficoltà tecnica di identificare i gruppi sociali e di monetizzare i costi e i benefici per effettuare questo tipo di stime. Nel rapporto si offrono anche indicazioni su quando realizzare una valutazione degli impatti sociali nell’AIR e quale strumento utilizzare. Nei fatti, l’AIR può giocare un ruolo chiave nell’identificare i trade-off sottostanti alle scelte regolatorie, ma la considerazione di dimensioni di natura non strettamente economica, se non effettuata in modo appropriato, può generare effetti perversi. In particolare, lo sviluppo di analisi parziali potrebbe favorire la proliferazione incontrollata degli strumenti di valutazione.

Luca Ferrara analizza nel successivo contributo le esperienze del Social and Behavioral Sciences Team (SBST) statunitense e del Behavioural Insights Team (BIT) britannico che si occupano, entrambi, della progettazione di politiche pubbliche basate sulle scienze comportamentali. Il SBST è un gruppo di esperti, provenienti dai vari dipartimenti dell’amministrazione statunitense, che si occupa di tradurre risultanze e metodi delle scienze sociali e comportamentali in miglioramenti per politiche e programmi federali. Il BIT, invece, è stato recentemente trasformato in una società partecipata dal governo britannico con finalità sociale. Il primo si è concentrato su due azioni (la semplificazione delle modalità di accesso ad alcuni programmi federali e l’aumento dell’efficienza dei funzionari federali) sperimentando possibili opzioni di intervento attraverso la realizzazione di test comportamentali e la progettazione dei punti di “interfaccia” tra l’azione governativa e i destinatari della stessa (es. la modulistica utilizzata, le informazioni disponibili al pubblico, le modalità di interazione tra i funzionari pubblici e l’utenza, ecc.). Invece, il BIT britannico ha elaborato un framework per l’applicazione delle scienze cognitive, chiamato EAST (Easy, Attractive, Social and Timely) lavorando su più di 150 casi di regolazione.

Gianluca Sgueo prende in esame la tredicesima edizione del rapporto Doing Business della Banca Mondiale. Il rapporto raccoglie informazioni su 10 aree di business regulation, mettendo a confronto le economie di 189 paesi in base alla qualità (e quantità) delle norme a presidio dell’attività di impresa. Il rapporto consente, inoltre, la identificazione delle best practices in materia di regolazione dell’attività di impresa e  concentra l’attenzione sulla qualità del sistema regolatorio.

La rassegna si chiude con due testi sui temi della trasparenza e della consultazione. Il primo, di Paola Adami, si concentra su un articolo di Jennifer Shkabatur che analizza il rapporto tra trasparenza, digitalizzazione e accountability pubblica nelle agenzie americane e che offre spunti di riflessione anche rispetto al contesto italiano. In particolare, lo studio evidenzia che il notice and comment e il FOIA si sono rivelati poco adeguati a conseguire una maggiore accountability. Shkabatur suggerisce quindi di riferirsi ad un modello alternativo di trasparenza, fondato sulla conoscibilità del processo decisionale delle agenzie e della loro performance, e propone quindi misure per rafforzare l’enforcement delle politiche di trasparenza.

Il secondo commento, di Eleonora Paris, riguarda invece un paper di Jennifer Nash e Daniel E. Walters che muove da una osservazione: la consultazione dei soggetti interessati e la loro partecipazione al processo di elaborazione delle misure regolative costituiscono principio fondamentale della better regulation in quanto consentono ai regolatori di valutare meglio l’opportunità di un intervento e le sue potenziali conseguenze. A questo fine forniscono una guida, costruita attraverso l’analisi degli studi a carattere empirico disponibili, sulle possibili strategie da seguire in materia di trasparenza e consultazione nell’ambito della regolazione.

(Introduzione al numero VII/1, gennaio 2016, della Rassegna trimestrale dell’Osservatorio AIR, di Alessandro Natalini e Giulio Vesperini)

Indice del numero

  • ANAC: le Relazioni AIR del 2015, di Simona Morettini
  • AIR e crescita inclusiva: un’unione di fatto?, di Siriana Salvi
  • Scienze comportamentali, lo stato dell’arte negli USA e nel Regno Unito, di Luca Ferrara
  • I progressi del sistema regolatorio e le raccomandazioni della Banca mondiale. Un’analisi del rapporto Doing Business 2016, di Gianluca Sgueo
  • Recensione. Trasparenza e accountability pubblica delle agenzie americane: un legame da costruire, di Paola Adami
  • Recensione. Partecipazione e trasparenza, strumenti per l’eccellenza nella regolazione, di Eleonora Paris

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