Rassegna trimestrale dell’Osservatorio AIR: il numero di ottobre 2018

Questa Rassegna si apre con il contributo di Michele Barbieri che prende in esame la Relazione sullo stato di attuazione dell’Analisi d’Impatto della Regolamentazione per il 2017 trasmessa dal Governo al Parlamento. La Relazione, redatta dal Dipartimento affari giuridici e legislativi (DAGL) della Presidenza del Consiglio dei Ministri, offre un quadro d’insieme dell’esperienze di better regulation realizzate nel corso dell’anno da ministeri, autorità indipendenti e regioni. Inoltre, la Relazione riporta dati sull’attività di scrutinio svolta dal DAGL con riferimento alle relazioni AIR che accompagnano gli atti normativi del Governo. Nel complesso, si è mantenuta elevata la produzione di relazioni AIR e ciò sta a evidenziare un’applicazione ancora non sufficientemente selettiva della valutazione d’impatto. Per quanto concerne la qualità dei contenuti delle relazioni, a miglioramenti su alcune dimensioni (valutazione delle opzioni alternative e presa in carico degli esiti delle consultazioni) corrispondono arretramenti su altre (informazioni quantitative sul contesto e sugli obiettivi degli interventi). Ciò riflette il ruolo ancora poco incisivo del nucleo AIR istituito presso il DAGL, dalla cui interlocuzione con le amministrazioni spesso non scaturisce un effettivo miglioramento delle relazioni. Con riferimento alle autorità indipendenti, la Relazione conferma il miglioramento incrementale della qualità dei processi decisionali. Per quanto riguarda le Regioni, invece, emerge l’inserimento nelle leggi regionali di clausole valutative sull’attuazione delle norme. Ciò appare in controtendenza rispetto all’applicazione ancora episodica della VIR a livello nazionale.

La valutazione ex post fatica ad affermarsi anche nel Regno Unito come si evince dal rapporto dell’organismo di oversight (Regulatory Policy Committee – RPC) sull’esperienza triennale della better regulation inglese imperniata attorno al Business Impact Target (BIT), un obiettivo di riduzione degli oneri per le imprese al cui computo contribuiscono anche le autorità indipendenti di regolazione. Nel suo commento Valentina Ottone evidenzia come l’attenzione alla deregulation possa avere ripercussioni negative sulla qualità dei processi decisionali. Secondo l’analisi del RPC, infatti, i dipartimenti inglesi tendono a disinteressarsi dei costi e dei benefici ulteriori agli oneri per le imprese che non contribuiscono al raggiungimento del BIT.

La Rassegna prosegue con il commento di Simona Morettini al parere favorevole del Consiglio di Stato sul nuovo regolamento adottato dall’ANAC per la definizione della disciplina della partecipazione ai procedimenti di regolazione e di una metodologia di acquisizione e analisi quali-quantitativa dei dati rilevanti ai fini di AIR e VIR. Viene osservato come il recepimento da parte dell’ANAC delle osservazioni del Consiglio di Stato sia stato integrale e abbia contribuito a rafforzare i processi di consultazione in termini di trasparenza.

I rischi connessi al mancato adeguamento della regolazione nei settori ad alta tecnologia digitale sono stati oggetto di discussione della recente ricerca The future of regulation. Principles for regulating emerging technologies, realizzata dalla Deloitte. Nel suo commento Gabriele Mazzantini presenta i principali modelli regolatori idonei a regolare i settori delle nuove tecnologie digitali e, per ciascuno di essi, ne descrive non soltanto i loro punti di forza e di debolezza ma anche le domande cruciali che i regolatori dovrebbero porsi per adottare il modello più idoneo alle proprie esigenze. Si osserva che la scelta di quale modello di regolazione applicare risulta essere fondamentale per attrarre nuovi investimenti, a garanzia di un maggiore sviluppo economico. In altri termini, la cornice regolatoria potrebbe risultare un freno o un elemento di spinta allo sviluppo dei nuovi mercati basati sull’alta tecnologia digitale.

Le sfide e le opportunità offerte dal nudge, sfruttando le conoscenze disponibili sul funzionamento dei processi cognitivi e decisionali dell’individuo, sono state recentemente oggetto di discussione da parte del Behavioural Insights Team (BIT) britannico in un articolo pubblicato da tre dei suoi componenti sulla rivista Behavioural Public Policy. Nel suo commento, Luca Ferrara osserva che qualsiasi tentativo di rafforzamento o diffusione dell’approccio comportamentale per le politiche pubbliche debba necessariamente fondarsi su accurate attività di progettazione, sperimentazione e valutazione degli interventi che richiedono un significativo impegno di risorse umane e strumentali da parte dei soggetti pubblici interessati.

La Rassegna si conclude con il commento di Gianluca Sgueo al saggio Regulating lobbying activities in the European Union: A voluntary club perspective, scritto da A. Nastase e C. Muurmans e recentemente pubblicato nella rivista Regulation&Governance. L’articolo presenta un’analisi empirica delle ragioni che spingerebbero i rappresentati di interessi che operano nel contesto delle istituzioni europee ad aderire al Registro europeo per la trasparenza. Le conclusioni a cui giungono i due autori è che l’importanza della reputazione rende il sistema di regole previsto dal registro della rappresentanza assimilabile a un “voluntary club”: si accede per accreditarsi su un mercato, al fine di rafforzare la propria posizione al suo interno.

(Introduzione del numero 4/IX della Rassegna trimestrale dell’Osservatorio AIR, di Mattia Casula e Fabrizio Di Mascio)

Indice del numero di ottobre 2018

  • Introduzione, di Mattia Casula e Fabrizio Di Mascio
  • Lo stato dell’arte dell’AIR in Italia nella Relazione del Governo alle Camere, di Michele Barbieri
  • L’evoluzione della better regulation inglese nel trienno 2015-2017 secondo il Regulatory Policy Committee, di Valentina Ottone
  • ANAC: il parere del Consiglio di Stato sul nuovo Regolamento AIR, VIR e partecipazione, di Simona Morettini
  • La regolazione nei settori ad alta tecnologia digitale. Un commento alla ricerca The future of regulation. Principles for regulating emerging technologies, di Gabriele Mazzantini
  • Sfide e opportunità per il nudge: il punto di vista del Behavioural Insights Team britannico, di Luca Ferrara
  • Recensione. La regolazione delle lobby e l’ipotesi del “voluntary club”, di Gianluca Sgueo

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