Rassegna Aprile 2014: novità europee e attuazione dell’AIR in Italia

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Il numero di aprile 2014 della Rassegna trimestrale dell’Osservatorio AIR si apre con l’analisi di Giovanna Perniciaro circa la recente Relazione “Legiferare meglio” del Parlamento europeo. La Relazione indica gli adeguamenti da introdurre all’accordo interistituzionale del 2003 per semplificare il diritto dell’Unione europea, ridurre gli oneri amministrativi ed elaborare politiche fondate su solide basi empiriche, coinvolgendo i Parlamenti nazionali nella formazione e nella valutazione delle normative europee. In particolare, nel documento si rivolge una raccomandazione agli Stati membri perché evitino di introdurre livelli di regolazione superiori a quelli minimi richiesti dalle direttive europee. Si segnala, inoltre, la rilevanza assunta da una nuova struttura del Parlamento europeo, la Direzione della valutazione d’impatto e del valore aggiunto europeo, incaricata di verificare la correttezza delle valutazioni di impatto svolte dalla Commissione e l’impatto ex post delle politiche europee.

Segue l’esame di Immacolata Grella sulla “Relazione sullo stato di attuazione dell’analisi di impatto della regolamentazione (AIR)” per l’anno 2012 trasmessa dalla Presidenza del Consiglio dei ministri al Parlamento. Questa, nella sua fisionomia, non si discosta molto da quella dell’anno precedente. L’attenzione si concentra sullo stato di attuazione dell’Analisi di impatto della regolamentazione, della Verifica d’impatto della regolamentazione e dell’Analisi tecnico-normativa presso le amministrazioni statali per poi soffermarsi sulle amministrazioni indipendenti e su alcune amministrazioni regionali. In estrema sintesi, si rileva che il trend negativo per quanto riguarda il livello statale non sembra essere stato invertito, dal momento che il numero dei provvedimenti sottoposti ad Air continua ad essere eccessivo a fronte di un utilizzo meramente formale dello strumento e un modesto e improprio ricorso alla consultazione. Anche il modo con cui è effettuata la valutazione d’impatto della regolamentazione continua ad essere inadeguato. Si attende, ora, di vedere se il governo Renzi adotterà il regolamento da tempo predisposto e sottoposto a consultazione dal DAGL anche sulla scorta delle raccomandazioni dell’OCSE.

Dopo un lungo periodo di gestazione, l’IVASS ha disciplinato con un regolamento il procedimento di formazione dei propri atti di regolazione, dedicando particolare attenzione alla consultazione dei soggetti interessati, all’analisi d’impatto della regolazione, nonché alla loro motivazione e revisione periodica. Come si legge nel testo di Micaela Venticinque, l’IVASS ha privilegiato un modello di tipo selettivo, puntando su una analisi che si approfondisce in funzione della materia oggetto di regolamentazione e della rilevanza dell’intervento. In questa prospettiva si distingue una AIR preliminare che è pubblicata e sottoposta a notice and comment, ma possono essere previste altre forme di interlocuzione con i destinatari del provvedimento,  come i panels, gli incontri con i rappresentanti degli stakeholders e le interviste. A valle di questo momento partecipativo è predisposta e pubblicata l’AIR finale: questa presenta una sintesi dei contributi e delle proposte di modifica presentati dagli stakeholders, nonché i risultati conclusivi dell’analisi di impatto della regolazione.

Luca Ferrara prende in esame un recente rapporto OCSE sull’economia comportamentale (quel filone  di studi che sottopone a verifica empirica i fattori che influenzano le scelte degli operatori economici in un’ottica che ribalta il paradigma della razionalità perfetta). Il presupposto da cui si parte è infatti quello in base al quale le scelte variano in base al momento in cui vengono effettuate, al modo in cui le opzioni sono presentate e comunicate, alla mancata conoscenza di elementi utili alla scelta, all’esperienza personale, nonché allo stato emotivo dell’individuo. Questo ribaltamento di paradigma deve portare a rivedere, tra l’altro, il ciclo della regolazione adottando un approccio sperimentale: l’intento non è solo quello di misurare l’efficacia della regolazione, ma anche di provare a prevederne gli effetti ex ante. Ciò significa che nell’AIR ciascuna opzione di intervento dovrebbe indicare, oltre ai costi e ai benefici per la collettività, anche le conseguenze sul comportamento dei soggetti regolati.

Dall’analisi della esperienza francese in materia di semplificazione, Monica Cappelletti ha ricavato indicazioni utili per ragionare sul caso italiano. Il programma di intervento francese, avviato da più di un anno, è coordinato all’interno dell’Esecutivo da un Comitato interministeriale che si confronta  con la Commission pour le contrôle de l’application des lois del Senato. I recenti rapporti di queste due istituzioni indicano la necessità di collegare la semplificazione alla riforma della pubblica amministrazione e di collegare, anche, la semplificazione e la misurazione ex ante e  ex post. Importante anche coinvolgere il Parlamento. Questa indicazioni in prospettiva possono rappresentare un punto di riferimento per dare organicità e coerenza complessiva anche agli interventi realizzati nel nostro paese.

Il contributo di Carolina Raiola, che chiude la Rassegna, si occupa della consultazione svolta dal Dipartimento della funzione pubblica Le 100 procedure più complicate da semplificare che rappresenta la quarta tappa di un percorso di consultazione delle imprese e dei cittadini intrapreso dal 2007 anche da altri paesi come la Francia, la Gran Bretagna e i Paesi Bassi. Questo tipo di iniziative può essere funzionale ad individuare non solo le storture di una particolare disposizione, ma anche le ridondanze che si verificano trasversalmente tra diverse procedure. Un approccio di questo tipo, anche se determina indicazioni a tratti eterogenee, può essere più utile se si intende ottenere indicazioni più olistiche sulle problematiche delle norme in vigore. A questo fine è importante che l’ascolto dei soggetti interessati sia continuo nel tempo, massimizzi il dialogo tra i partecipanti e sia oggetto della effettiva attenzione dei vertici politici, finendo per innervare una nuova  e più efficace agenda per la semplificazione.

Introduzione al numero di Aprile 2014 della Rassegna trimestrale, di Alessandro Natalini e Giulio Vesperini

Indice

  • Risoluzione del Parlamento europeo sull’adeguatezza della regolamentazione dell’Unione europea e sulla sussidiarietà e la proporzionalità, di Giovanna Perniciaro
  • Relazione sullo stato di attuazione dell’analisi di impatto della regolamentazione (AIR) per l’anno 2012, di Immacolata Grella
  • L’AIR dell’IVASS: il nuovo regolamento per la disciplina dei procedimenti per l’adozione di atti regolamentari e generali, di Micaela Venticinque
  • Economia comportamentale e processo regolatorio: un’interessante analisi dell’OCSE, di Luca Ferrara
  • Misure di semplificazione, valutazione delle politiche pubbliche e qualità della
  • legislazione in Francia, di Monica Cappelletti
  • La consultazione nelle attività di semplificazione amministrativa. Il caso di “100 procedure da semplificare”, di Carolina Raiola

Gli altri numeri della Rassegna trimestrale dell’Osservatorio AIR

 

About Carolina Raiola

Carolina Raiola è consulente Formez PA per l’attività di comunicazione istituzionale e di consultazione pubblica realizzata dall’Ufficio per la semplificazione del Dipartimento della funzione pubblica. Per l’Osservatorio fa ricerca sulla consultazione pubblica delle Autorità indipendenti