Quantificazione delle sanzioni pecuniarie dell’Autorità trasporti: la bozza di Linee guida

Con Delibera n. 134/2016, l’Autorità di regolazione dei trasporti avvia il procedimento di adozione delle linee guida sulla quantificazione delle sanzioni amministrative pecuniarie irrogate dalla stessa Autorità nei casi previsti dalla legge. Nell’ambito di tale procedimento, è sottoposto a consultazione pubblica il documento recante “Linee guida sulla quantificazione delle sanzioni amministrative pecuniarie irrogate dall’Autorità di regolazione dei trasporti”: i soggetti interessati possono formulare osservazioni e proposte entro il 20 gennaio 2017.

Le linee guida svolgono la duplice funzione di agevolare l’Amministrazione nella quantificazione delle sanzioni irrogabili e di garantire ai soggetti interessati la possibilità di verificare la coerenza dell’azione sanzionatoria dell’Autorità. Si tratta di un’iniziativa rilevante ai fini della valutazione dell’obiettività e della trasparenza nell’esercizio dei poteri sanzionatori dell’Autorità.

Il documento di consultazione indica i criteri per la quantificazione della misura sanzionatoria – fissata dalla legge tra un limite minimo (cd. minimo edittale) e uno massimo (cd. massimo edittale) – scomponendone l’ammontare in “importo base” e circostanze aggravanti e attenuanti.

AI fini della determinazione del quantum sanzionatorio l’Autorità distingue tra: a) procedimenti sanzionatori di carattere generale disciplinati dall’articolo 14 del regolamento sanzionatorio generale[1], nonché dalle previsioni dell’articolo 11 della L. 689/81[2]; b) procedimenti sanzionatori relativi ai diritti degli utenti, disciplinati dalle specifiche normative di settore[3].

Per ciascuna categoria di procedimenti, le linee guida specificano le particolarità che caratterizzano ciascun regime. Di seguito se ne riportano gli elementi principali.

Procedimenti sanzionatori di carattere generale

Ai sensi dell’art. 14 del regolamento sanzionatorio generale, per determinare la sanzione occorre valutare la gravità della violazione, in base ai seguenti principi: a) natura dell’interesse tutelato dalla norma violata, del carattere offensivo della condotta e dell’idoneità della condotta a ledere più di un interesse; b) durata della violazione, della sua estensione territoriale e, ove possibile, del numero di utenti coinvolti; c) rilevanza degli eventuali effetti pregiudizievoli sul mercato, sugli utenti, sui clienti finali o sull’azione amministrativa dell’Autorità; d) indebiti vantaggi, economici e non, conseguiti dall’agente in conseguenza della violazione; e) grado di colpevolezza dell’agente desunto.

L’importo base della sanzione può essere incrementato o diminuito per tener conto di specifiche circostanze che, rispettivamente, aggravano o attenuano la responsabilità dell’autore della violazione. I criteri sulla base dei quali l’Autorità procede ad adeguare l’importo base sono:

  1. l’opera svolta dall’agente per eliminare o attenuare le conseguenze della violazione, ovvero la dimostrazione, da parte dell’impresa, di essersi attivata in questo senso, attraverso strumenti obiettivamente idonei;
  2. la personalità dell’agente, ovvero il grado di inclinazione del soggetto alla commissione di illeciti amministrativi;
  3. le condizioni economiche dell’agente, desumibili, di norma, dall’ultimo bilancio pubblicato prima dell’avvio del procedimento sanzionatorio.

Da ultimo le linee guida disciplinano il caso del “cumulo delle sanzioni amministrative” previsto dall’articolo 8, comma 1, della legge 689/1981.[4] Si applica il cumulo delle sanzioni qualora si riscontrino in capo al medesimo soggetto più violazioni della stessa disposizione o di disposizioni diverse, valutando preliminarmente la natura dell’unicità o della pluralità e diversità della condotta illecita.

Procedimento sanzionatori per la violazione dei  diritti degli utenti

Con riferimento a questi casi, l’importo delle sanzioni amministrative pecuniarie viene determinato secondo i “principi di effettività e proporzionalità” ed in funzione: a) della gravità della violazione; b) della reiterazione della violazione; c) delle azioni poste in essere per la eliminazione o attenuazione delle conseguenze della violazione; d) del rapporto percentuale dei passeggeri coinvolti dalla violazione rispetto a quelli trasportati.

Con riferimento all’ultimo criterio, va precisato che, per calcolare il numero dei passeggeri coinvolti dalla violazione, non bisogna limitarsi ai soli utenti che hanno presentato reclamo o segnalazione, ma occorre considerare anche l’impatto complessivo della violazione (rilevano, ad esempio, le ipotesi di omesse informazioni e di infrazioni connesse a ritardi e soppressioni).

Per determinare le circostanze aggravanti o attenuanti, si considerano la reiterazione della violazione – la cui applicazione deve conformarsi a quanto indicato nell’art. 8-bis della legge n. 689/1981[5] – e le azioni poste in essere per la eliminazione o attenuazione delle conseguenze della violazione.

Per quanto attiene alle azioni adottate dall’impresa per eliminare o attenuare le conseguenze della violazione, rilevano, oltre a quanto già indicato nell’ambito dei procedimenti sanzionatori di carattere generale, l’osservanza o, al contrario, l’inosservanza dell’intimazione a porre fine all’infrazione, che l’Autorità deve inserire nell’atto di avvio del procedimento sanzionatorio, qualora la violazione accertata sia ancora in atto.

Inoltre, per garantire l’attuazione dei principi di effettività e proporzionalità nella determinazione del quantum sanzionatorio, possono essere valutate le condizioni economiche e la personalità del trasgressore. A tal fine, vanno considerate anche le eventuali pregresse violazioni per le quali il procedimento sanzionatorio aveva previsto misure sanzionatorie ridotte (art. 16 l. n. 589/1981).

Lo schema dell’atto di regolazione e le informazioni sulle modalità di svolgimento della consultazione sono disponibili a questo link.

(Immacolata Grella)

 

Note:

[1] Regolamento per lo svolgimento dei procedimenti sanzionatori di competenza dell’autorità, Allegato “A” alle Delibera n. 57 – 22 luglio 2015.

[2] Legge 24 novembre 1981, n. 689 “Modifiche al sistema penale”, articolo 11 (Criteri per l’applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie) – Nella determinazione della sanzione amministrativa pecuniaria fissata dalla legge tra un limite minimo ed un limite massimo e nell’applicazione delle sanzioni accessorie facoltative, si ha riguardo alla gravità della violazione, all’opera svolta dall’agente per la eliminazione o attenuazione delle conseguenze della violazione, nonché alla personalità dello stesso e alle sue condizioni economiche.

[3] D.lgs. n. 70/2014 sulla tutela dei passeggeri del trasporto ferroviario; D.lgs. n. 169/2014 sulla tutela dei passeggeri del trasporto tramite autobus e, infine, il d.lgs. n. 129/2015 sulla tutela dei passeggeri del trasporto via mare e per vie navigabili interne.

[4] Legge n. 689/1981, articolo 8, comma 1, “Salvo che sia diversamente stabilito dalla legge, chi con un’azione od omissione viola diverse disposizioni che prevedono sanzioni amministrative o commette più violazioni della stessa disposizione, soggiace alla sanzione prevista per la violazione più grave, aumentata sino al triplo”.

[5] Legge n. 689/1981, articolo 8-bis (Reiterazione delle violazioni) – Salvo quanto previsto da speciali disposizioni di legge, si ha reiterazione quando, nei cinque anni successivi alla commissione di una violazione amministrativa, accertata con provvedimento esecutivo, lo stesso soggetto commette un’altra violazione della stessa indole. Si ha reiterazione anche quando più violazioni della stessa indole commesse nel quinquennio sono accertate con unico provvedimento esecutivo. Si considerano della stessa indole le violazioni della medesima disposizione e quelle di disposizioni diverse che, per la natura dei fatti che le costituiscono o per le modalità della condotta, presentano una sostanziale omogeneità o caratteri fondamentali comuni. La reiterazione è specifica se è violata la medesima disposizione. Le violazioni amministrative successive alla prima non sono valutate, ai fini della reiterazione, quando sono commesse in tempi ravvicinati e riconducibili ad una programmazione unitaria. La reiterazione determina gli effetti che la legge espressamente stabilisce. Essa non opera nel caso di pagamento in misura ridotta. Gli effetti conseguenti alla reiterazione possono essere sospesi fino a quando il provvedimento che accerta la violazione precedentemente commessa sia divenuto definitivo. La sospensione è disposta dall’autorità amministrativa competente, o in caso di opposizione dal giudice, quando possa derivare grave danno. Gli effetti della reiterazione cessano di diritto, in ogni caso, se il provvedimento che accerta la precedente violazione è annullato.”.