Osservazioni rese in sede di consultazione della Commissione europea. La sentenza del Tar Lazio n. 895/2009

Una società di telefonia impugna, con ricorso straordinario al Capo dello Stato, poi trasposto in sede giurisdizionale su richiesta dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM), la delibera con cui l’Autorità, a conclusione dell’analisi di mercato, ha imposto ad un operatore di telefonia obblighi in materia di controllo dei prezzi e di contabilità dei costi (art. 50 del Codice delle comunicazioni elettroniche), adottando un approccio di reciprocità temporale ritardata (cd. delayed approach).

Tra le censure sull’illegittimità del provvedimento, parte ricorrente deduce che l’AGCOM non ha tenuto conto delle osservazioni presentate dalla Commissione europea sullo schema del provvedimento, limitandosi a rinviare l’esame dei rilievi critici all’analisi di mercato.

Tale doglianza appare infondata al giudice amministrativo, poiché l’Autorità non è tenuta a conformarsi sempre e comunque alle osservazioni rese dalla Commissione europea, dal momento che non sono prescrizioni, ma rientrano nell’attività di collaborazione al programma di razionalizzazione del sistema nel quale è impegnata l’Autorità.

Ed infatti, sebbene l’art. 12 del Codice delle comunicazioni elettroniche prescriva all’Autorità di tenere “in massima considerazioni” le osservazioni dell’istituzione europea, l’AGCOM non deve necessariamente uniformarsi dal momento che queste sono un parere obbligatorio non vincolante; ciononostante, l’AGCOM deve esplicitare le ragioni che non gli hanno consentito di conformarsi ad esso e, nel caso di specie, tale obbligo risulta adempiuto.

Sebbene l’art. 12 del Codice delle comunicazioni elettroniche prescriva che l’AGCOM deve tenere “in massima considerazione” le osservazioni della Commissione europea, l’Autorità non è obbligata a conformarsi sempre e comunque alle osservazioni da essa rese, atteso che non si tratta di prescrizioni, ma sostanzialmente di un atto di collaborazione dell’organo in questione al programma di razionalizzazione del sistema.

L’AGCOM deve dare atto di aver ponderato le ragioni esposte dalla Commissione europea e di aver però deciso di perseverare nel proprio orientamento.

Although Article 12 of the Electronic Communications Code requires that AGCOM has to take “the utmost account” the comments of the European Commission, the Authority is not obliged to conform always to these observations, since these comments are not prescriptions, but they are essentially acts of collaboration into the program of rationalization of the system between the European institution and the national authority.

AGCOM should demonstrate to have considered the observations of the European Commission and to have decided to not modify the regulatory proposal.

Sentenze citate: Corte Costituzionale 29 luglio 1982 n. 148; id. 7 novembre 1995 n. 482; Consiglio di Stato, sez. I, 29 maggio 1998 n. 988; id., id., sez. I, 25 ottobre 2000 n. 260; id., sez. VI, 25 febbraio 2003 n. 1054; id., 1 ottobre 2002 n. 5156; id., sez. VI, 21 settembre 2007 n. 4888; sez. VI, 29 maggio 2008 n. 2548; TAR Lazio, I sez., 27 luglio 2008 n. 7549.

 

Sintesi e massime a cura di Mariagrazia Massaro