OCSE, il rapporto 2012 sulla qualità della regolazione in Italia

di Cinzia Belella

logooecd_enL’OCSE ha recentemente pubblicato il rapporto Better regulation in Europe: Italy 2012. Il rapporto fa parte di un progetto, avviato nel 2008, attraverso il quale l’Organizzazione si propone di analizzare lo stato di attuazione della riforma regolativa nei 15 paesi che formavano l’Unione europea prima dell’allargamento del 2004.

Il rapporto si apre con una panoramica sull’attuale contesto politico-istituzionale italiano: particolare attenzione viene dedicata agli interventi posti in essere dal governo Monti per rendere più efficiente l’azione della pubblica amministrazione, nonché alle recenti riforme adottate con il decreto “Salva Italia”, la legge “Cresci Italia” e il decreto “Semplifica Italia”. Il nuovo corso politico-istituzionale italiano viene salutato con favore; vengono sottolineate in particolare alcune riforme in linea con le raccomandazioni internazionali, quali ad esempio la decisione di riunire sotto l’egida del Ministro della Pubblica Amministrazione e Semplificazione le competenze in materia di better regulation, eliminando quella frammentarietà di competenze cui l’Organizzazione imputa parte del fallimento delle iniziative adottate in passato. Nel porre in evidenza l’importanza degli  interventi programmati ai fini del futuro sviluppo del Paese, l’OCSE rammenta anche la necessità di monitorare e controllare i progressi via via realizzati e di intensificare gli sforzi per la riduzione degli oneri amministrativi, anche in considerazione del fatto che il tasso di crescita nazionale si assesta al di sotto della media europea. Al contempo, l’OCSE individua alcune criticità che l’Italia deve risolvere per non vanificare gli effetti degli interventi posti in essere. In particolare, dal rapporto emerge l’inadeguatezza delle misure adottate nel nostro Paese in tema di trasparenza del procedimento regolativo. L’OCSE raccomanda maggiore qualità nell’operato degli organismi di controllo della regolazione, il rafforzamento dei meccanismi di consultazione, ma anche l’individuazione di parametri che consentano ad organismi esterni di procedere alla valutazione dell’efficacia del programma adottato per migliorare la qualità della regolazione (così come già avviene in altri Paesi dell’UE).

Sebbene vengano considerati apprezzabili gli sforzi realizzati negli ultimi anni per dare attuazione all’Analisi di Impatto della Regolazione, l’Organizzazione lamenta la mancanza di linee guida (la cui pubblicazione viene ritenuta prioritaria) a distanza di quattro anni dalla sua introduzione e individua una serie di indicazioni di cui tener conto per migliorare il procedimento di analisi, includendo, tra l’altro, la necessità di determinare criteri di selezione delle proposte da sottoporre all’AIR per evitare che la quantità (oltre 150 AIR prodotte annualmente) vada a discapito della qualità. Inoltre, si dovrebbe far sì che le AIR realizzate fossero facilmente accessibili ai cittadini. L’OCSE giudica anche necessario istituire un sistema di incentivi e sanzioni per spingere le amministrazioni ad adeguarsi al cambiamento.

Il rapporto dell’OCSE non si esaurisce nell’individuazione delle criticità del sistema italiano, ma anzi individua e valorizza numerose buone pratiche. Per quanto riguarda la consultazione, ad esempio, dal rapporto emerge che se da un lato, almeno a livello centrale, i processi di ascolto non risultano sufficientemente strutturati, dall’altro la pratica della consultazione è ben radicata nelle Autorità Indipendenti (in particolare, viene citata l’AEEG -Autorità per l’energia elettrica e il gas). Allo stesso modo, le Autorità Indipendenti vengono menzionate (con i dovuti distinguo) come buoni esempi in materia di AIR.

Nel rapporto c’è anche spazio per l’Osservatorio, più volte citato quale segnale del fatto che nel nostro Paese, finalmente, inizia a risvegliarsi l’interesse nei confronti degli strumenti di better regulation e, in particolare, dell’AIR.

About Carolina Raiola

Carolina Raiola è consulente Formez PA per l’attività di comunicazione istituzionale e di consultazione pubblica realizzata dall’Ufficio per la semplificazione del Dipartimento della funzione pubblica. Per l’Osservatorio fa ricerca sulla consultazione pubblica delle Autorità indipendenti

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