Mattarella, Patroni Griffi e Torchia al Big bang della trasparenza

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Martedì 23 giugno 2015 presso l’Università LUMSA ha avuto luogo la presentazione del volume IRPA curato da Alessandro Natalini e Giulio Vesperini «Il Big Bang della trasparenza», edito da Editoriale Scientifica, 2015.

Sono intervenuti il Presidente Filippo Patroni Griffi, la prof.ssa Luisa Torchia e il prof. Bernardo Giorgio Mattarella.

Il Presidente Patroni Griffi ha sottolineato innanzitutto il significato metaforico del titolo del libro: l’introduzione del diritto di accesso ai documenti amministrativi equivale al big bang della trasparenza cui ha fatto seguito una fase di espansione del principio nella quale la trasparenza è stata intesa come pubblicazione di informazioni e dati e produzione di open data.

Patroni Griffi ha quindi elencato le tappe fondamentali che contraddistinguono l’evoluzione del concetto di trasparenza. In primo luogo la l. n. 241/1990 che, introducendo il diritto di accesso ai documenti amministrativi, faceva riferimento ad una nozione di trasparenza limitata in quanto il diritto di accesso può essere esercitato solo in presenza di un interesse qualificato, con ciò escludendo la possibilità di svolgere un controllo diffuso sull’azione amministrativa. Quindi, il d.lgs. n. 150/2009 che, intendendo la trasparenza come accessibilità totale a documenti, informazioni e dati delle pubbliche amministrazioni e collegandola al ciclo di gestione della performance, mirava a rafforzare l’accountability. Da ultimo il d.lgs. n. 33/2013, nel quale la trasparenza rileva soprattutto in quanto strumento di prevenzione della corruzione e si introduce l’accesso civico, ossia il diritto di chiunque di chiedere all’amministrazione la pubblicazione di documenti, informazioni o dati previsti dalla normativa vigente, nel caso in cui questa sia stata omessa.

Patroni Griffi ha poi richiamato le ragioni che hanno spinto il legislatore italiano ad introdurre nell’ordinamento un modello di trasparenza diverso dal Freedom of Information Act (FOIA). Sostanzialmente detta scelta deriva dalla volontà del legislatore di orientare, attraverso la selezione degli obblighi di pubblicità, la valutazione dei cittadini sulle informazioni rilevanti, mettendoli in condizione di esercitare un controllo diffuso sull’operato dell’amministrazione, diversamente da quanto avviene nei modelli FOIA, in cui di fatto solo le organizzazioni strutturate sono in grado di svolgere detto controllo.

La prof.ssa Torchia ha aperto il proprio intervento sottolineando come siano aumentati nel tempo i soggetti tenuti all’applicazione del principio di trasparenza e i documenti e i dati che ne sono oggetto e, inoltre, a fianco delle già numerose discipline previste in via generale, sono state introdotte discipline speciali che rendono ancora più complesso il quadro normativo di riferimento. Poiché, la principale funzione della trasparenza è quella di fornire ai cittadini le informazioni necessarie per effettuare un controllo sull’operato dell’apparato amministrativo sarebbe sufficiente stabilire che ciascun provvedimento acquisti efficacia con la pubblicazione sul sito internet dell’amministrazione che lo ha adottato, salvo previo oscuramento di alcune informazioni ai fini di tutela dei dati personali.

La prof.ssa Torchia ha poi evidenziato che l’ordinamento italiano conosce due forme di trasparenza: da un lato la trasparenza sull’organizzazione e sull’attività amministrativa che dovrebbe essere totale al fine di consentire l’esercizio del controllo sociale sull’azione amministrativa ed invece risulta insufficiente perché riguarda informazioni marginali circa l’articolazione delle competenze e delle funzioni in capo alle amministrazioni e non dà conto dei risultati raggiunti dall’amministrazione; dall’altro lato la trasparenza sui soggetti che operano nell’amministrazione, che rischia di essere eccessiva quando, oltre a riguardare i loro curricula vitae e il relativo trattamento economico, arriva a ricomprendere, tra le altre, le informazioni relative ai congiunti o ai parenti.

Rifacendosi al titolo del volume la prof.ssa Torchia ha infine richiamato la teoria del big bang auspicando che ad una fase di attuazione particolarmente intensa del principio di trasparenza segua un periodo di raffreddamento che consenta di consolidare i risultati raggiunti e di analizzare le evidenze empiriche relative alla sua applicazione.

Sulla metafora del big bang è tornato anche il prof. Mattarella per sottolineare come nel rapporto tra amministrazione e cittadino i risultati dell’introduzione del principio di trasparenza stentino a manifestarsi, analogamente a quanto accaduto con la nascita dell’universo di cui l’uomo ha avuto contezza solo miliardi di anni dopo il suo verificarsi.

Mattarella ha poi dato conto dell’intenzione del Governo di introdurre nell’ordinamento italiano un modello simile al FOIA, in virtù del quale chiunque potrà avere accesso ai documenti e alle informazioni in possesso della pubblica amministrazione. L’ordinamento conoscerà così tre forme di trasparenza perché il modello FOIA non sostituirà la pubblicazione dei dati sui siti istituzionali prevista da ultimo dal d.lgs. n. 33/2013 ma si andrà ad aggiungere ad essa: il diritto di accesso esercitabile da chiunque possa dimostrare un interesse qualificato tale da prevalere sulla tutela della riservatezza dei dati personali di soggetti terzi; la pubblicazione on line delle informazioni e dei dati per i quali il legislatore abbia previsto uno specifico obbligo di trasparenza; il diritto del cittadino di richiedere informazioni che non siano oggetto di pubblicazione obbligatoria, laddove ciò non sia in contrasto con l’esigenza di protezione di particolari interessi pubblici e privati.

In conclusione, Mattarella ha posto l’attenzione sul disegno di legge in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche che, fra l’altro, delega il governo ad adottare uno o più decreti legislativi per integrare e correggere il d.lgs. n. 33/2013. Tali decreti saranno funzionali ad una opera di semplificazione del quadro normativo in materia, che allo stato risulta estremamente complesso, e a una riduzione degli obblighi in capo alle amministrazioni.

(Barbara Neri)

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