Le nuove linee guida europee per la valutazione ex post: gli esiti della consultazione

Sono stati pubblicati i contributi pervenuti nell’ambito della consultazione pubblica sulle nuove linee guida per la valutazione della Commissione europea, che si è chiusa lo scorso 25 febbraio.

Anche se i risultati della consultazione sono ancora in corso di elaborazione, sembra interessante soffermarsi sulla natura giuridica e sulla nazionalità dei partecipanti.

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Delle cinquantatre risposte pervenute, sono undici quelle inviate da società di consulenza. Tredici sono state inviate da associazioni di categoria operanti a livello nazionale (in sette casi) o europeo (in sei casi). Degli undici contributi forniti a titolo personale, otto sono stati trasmessi da individui impiegati da società di consulenza o comunque precedentemente coinvolti in attività di valutazione a livello europeo. Limitata la partecipazione di enti e organismi di ricerca (oltre all’Osservatorio AIR, rientrano in questa categoria il Center for the study of democracy e l’European Risk Forum).

Dieci, infine, i contributi provenienti da autorità governative. In particolare, hanno partecipato la Bulgaria (con tre documenti di risposta distinti, inviati dal Ministero dell’ambiente e delle acque, dal Ministero della gioventù e dello sport e dal Ministero dell’economia), la Repubblica Ceca, i Paesi Bassi (con risposta del Ministro dell’economia), la Germania, l’Ungheria, la Lettonia (anche in questo caso con risposta del Ministro dell’economia), il Regno Unito e gli Stati Uniti.

Alla consultazione ha partecipato anche “RegWatch Europe”, una sigla che riunisce cinque organismi nazionali competenti in materia di better regulation e riduzione degli oneri amministrativi. Gli organismi che ne fanno parte, tutti operanti in posizione di indipendenza rispetto agli esecutivi nazionali, sono l’Advisory Board on Regulatory Burden (ACTAL – Paesi Bassi), il Nationaler Normenkontrollrat (NKR – Germania), il Regulatory Policy Committee (RPC – Regno Unito), lo Swedish Better Regulation Council (Regelrådet – Svezia) e il Regulatory Impact Assessment Board (Komise RIA/ RIAB – Repubblica Ceca).

Le risposte pervenute sono disponibili sul sito della Commissione europea.

(Eleonora Cavalieri)