L’attuazione della legge 69/2009: il volume di Formez PA

formezIl volume nasce dall’esigenza di sistematizzare le esperienze realizzate e gli spunti di analisi raccolti nel corso delle attività svolte dal Formez PA presso le amministrazioni regionali, provinciali e locali nell’ambito del progetto “Regioni Sempl.C.I. – Regioni da semplificare per i Cittadini e le Imprese”. Da qui, l’idea di fare il punto sull’attuazione della legge 18 giugno 2009, n. 69 nei diversi livelli istituzionali della pubblica amministrazione, con particolare riferimento alle innovazioni introdotte sui termini del procedimento, sul danno da ritardo e sull’impatto organizzativo delle nuove previsioni.

Proprio in considerazione della costante e repentina evoluzione del contesto normativo di riferimento, il volume rappresenta un utile strumento di ricognizione della normativa e di analisi concreta dell’attuazione dei nuovi istituti da parte delle amministrazioni regionali e locali, titolari della maggior parte dei procedimenti che possono semplificare o complicare la vita di cittadini ed imprese.

A tal fine, il lavoro si presenta diviso in due parti.

La prima offre una puntuale raccolta ed analisi normativa delle principali novità introdotte dalla legge n. 69 e da tutti i successivi interventi normativi alla disciplina generale del procedimento amministrativo, anche alla luce dei più recenti orientamenti giurisprudenziali. In particolare, nel primo capitolo (Carmen Iuvone), sono esaminate le tematiche relative al danno da ritardo ed alla conseguente risarcibilità; alla responsabilità dirigenziale; ai termini; alla distinzione tra pareri e valutazioni tecniche; all’esercizio del diritto di accesso; nel secondo capitolo (Isabella Salza), invece, l’attenzione è dedicata al passaggio dalla Dichiarazione di inizio attività (DIA) alla Segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA) ed alle ultime modifiche apportate al modulo procedimentale della conferenza di servizi.

La seconda parte, dal taglio più operativo, è il risultato di un’intensa attività informativa e formativa svolta sul territorio dal Formez. In particolare, nel terzo capitolo (Alessandra Caldarozzi), sono descritti i modelli organizzativi adottati dalle varie amministrazioni esaminate; ciò che emerge dall’analisi empirica è che le politiche di semplificazione hanno maggiori possibilità di essere implementate con successo se all’interno dell’amministrazione è stata costituita una specifica task force, a carattere interdisciplinare, di supporto ai soggetti politici ed amministrativi responsabili delle attività di semplificazione. Nel quarto capitolo (A. Caldarozzi, C. Iuvone e F. Della Nera) sono analizzate, invece, le “buone pratiche” di quelle amministrazioni che, sul territorio nazionale, si sono tempestivamente attivate per adeguarsi a quanto previsto dalla legge 69 del 2009. Tale ricognizione è stata effettuata dagli Autori, con una ricerca on line e un’indagine sul campo.

Nonostante le politiche di semplificazione siano ancora un “cantiere aperto” a tutti i livelli territoriali, secondo la Curatrice, dall’insieme delle esperienze applicative della legge n. 69/2009 analizzate nel volume, è possibile individuare alcune linee di tendenza, tra cui:

  • l’attuazione della legge n. 69 del 2009 differisce a seconda del livello di amministrazione analizzato: maggiore omogeneità del recepimento della normativa a livello statale; eterogeneità d scelte a livello regionale; a macchia di leopardo negli enti locali;
  • il termine di un anno per l’adeguamento alla nuova disciplina non è stato considerato perentorio dalle regioni e dagli enti locali. Molte amministrazioni, infatti, stanno ancora adottando i provvedimenti per adeguarsi alla legge;
  • la semplificazione ha bisogno di organismi preposti (task force, nuclei di semplificazione, uffici dedicati) per elaborare, attuare e monitorare le politiche ad esse relative.

Tuttavia, come evidenziato nelle conclusioni (Giulio Vesperini) del volume, la ricerca svolta dal Formez non ha avuto solo il merito di fornire un primo bilancio sull’attuazione della legge n. 69/2009 nelle regioni e negli enti locali. Da tale indagine, infatti, è possibile anche trarre considerazioni di carattere generale sugli sviluppi recenti delle misure di semplificazione in ambito regionale e locale, al fine di provare a rispondere alla seguente questione di fondo: la politica di semplificazione è più policentrica o le regioni e gli enti locali continuano a dipendere dallo Stato? I risultati dell’analisi confermano la sostanziale dipendenza del potere regionale e  locale da quello centrale; dipendenza che non trova ostacoli nemmeno nei casi in cui l’esperienza statale ha funzionato poco o male. Emerge, inoltre, una evidente difficoltà delle regioni e degli enti locali ad adeguarsi tempestivamente alle norme dettate dallo Stato, anche per effetto della loro rapida successione. Di fronte all’insuccesso della tecnica command and control, fin qui utilizzata, sarebbe forse il caso per lo Stato di sperimentare tecniche diverse per ottenere una effettiva espansione delle politiche di semplificazione regionali e locali. Da ultimo, la ricerca documenta un’importante innovazione rispetto al passato, ovvero lo sviluppo di una “amministrazione della semplificazione” a livello regionale e locale; un’amministrazione dotata di un complesso di organismi (es. assessorati alla semplificazione; task force; nuclei per la semplificazione, ecc), preposti all’elaborazione e all’attuazione della politica di semplificazione, e con una pluralità di funzioni amministrative di pianificazione, valutazione e conoscenza (es. censimento dei procedimenti, misurazione oneri amministrativi, analisi ex ante ed ex post, ecc), preordinate a perseguire gli obiettivi che tale politica si pone.

F. Ferrara (a cura di), L’attuazione nelle regioni e negli enti locali della legge 69/2009, Formez PA, n. 32, 2012.

(Recensione a cura di Simona Morettini)