L’attività di better regulation dell’AEEG nella relazione 2012

Relazione_AEEGL’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha presentato il 27 giugno scorso la relazione annuale sull’attività svolta. Si tratta della prima relazione al Parlamento in presenza del nuovo Collegio dell’Autorità,  insediatosi nel febbraio 2011.

Articolata in due volumi – dedicati allo stato dei servizi il primo, all’attività svolta il secondo –  la Relazione riserva, come di consueto, una sezione specifica alla better regulation. I dati esposti nella Relazione mostrano una riduzione dell’attività provvedimentale dell’Autorità nel 2011 rispetto all’anno precedente (circa il 23%), coerente con gli impegni assunti per la riduzione e la semplificazione degli atti.  Con 47 documenti di consultazione pubblicati nel corso del 2011, l’attività di ascolto dell’Autorità si pone in continuità con i livelli del 2010; inoltre, il tempo medio di apertura delle consultazioni (42 giorni) è stato ampiamente superiore allo standard minimo previsto dalla delibera GOP 46/09 di disciplina dell’attività di consultazione. Nello stesso periodo, l’analisi di impatto della regolazione è stata applicata in un numero limitato di casi (tre provvedimenti). L’intera attività regolatoria dell’Autorità è stata tuttavia sottoposta alla nuova disciplina della partecipazione ai procedimenti di regolazione (delibera GOP 46/09, entrata in vigore nel corso del 2010), ampiamente ispirata ai principi esposti nella Guida AIR.

Nel discorso di presentazione della Relazione annuale, il Presidente dell’Autorità, Guido Bortoni, dopo aver sottolineato i mutamenti che hanno riguardato i mercati dell’energia elettrica e del gas, ha svolto alcune riflessioni sulle competenze di recente attribuite all’Autorità in materia di servizi idrici ed ha evidenziato l’azione dell’Autorità nell’enforcement della regolazione. Nelle conclusioni, il Presidente ha infine reso noto l’impegno dell’AEEG a favore di un rafforzamento delle procedure di notice and comment, che dovranno garantire una più attiva partecipazione del cliente finale (consumatori domestici e piccole e medie imprese) ed essere svolte in connessione con l’analisi dell’impatto regolatorio delle proposte in discussione.

(di Andrea Flori)