La qualità delle AIR europee: l’Annual Report 2017 del Regulatory Scrutiny Board

Il Regulatory Scrutiny Board (RSB) è un organismo indipendente che opera all’interno della Commissione europea. Il suo compito è esaminare la qualità delle analisi d’impatto della regolazione, nonché le principali valutazioni ex post sull’idoneità della legislazione esistente, garantendo l’attuazione di evidence-based policies. In particolare, il RSB esprime un parere sulle relazioni presentate dai diversi servizi, che può essere positivo o negativo. In questa seconda ipotesi, l’analisi o la valutazione deve essere sostanzialmente rivista e sottoposta nuovamente al Comitato per un secondo esame. Quando esprime un’opinione positiva, inoltre, il RSB può fornire suggerimenti o raccomandazioni che dovrebbero essere prese in considerazione nella versione finale dell’atto. Il Comitato, inoltre, organizza riunioni periodiche con le istituzioni europee, gli organismi nazionali di controllo e i regulatory whatchdogs.

Istituito nel 2015 (C/2015/3263) per sostituire l’Impact Assessment Board (IAB), il Regulatory Scrutiny Board è composto da sette membri a tempo pieno (di cui quattro interni e tre esterni), e opera con un grado di indipendenza e responsabilità maggiore rispetto al suo predecessore. Il Comitato elabora annualmente un report indirizzato alla Commissione e liberamente fruibile dal pubblico in cui, accanto all’illustrazione generale della sua struttura e del suo funzionamento, sono riportati i dati circa le analisi d’impatto e una selezione delle valutazioni ex post più rilevanti.

Il Report per l’anno 2017 ha registrato 53 analisi d’impatto e 17 controlli e valutazioni di idoneità. Il 43% delle prime e il 41% dei secondi hanno inizialmente ricevuto pareri negativi. Per quasi tutte le analisi d’impatto e le altre valutazioni, i servizi hanno migliorato le relazioni in modo da soddisfare gli standard di qualità richiesti dal Comitato. Il secondo esame, infatti, è stato quasi sempre positivo, seppur spesso con riserve (Fig. 1).

Fig. 1: Board ratings of draft impact assessments in 2017

Nel 2017, inoltre, si sono svolte più consultazioni con le parti interessate rispetto agli anni precedenti. In dettaglio, il 92% delle analisi d’impatto sono state supportate da una consultazione pubblica aperta (Fig. 2); l’89% invece ha avuto consultazioni mirate aggiuntive. Nonostante il Comitato abbia riscontrato carenze nel modo in cui i servizi hanno integrato le analisi con le indicazioni tratte dalle consultazioni, queste ultime si sono chiaramente evolute dal 2015 a oggi. Il Report 2017 mostra, infatti, che il 92% delle analisi ha rispettato i risultati delle consultazioni.

Fig. 2: Use of public consultations in impact assessments

Il principio del cosiddetto Evaluate first” è stato più diffusamente applicato nel 2017: il 75 % delle analisi d’impatto è stata supportata da una valutazione (Fig. 3). Si tratta di un aumento considerevole rispetto al 2016, in cui quasi il 75 % dei casi di pareri negativi da parte del RSB era dovuto proprio alla inottemperanza del suddetto principio, alla presenza di valutazioni inadeguate o alla mancanza di corrispondenza fra i risultati della valutazione e l’analisi d’impatto. Come anticipato, il Comitato ha esaminato 17 valutazioni ex post, riscontrando una qualità media inferiore rispetto alle analisi d’impatto. Ciò probabilmente è dovuto a una maggiore maturità nel processo di implementazione di queste ultime rispetto alle prime.

Fig. 3: Impact assessments supported by evaluations in 2017

La novità che emerge dal Report 2017 è costituita dal miglioramento, da un lato, nell’attività di quantificazione dei costi e dei benefici, dall’altro, nel monitoraggio sulla qualità (Fig. 4). Il primo ha come obiettivo semplificare le regole e ridurre gli oneri, senza però compromettere gli obiettivi politici. In quest’ottica, soprattutto per le iniziative REFIT, la necessità di semplificazione si è tradotta in maggiori sforzi nel quantificare i costi. Tale attività, tuttavia, è spesso difficile e non sempre è realizzabile in toto. Pertanto, d’intesa con il Segretariato generale, il RSB ha sviluppato un modello standard di quantificazione per elencare i costi e i benefici rilevanti, classificarli come diretti o indiretti, singolari o ricorrenti, e identificare i gruppi di stakeholder cui si applicano principalmente.

Fig. 4: Quantification of costs and benefits in impact assessments

In secondo luogo, il Comitato ha definito i suoi key performance indicators. Essi si basano su un sistema di monitoraggio che aiuta a consolidare i risultati di tutti i report realizzati e fornisce una panoramica della qualità dell’intero corpo di valutazioni e analisi dell’impatto, individuando quelle soggette a revisione (Fig. 5). Un’indagine prospettica su un numero elevato di casi, infatti, può aiutare a mettere a fuoco i miglioramenti qualitativi ottenuti grazie alle interazioni con il RSB. I risultati di tale monitoraggio mostrano che le analisi e le valutazioni che ricevono pareri positivi da parte del Comitato sono, in media, più elevate delle altre. Tuttavia, anche le opinioni negative costituiscono elementi preziosi poiché stimolano indicazioni e confronti che producono sostanziali miglioramenti qualitativi della regolazione.

Fig. 5: Improvement of impact assessment after submission to the RSB

In conclusione, dal Report 2017 emerge che la qualità delle analisi d’impatto e delle valutazioni ex post è, nel complesso, in crescita. Alcuni miglioramenti derivano dalle iniziative dello stesso RSB per rafforzare il suo quadro operativo, i suoi metodi, nonché lo sviluppo di best practices. Nell’ultimo anno, ad esempio, i membri del Comitato hanno tenuto, su richiesta, diverse riunioni informali con i servizi della Commissione, settimane o anche mesi prima della presentazione delle relazioni. Tali incontri hanno offerto un input chiaro e preventivo per consegnare analisi e valutazioni solide, pronte per il controllo. Inoltre, una più stretta adesione al principio “Evaluate first” e un coinvolgimento sistematico delle parti interessate sono stati fattori importanti di questo progresso. Ciononostante, la capacità del Regulatory Scrutiny Board di promuovere miglioramenti è in parte limitata dalla fase tardiva del ciclo di valutazione in cui interviene.

Per il 2018, il Comitato si propone di continuare a operare nella direzione tracciata, raccogliendo sempre più elementi utili al suo contributo di miglioramento della qualità della regolamentazione.

(Mario Filice)