Industriali del gas e AIR: nuovo strumento di lobbying sulla regolazione indipendente?

di Federica Cacciatore

ANIGAS_Copertina_AIRLo scorso ottobre l’I-Com, Istituto per la Competitività, ha pubblicato uno studio sull’introduzione dello smart metering per le misurazioni dei consumi di gas in Italia. Si tratta di una AIR, commissionata dall’Anigas, Associazione nazionale industriali del gas che propone un esercizio alternativo a quello compiuto dall’AEEG nello stesso periodo, sulle stesse tematiche.

Partendo da quanto prescrive, a livello europeo, la Direttiva 2006/32/CE in tema di efficienza energetica e innovazioni tecnologiche, l’Anigas ha elaborato uno studio scientifico a sostegno dell’introduzione dello smart metering in Italia. A questo scopo, sono state prese in considerazione le linee guida europee sullo smart metering elaborate dall’ERGEG, la rete europea dei regolatori nel campo dell’energia, che hanno demandato agli Stati membri l’introduzione e la disciplina del meccanismo di misurazione dei consumi caldeggiato dall’Associazione.

Ciò che rileva maggiormente dello studio dell’I-Com/Anigas è il suo alto livello di dettaglio e il rigore metodologico. Partendo da un’esaustiva panoramica sulla situazione internazionale in tema di smart grids (reti intelligenti), lo studio si sofferma su sei normative nazionali (Regno Unito, Francia, Irlanda, Spagna, Germania, Austria). Ai fini dell’AIR vera e propria, invece, vengono comparati i costi e benefici dell’opzione di non intervento (definita “Business as usual”) rispetto a due opzioni alternative: quella di “Better billing”, mutuata dal regolatore francese, e quella di “Real time feedback”, ispirata al modello inglese di integrazione fra gas ed elettricità. E l’I-Com sceglie di farlo attraverso un’analisi costi-benefici, realizzata seguendo il modello dell’ESMA, European Smart Metering Alliance (un’associazione di stakeholders europei favorevoli alla diffusione dello smart metering).

Come specificato nel documento, le principali fonti di dati utilizzate nell’indagine sono rappresentate da un questionario somministrato nel bimestre giugno-luglio 2011 ad alcune associazioni di settore (Anigas, Assogas, Federestrattiva e Federutility), nonché dalle banche dati ufficiali prodotte negli ultimi due anni a livello internazionale. La somministrazione del questionario a categorie trasversali di interessati testimonia anche una certa attenzione per le consultazioni, anche se su questo aspetto è indubbio che vi siano dei margini di miglioramento.

L’AIR dell’Anigas sullo smart metering, che si conclude con un’opzione per il modello à la française del “better billing”, non offre soltanto uno studio sulle condizioni e sugli scenari dello smart metering nel mercato del gas, ma anche, e forse soprattutto, uno spunto di riflessione sul ruolo degli strumenti di qualità della regolazione e sulla percezione delle loro potenzialità da parte degli stakeholders. Fare lobbying presso il regolatore, studi e analisi ex ante alla mano, perché adotti una data normativa, inizia forse a rappresentare uno strumento più convincente anche per i gruppi di interesse, nell’ambito di decisioni regolatorie pubbliche in cui si tende sempre più ad enfatizzare il ruolo delle valutazioni tecniche.