Imprese e burocrazia, pubblicati i risultati dell’indagine Ipsos-CNA

logo_CNANei giorni scorsi sono stati pubblicati i risultati dell’indagine, realizzata da Ipsos per conto di CNA, sul peso degli oneri burocratici gravanti sulle PMI in Italia. La ricerca è stata condotta, nel periodo dall’8 al 29 ottobre dello scorso anno, su un campione di 200 casi, tra lavoratori autonomi e imprenditori della PMI.

Dall’indagine è emerso che la farraginosità della burocrazia italiana costringe la quasi totalità degli imprenditori a ricorrere, almeno in parte, a un consulente esterno per assolvere alle pratiche amministrative, con costi elevati soprattutto per le imprese di piccole e medie dimensioni. Al problema dei costi, avvertito come “aspetto inaccettabile” dal 72% degli imprenditori, si collega un problema di tempi e di ore lavorative sottratte all’attività produttiva e all’innovazione. Il 68% degli imprenditori valuta diverse pratiche burocratiche una inutile perdita di tempo: le informazioni richieste sono complesse, numerose e spesso la stessa informazione viene domandata più volte.

Le aree in cui le pratiche burocratiche risultano maggiormente onerose sono, al primo posto, “Fisco”, soprattutto per le imprese di servizi di piccolissime dimensioni che vendono a privati; seguono l’area “Ambiente e Sicurezza” che pesa in particolare sulle imprese che hanno a che fare con rifiuti pericolosi e che lavorano nei cantieri; e l’area “Lavoro” le cui pratiche gravano, in modo prevalente, sulle aziende che lavorano con contratti di appalto o nei cantieri.

L’elevato peso degli oneri amministrativi, ribadito dai risultati dell’indagine, descrive un contesto di mercato svantaggioso per le imprese italiane, soprattutto in un momento di crisi economica come quello attuale. Si pone l’esigenza di chiedere al Governo una vera semplificazione burocratica che consenta all’imprenditoria italiana di recuperare competitività.

(Immacolata Grella)