Il TAR Lombardia sull’accoglimento delle osservazioni alle consultazioni. Sentenza n. 1164/2014

Un operatore del mercato del gas naturale, e in particolare di quello della vendita naturale, ricorre al TAR Lombardia per chiedere l’annullamento di alcune delibere dell’AEEG e di relativi documenti di consultazione, volti a riformare le condizioni economiche applicate ai clienti finali del servizio di tutela nel mercato del gas naturale.

In particolare si contesta la scelta di AEEG di aver stabilito come, a decorrere dall’1 ottobre 2013 e per l’intero anno termico 2013/2014, si terrà conto dei prezzi del mercato olondese (cd. Hub TTF), non essendo ancora stato avviato in Italia il corrispondente mercato a termine del gas naturale, e quindi non essendo ancora stati determinati i prezzi.

Il giudice amministrativo nel respinge il ricorso osserva come la scelta di utilizzare i prezzi del mercato olandese sia conforme alla giurisprudenza europea e nazionale che, nell’interpretare la normativa di settore, ha statuito come il quadro normativo vigente consenta di determinare il livello dei prezzi anche mediante i prezzi di riferimento adottati da altre autorità di regolazione. Ma non solo, si evidenzia altresì come la preferenza per il mercato olandese non solo era risultato quella maggiormente gradito, ma non rappresentava nemmeno una novità, essendo stato utilizzato già in altre delibere.

Il TAR evidenzia poi come le scelte di AEEG rappresentino il risultato di una complessa istruttoria, che ha visto l’intervento di tutti gli operatori del settore. La circostanza per cui taluni operatori non abbiano condiviso le conclusioni dell’AEEG non implica di per sé l’illegittimità della determinazione finale. La partecipazione dei soggetti operanti nel settoreè infatti finalizzata alla migliore comprensione da parte dell’Autorità, ma non pone in capo a quest’ultima un obbligo di accoglimento dell’osservazione e neppure di specifica confutazione di ogni osservazione reputata non condivisibili.

Viene poi ricordato come  le scelte regolatorie dell’AEEG costituiscono manifestazione di ampia discrezionalità, censurabili soltanto in caso di manifesta illogicità o irragionevolezza tecnica.

Pertanto, ad avviso del giudice di prime cure la scelta discrezionale dell’Autorità non risulta essere illogica ed arbitraria.

Tar Lombardia – Milano, Sezione II, 6 maggio 2014 n. 1164Pres. De Zotti- Est. Cozzi

La circostanza che taluni operatori non abbiano condiviso le conclusioni dell’AEEG non implica di per sé l’illegittimità della determinazione finale, posto che la partecipazione degli operatori è finalizzata alla migliore comprensione da parte dell’Autorità ma non pone in capo a quest’ultima un obbligo di accoglimento dell’osservazione e neppure di specifica confutazione di ogni osservazione reputata non condivisibile.

Le scelte regolatorie dell’AEEG costituiscono manifestazione di ampia discrezionalità, censurabili soltanto in caso di manifesta illogicità o irragionevolezza tecnica. Il sindacato del giudice amministrativo, infatti, pur avendo se dotato di giurisdizione esclusiva in materia (ai sensi dell’art. 133 del c.p.a.), non può però sostituirsi arbitrariamente all’Autorità, non configurandosi una giurisdizione di merito.

The fact that certain operators, such as the applicant, have not shared the Authoritys’ findings, does not imply the illegitimacy of the final determination, given the participation of operators is aimed at a better understanding by the authority but does not place the authority under obligation to observe acceptance or specific confutation of each observation considered not acceptable.

AEEG’s choices constitute manifestation of broad discretion, objection able only in the cases of evident unreasonableness or irrational technique.

Sentenze citate: Corte di Giustizia dell’Unione Europea, Grande Sezione, 20 aprile 2010, causa C- 265/08; Consiglio di Stato, Sez. VI, n. 5140 del 2012; TAR Lombardia, Milano, Sez. III, 27 novembre 2012 n. 2870.

Sintesi e massime a cura di Maria Diamante Stivanello-Gussoni