Il sindacato del giudice sulle decisioni delle commissioni di esperti ad alto contenuto tecnico

La Ofcom (Office of Communications) è una autorità indipendente di regolazione che si occupa del settore delle telecomunicazioni nel Regno Unito. Conformemente al suo ruolo, essa fissa le tariffe all’ingrosso per le chiamate da rete mobile. Perché una conversazione da rete mobile abbia luogo, infatti, è necessario che la compagnia telefonica del ricevente fornisca un servizio di trasmissione a quella del chiamante.  Nel fissare dunque tali tariffe, la Commissione deve considerare gli effetti che tali misure avrebbero sull’efficienza del settore e sulla concorrenza, optando per la soluzione ottimale dal punto di vista del servizio offerto ai consumatori (2003 Communications Act).

In linea con gli obiettivi fissati dalla legge, dunque, la Ofcom nel 2011 ha rivisto le tariffe fissate nel 2007, basandole su un sistema di calcolo denominato “LRIC”, anziché, come in precedenza, sul metodo “LRIC plus”.

Due compagnie telefoniche contestano tale scelta di fronte alla Competition Commission (CC, le cui funzioni sono, dal 1 Aprile 2014, trasferite alla Competition and Market Authority, CMA), un ente pubblico non ministeriale, avente il potere di sindacare il merito degli atti regolatori dell’Ofcom. Le due società ritengono, nello specifico, che la scelta di un sistema di calcolo rispetto ad un altro sia stato basato su una istruttoria insufficiente e su dati parzialmente errati e che, dunque, l’atto sia illegittimo.

Sebbene la Competition Commission riconosca l’esistenza di una errata valutazione della Ofcom sulle possibili conseguenze negative sui prezzi per i consumatori di un sistema di controllo delle tariffe basate sul metodo LRIC plus, essa ritiene che tale errore non sia così significativo da giustificare la necessità di un sistema di controllo dei prezzi basati su tale metodo. In altri termini, l’errore di valutazione effettuato dalla Ofcom, pur presente, non è sufficientemente determinante, in termini di variazione dei prezzi al consumatore, per considerare la decisione stessa come errata nel merito. La CC, per tale motivo, rigetta l’appello.

Le parti soccombenti, successivamente, impugnano in un primo tempo tale decisione davanti al Competition Appeal Tribunal (CAT), che conferma quanto statuito dalla CC, e in un secondo tempo si rivolgono alla Court of Appeal of England and Wales – Civil Division.

I ricorrenti, in particolare, ritengono che la CC sia incorsa in errore poiché, avendo rilevato un difetto di istruttoria e non essendo legislativamente obbligata a decidere nel merito sulla scelta tra i due metodi di controllo delle tariffe, avrebbe dovuto astenersi da un giudizio sul merito, intimando semplicemente all’Ofcom di procedere nuovamente ad un’istruttoria completa.

A giudizio della Corte d’Appello, per invalidare l’atto, non è sufficiente individuare un errore nella valutazione condotta dall’Autorità di regolazione (in questo caso l’Ofcom); è necessario anche provare la non congruità della decisione a causa di quell’errore. L’appello infatti riguarda la decisione adottata dalla AI, non i motivi della stessa. Ne deriva che, non solo i ricorrenti avrebbero dovuto dimostrare che la decisione dell’Ofcom – circa la scelta del metodo LRIC – era errata, al di là dei motivi che la supportavano, ma anche che l’alternativa – ovvero il ricorso alla metodologia di calcolo LRIC plus – era quella corretta.

Ne deriva, allo stesso modo, che se la CC riesce a dimostrare, anche su basi diverse da quelle utilizzate dalla Ofcom, che il merito dell’atto regolatorio è condivisibile, e se al contrario l’appellante non riesce né a smentire tale valutazione né a provare la validità della soluzione alternativa, allora la determinazione della AI è legittima.

In altre parole, la Corte ritiene che i ricorrenti abbiano l’onere di dimostrare l’esistenza di un errore di valutazione della CC, tale da rendere la sua decisione «completamente al di fuori del novero delle conclusioni possibili» (punto 34 della sentenza). A parere della Corte di appello, tale compito risulta «quasi insuperabile», poiché è altamente probabile che le valutazioni di un organo specializzato in un determinato settore siano corrette e che, pertanto, i giudici chiamati a sindacare tali decisioni – come la CAT o la Corte stessa – non sarebbero in grado di rivederle.

Per tale motivo, l’appello viene rigettato.

Il giudice deve astenersi da una valutazione nel merito di una decisione adottata da una commissione di esperti riguardante un atto regolatorio ad alto contenuto tecnico di un’Autorità Indipendente. In particolare, se  la commissione ritiene l’atto regolatorio della AI valido, nonostante la presenza di difetti di istruttoria, tale presunzione risulta di fatto «quasi insuperabile» dal giudice e dai ricorrenti, a meno che non si provi sia l’errore di valutazione della Commissione sia quello dell’Autorità nell’adozione dell’atto.

The Court shall show considerable deference towards the decision of a Commission specialized in the settlement of regulatory disputes in the communications industries area. In its field of intervention, the tribunal’s assessment is «almost insuperable», unless the claimant is able to prove that the assessment of the regulator and of the Commission affected the legitimacy of the final decision.

Sintesi e massime a cura di Maria Sole Porpora