Il report 2012 dell’Impact Assessment Board

di Simona Morettini

Il 6 febbraio 2013 è stato pubblicato il sesto Rapporto annuale dell’Impact Assessment Board (IAB).

Lo IAB è un comitato di esperti, istituito a fine 2006 ed attivo dal 2007, che opera sotto la diretta autorità del Presidente della Commissione europea ed ha il compito di valutare la qualità delle analisi di impatto della regolazione (AIR), elaborate a livello europeo, fornendo, ove necessario, un sostegno metodologico agli uffici responsabili.
Dal punto di vista quantitativo, nel 2012, il Board ha rilasciato 144 pareri, di cui 47 emessi a seguito delle resubmissions. Quest’ultime si hanno quando, a seguito di un primo parere negativo, gli uffici reinviano l’AIR, modificata ed integrata con le raccomandazioni dello IAB medesimo, per un secondo parere. In particolare, nell’ultimo anno, i pareri rilasciati dallo IAB hanno avuto ad oggetto 97 AIR prodotte dai vari uffici della Commissione europea, in lieve diminuzione rispetto alle 104 del 2011. È invece ulteriormente aumentata, rispetto agli anni passati (77% nel 2011, 74% nel 2010 e 68% nel 2009), la percentuale delle AIR svolte sugli atti legislativi (78%) in confronto a quelle aventi ad oggetto le non-legislative proposals. Trova conferma, così, la scelta della Commissione di analizzare solamente le “initiatives likely to have significant impacts”.

Dal punto di vista qualitativo, l’osservazione statistica delle raccomandazioni formulate dallo IAB evidenzia che queste, il più delle volte (oltre il 90%), riguardano il nocciolo dell’AIR, ovvero le parti dell’analisi dedicate alla definizione delle opzioni e dei possibili impatti della proposta. Rispetto agli anni precedenti, poi, si registra un ulteriore incremento delle raccomandazioni volte a garantire una maggiore trasparenza alle obiezioni presentate dagli stakeholders al documento sottoposto a consultazione (il 76% dei casi rispetto al 68% nel 2011). Ciò dimostra l’importanza riconosciuta dallo IAB alla partecipazione degli interessati al decision-making process e soprattutto l’esigenza di riportare nell’IA report, in maniera più comprensibile e trasparente possibile, i differenti contributi forniti dagli stakeholders nel corso della consultazione. Si confermano numerose (33%), poi, le raccomandazioni del Comitato volte a rafforzare la cd. “evidence-based justification” alla base dell’intervento dell’Unione Europea, nel rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità.

Anche nel 2012, i rilevi formulati dallo IAB hanno avuto principalmente ad oggetto gli aspetti economici (77%) dell’AIR. Tuttavia, sono sempre più numerosi i casi (64%) in cui il Board richiede agli uffici un supplemento di indagine per approfondire e rafforzare l’analisi d’impatto su determinate categorie di persone (es. consumatori, famiglie, lavoratori, soggetti svantaggiati, etc) al fine di valutare i possibili risvolti sociali della misura proposta. Seguono, poi, le richieste dello IAB circa una più precisa e trasparente valutazione degli oneri amministrativi (45%) e degli impatti sulle micro, piccole e medie imprese (46%).

Nell’ultimo anno si registra un significativo aumento delle richieste di resubmission effettuate dallo IAB, il 47% delle AIR presentate (rispetto al 36% del 2011). Tale dato, tuttavia, secondo lo IAB deve essere interpretato come un indicatore delle effettiva indipendenza di tale organo e degli standard sempre più stringenti applicati dallo stesso nella valutazione delle AIR. Si conferma, invece, estremamente elevato il tasso di recepimento dei pareri del Comitato. Anche nel 2012, infatti, il follow-up delle raccomandazioni ha portato in oltre il 95% dei casi a modifiche più o meno sostanziali al testo inizialmente proposto dagli uffici.
Pur evidenziando i notevoli sforzi ed i numerosi progressi compiuti dalla Commissione nell’utilizzo del cd. evidence-based decision-making, anche nell’ultimo rapporto, lo IAB individua una serie di aspetti da migliorare. A tal fine, le principali indicazioni e proposte del Comitato riguardano: il procedimento di consultazione pubblica (che, peraltro, sarà oggetto di revisione da parte della Commissione europea nel corso del 2013); la comparazione fra le varie opzioni, che deve ancor più tener conto del principio di proporzionalità e della quantificazione di tutti gli impatti possibili (proprio su queste tematiche, si sottolinea l’intenzione della Commissione di avviare uno apposito studio sulla quantificazione dei costi-benefici); la valutazione dell’impatto, in particolar modo, di quello sulla concorrenza e sulle micro, piccole e medie imprese (al riguardo, si invitano gli uffici ad avvalersi delle specifiche guide operative pubblicate nel corso del 2012 sui c.d. competitiveness e SME test). Da ultimo, si raccomanda di incrementare ulteriormente i risultati raggiunti nel 2012 sia nell’analisi degli impatti sociali sia nella valutazione ex post.
Tutte le raccomandazioni ed i dati contenuti nel rapporto IAB saranno tenuti in considerazione nel processo di revisione ed aggiornamento delle IA Guidelines avviato dalla Commissione europea.

Fonte: European Commission, Impact Assessment Board Report for 2012, Brussels, 6.2.2013