Il procedimento di consultazione tra autorità di regolazione nazionale e Commissione europea. Sentenza Tar Lazio n. 2772/2015

Una società di telefonia ha adito il TAR Lazio per ottenere l’annullamento parziale della delibera con cui l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) ha approvato le condizioni economiche e tecniche dell’offerta di riferimento della stessa società ricorrente per l’anno 2013, relativa ai servizi bitstream su rete in rame.

Nello specifico, la ricorrente eccepiva che l’Autorità avesse emanato un provvedimento che si poneva in contrasto con il diritto europeo. Aveva infatti scelto un valore WACC (media ponderata tra il costo del capitale proprio dell’operatore e il costo del debito) non aggiornato, confermativo di quello fissato nel 2010, che ad avviso della Commissione europea non rispettava le condizioni di concorrenza richieste dalla Direttiva quadro sulle reti e sui servizi di comunicazioni elettroniche.

In tali casi, il diritto europeo richiede che, dopo le consultazioni nazionali, vengano avviate quelle comunitarie (artt. 7, 7-bis, 7-ter della Direttiva 2002/21/CE) che coinvolgono l’Autorità nazionale di regolazione (ANR), la Commissione europea e l’Organismo dei regolatori Europei delle comunicazioni elettroniche (BEREC).

Il TAR Lazio ha specificato i ruoli e i poteri di intervento di tali soggetti coinvolti nel procedimento di consultazione.

In particolare, all’Autorità nazionale di regolazione (ANR) compete di stabilire, attraverso analisi di mercato, quali sono le misure correttive di regolamentazione dei mercati più appropriate, anche sotto il profilo della proporzionalità della misura in rapporto agli obiettivi prefissati in conformità al quadro regolatorio vigente.

Alla Commissione e al BEREC spetta, invece, il compito di collaborare e sollecitare l’individuazione degli strumenti e delle soluzioni più adeguate per affrontare le questioni poste dal contesto del mercato. Ciò significa che la Commissione deve garantire il coerente esercizio dei poteri da parte delle ANR con riferimento al quadro normativo europeo; invece, il BEREC ha il compito di diffondere tra le autorità nazionali le migliori prassi regolamentari. Tale ruolo del BEREC è rafforzato dalla sua indipendenza, testimoniata anche dalla prevista partecipazione alle riunioni di un rappresentante della Commissione, in qualità di osservatore.

Il giudice amministrativo ha precisato, inoltre, che, durante il procedimento consultivo, la Commissione può adottare sia atti vincolanti che non vincolanti. I primi sono le decisioni di cui all’art. 7, paragrafo 5; i secondi invece sono le decisioni di cui all’art. 7, paragrafo 3, e le raccomandazioni di cui all’art. 7-bis. In quest’ultimo caso, l’Autorità nazionale può stabilire se mantenere o meno il suo progetto di misura regolatoria, a condizione di fornire una “giustificazione motivata”.

È questa la situazione che si è delineata nella fattispecie in esame. In seguito alle consultazioni nazionali, l’AGCOM ha notificato alla Commissione europea gli schemi di delibera adottati; dopo lo scambio di una serie di note, la Commissione ha sollevato dubbi su tali schemi. È intervenuto il BEREC che non ha condiviso le osservazioni della Commissione, ma che ha ritenuto che l’Autorità dovesse fornire alcune informazioni. Successivamente la Commissione ha ribadito la propria posizione con una raccomandazione, inducendo l’AGCOM ad effettuare una nuova valutazione. Quest’ultima ha prodotto risultati di poco inferiori a quelli precedenti e, pertanto, l’Autorità, motivando, ha confermato l’originario valore del WACC.

Per questo motivo, il TAR Lazio ha rigettato il ricorso, in quanto ha ritenuto che la delibera impugnata non si ponga in contrasto con la normativa europea.

Ad avviso del primo giudice, poi, tale provvedimento non è viziato nemmeno sotto il profilo dell’istruttoria che non può essere identificata nel solo periodo intercorso tra la raccomandazione della Commissione e la decisione dell’Autorità di non modificare il contenuto della determinazione proposta di regolazione. Per il giudice amministrativo, l’AGCOM ha infatti svolto una lunga e complessa istruttoria europea, che ha dato conto dei numerosi contatti avuti con la Commissione e il BEREC nell’ambito dell’intero procedimento consultivo e dell’avvenuto recepimento di alcune osservazioni della Commissione, anche se non hanno condotto al risultato sperato dalla società ricorrente.

Attraverso le analisi di mercato, l’Autorità nazionale di regolazione deve stabilire le misure correttive di regolamentazione dei mercati più appropriate, anche sotto il profilo della proporzionalità della misura in rapporto agli obiettivi prefissati in conformità al quadro regolatorio vigente.

Alla Commissione europea e al BEREC spetta il compito di collaborare e sollecitare l’individuazione degli strumenti e delle soluzioni più adeguate per affrontare le questioni poste dal mercato.

La Commissioneeuropea deve garantire che le Autorità nazionali di regolazione esercitino i loro poteri in coerenza con il complessivo quadro normativo europeo.

Il BEREC deve diffondere tra le autorità nazionali le migliori prassi regolamentari (Regolamento(Ce) del 25 novembre 2009, n. 1211).

Durante il procedimento consultivo, la Commissione europea può adottare sia atti vincolanti che non vincolanti. Gli atti vincolanti che la Commissione europea adotta sono le decisioni di cui all’art. 7, paragrafo 5 della Direttiva quadro2002/21/CE. Gli atti non vincolanti sono quelli che la Commissione europea adotta ai sensi dell’art. 7, paragrafo 3  e le raccomandazioni di cui all’art. 7-bis della Direttiva quadro. In quest’ultimo caso, l’Autorità nazionale di regolazione può stabilire se mantenere o meno il suo progetto di misura intervento di regolazione, a condizione di fornire una “giustificazione motivata”.

Through the market analysis, national regulatory authorities have to establish the most appropriate corrective measures of market regulation, such as also in terms of the proportionality of the measure related to the objectives set in accordance with the regulatory framework in force.

The European Commission and BEREC have to collaborate and encourage the identification of the tools and the most appropriate solutions to solve the issues raised by the market.

The European Commission has to ensure national regulatory authorities to exercise their powers complying with the European legal framework.

BEREC has to spread best practices between national regulatory authorities (Regulation (EC) No 1211/2009).

During consultation process, the European Commission may adopt both binding and non-binding acts. The European Commission adopts binding decisions following art. 7, paragraph 5 of Framework Directive 2002/21/EC. On the contrary, it adopts non-binding acts following  art. 7, paragraph 3 and art. 7a of Framework Directive. In the latter case, national regulatory authority may determine whether or not to maintain its draft measure, provided  a “reasoned justification”.

Sintesi e massime a cura di Mariagrazia Massaro

Sentenze citate: Consiglio di Stato, nn. 1271/2006; 550/2007; 2439/2011; 4873/2012; 1837/2013; 1856/2013; 1837/2013; 1013/2014; Corte di Cassazione, SS. UU. N. 1013/2014; TAR Lazio nn. 1898/2006; 2798/2007; 14157/2007; 4722/2010; 4713/2010; 31278/2010; 6259/2013; 4032/2014.

 

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