I risultati della consultazione pubblica europea sugli atti normativi più onerosi per le PMI

La Commissione Europea ha pubblicato i risultati della procedura di consultazione pubblica “Which are the TOP 10 most burdensome legislative acts for SMEs?” che è stata svolta nel periodo 1°ottobre – 21 dicembre 2012. Questa consultazione rientra nel programma Small Business Act (SBA), avviato nel 2008, finalizzato alla creazione di un ordinamento meno oneroso e più favorevole alle piccole e medie imprese (PMI).

La procedura di consultazione si pone un duplice obiettivo: quello di individuare i settori normativi e di identificare i provvedimenti normativi europei ritenuti dalle PMI più onerosi e farraginosi. Questa procedura risulta essere particolarmente interessante in relazione sia al profilo dei partecipanti alla consultazione sia ai risultati.

La Commissione ha ricevuto mille risposte, la maggior parte delle quali sono pervenute direttamente dalle singole PMI europee (il 78%) e solo il 15% dalle organizzazioni rappresentative di questa categoria di imprese, mentre il restante 7% è rappresentato dai contributi inviati da altri soggetti interessanti. In relazione alla nazionalità degli stakeholders, poi, vi è stata un’ampia partecipazione di tutti gli Stati Membri, anche se si riscontra una maggiore partecipazione da parte delle PMI tedesche, belghe ed italiane. Vi è stato, inoltre, anche un discreto contributo delle imprese/organizzazioni rappresentative non europee, soprattutto di nazionalità turca.

Per quanto riguarda i risultati della consultazione, la Commissione, comparando le risposte inviate dalle PMI e dalle organizzazioni di categoria, ha individuato come più onerosi undici settori normativi. Nello specifico per la “macro-area ambiente” sono stati individuati i settori relativi alla regolazione sulle sostanze chimiche e sui rifiuti; nell’ambito della protezione dei consumatori, la normazione su controlli e formalità; per la sicurezza dei prodotti, sono stati ritenuti più onerosi i settori delle regole sul marchio CE, quelle sulla dimostrazione della conformità anche in assenza di una norma armonizzata e quelle sugli obblighi di etichettatura; nella “macro-area lavoro”, sono stati indicati i settori normativi sulla salute e sicurezza sul lavoro ed organizzazione dell’orario di lavoro; per la tassazione, sia quella diretta sia l’IVA; nell’ambito dei trasporti, il settore più oneroso è stato ritenuto quello del trasporto merci; nella regolazione dei servizi quello relativo al riconoscimento delle qualifiche professionali; mentre per il business environment il settore degli appalti pubblici.

La consultazione ha consentito, poi, di individuare la TOP10 dei provvedimenti normativi europei più onerosi per le PMI. In realtà la Commissione, sempre confrontando le risposte delle imprese e delle organizzazioni rappresentative, ha stilato un elenco di quattordici atti, tra i quali si segnala il regolamento CE n. 1907/2006 sulla registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH) e la direttiva 2006/122/CE relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto. Entrambi i provvedimenti sono stati ritenuti tra i più onerosi sia dalle imprese che dai relativi organismi rappresentativi.

I partecipanti alla procedura di consultazione hanno, inoltre, segnalato alla Commissione ulteriori provvedimenti europei (oltre ottanta) non inclusi nell’elenco del questionario predisposto per questa consultazione e ritenuti dai rispondenti come onerosi, soprattutto in materia di protezione dei consumatori, ambiente e lavoro. Sembra poi emergere un nota critica sulla conoscenza degli interventi adottati dall’Unione europea in favore alle PMI. Infatti solo 82 rispondenti hanno fornito esempi di provvedimenti europei rientranti nell’ambito delle iniziative per sostenere le PMI; mentre 528 hanno dichiarato di non essere a conoscenza di nessun esempio di regolazione europea a favore di tale categoria di imprese e 385 hanno ammesso di non sapere di questa politica di revisione legislativa europea.

La Commissione ha valutato positivamente gli esiti di questa prima consultazione indirizzata sostanzialmente alle PMI ed ha confermato il proprio interesse nel continuare in tale direzione, potendo in futuro utilizzare questi risultati anche nell’ambito dell’iniziativa europea del Regulatory Fitness (REFIT).

Per ulteriori dettagli sui risultati della consultazione si veda http://ec.europa.eu/enterprise/policies/sme/public-consultation-new/index_en.htm

(di Monica Cappelletti)