Garanzie partecipative nei procedimenti delle Autorità Indipendenti. La sentenza del Consiglio di Stato n. 3051 del 2014

La sentenza in esame prende le mosse dal ricorso in appello proposto dinanzi al Consiglio di Stato dall’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico avverso sei sentenze con cui il Tar Lombardia aveva annullato la deliberazione 166/2010 avente ad oggetto la modifica per gli anni dal 2010 al 2012 del metodo di calcolo della remunerazione integrativa della disponibilità di capacità produttiva di energia elettrica per assicurare il raggiungimento e il mantenimento dell’adeguatezza della capacità produttiva al fine di garantire la copertura della domanda nazionale.

Il Collegio riunisce e respinge i ricorsi, confermando le sentenze impugnate.

Con la pronuncia in parola, il Consiglio di Stato si occupa nuovamente di partecipazione, ritenendo condivisibili le sentenze impugnate laddove ravvisano una carenza procedimentale dell’iter seguito dall’Autorità. In particolare, la VI Sezione rammenta che dal momento che la legge 7 agosto 1990, n. 241 è legge generale sul procedimento amministrativo, i principi generali, in tema di partecipazione procedimentale, i quali hanno lo scopo di assicurare l’acquisizione corretta ed imparziale degli interessi privati coinvolti nell’esercizio del pubblico potere, si pongono come canoni interpretativi della disciplina di settore. In altre parole tali principi generali mirano a soddisfare le esigenze conoscitive e partecipative tutelate dal legislatore.

Il Consiglio di Stato afferma, poi, che la dequotazione del principio di legalità sostanziale – giustificata dalla valorizzazione degli scopi pubblici da perseguire in particolari settori e concretizzata nell’attribuzione alle Autorità di settore di ampi poteri regolamentari – impone il rinvigorimento del principio di legalità procedimentale. Tale principio si sostanzia, tra l’altro, nella previsione di rafforzate forme di partecipazione degli operatori del settore al procedimento di formazione degli atti regolamentari.

Dal momento che la legge 7 agosto 1990, n. 241 è legge generale sul procedimento amministrativo, i principi generali, in tema di partecipazione procedimentale, tesi ad assicurare l’acquisizione corretta ed imparziale degli interessi privati coinvolti nell’esercizio del pubblico potere, costituiscono  come canoni interpretativi della disciplina di settore, al fine di soddisfare le esigenze conoscitive e partecipative tutelate dal legislatore.

La dequotazione del principio di legalità sostanziale – giustificata dalla valorizzazione degli scopi pubblici da perseguire in particolari settori e concretizzata nell’attribuzione alle Autorità di settore di ampi poteri regolamentari – impone il rinvigorimento del principio di legalità procedimentale. Tale principio si sostanzia, tra l’altro, nella previsione di rafforzate forme di partecipazione degli operatori del settore al procedimento di formazione degli atti regolamentari.

The Italian Law n. 241/1990 is the general law on administrative procedure and provides general principles of participation in proceedings aimed at ensuring proper and impartial acquisition of private interests opinions involved in the exercise of public power. Thus, these general principles are rules of interpretation for sectorial discipline in order to satisfy the information and participatory needs protected by the law.

The “delisting” of the principle of legality substantial – justified by the enhancement of public purposes to be pursued in particular sectors and materialized in the allocation wide regulation powers to the Independent Authorities – requires the strengthening of the principle of procedural legality. This principle is embodied in the provisions of enhanced forms of participation of stakeholders in the regulatory process.

Sintesi e massime a cura di Micaela Venticinque

Sentenze citate: Consiglio di Stato, Sez. VI, 2 marzo 2010, n. 1215; Consiglio di Stato, Sez. VI, 1° ottobre 2001, n. 5105; Consiglio di Stato, sez. VI, 2 maggio 2012, n. 2521.

 

 

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