Dieci anni di applicazione del Regolamento (CE) n. 1/2003: luci ed ombre in materia di concorrenza

By: Sébastien Bertrand - CC BY 2.0

A dieci anni dal regolamento (CE) n. 1/2003, lo scorso 9 luglio, la Commissione ha presentato un nuovo resoconto sullo stato di applicazione della normativa antitrust da parte delle autorità garanti della concorrenza degli Stati membri (ANC) e della Commissione stessa. La comunicazione, dal titolo “Ten Years of Antitrust Enforcement under Regulation 1/2003” (COM(2014) 453), ha riscontrato innanzitutto che le norme in materia di concorrenza sono validamente applicate dalla Commissione, che, fornisce orientamenti agli attori istituzionali interessati, dedica maggiore quantità di risorse in materia di antitrust e ha una serie rinnovata di poteri (indagini, decisioni concernenti gli impegni).

La comunicazione ha rilevato, inoltre, che le ANC e le giurisdizioni nazionali non solo applicano integralmente e direttamente le norme antitrust (artt. 101 e 102 del TFUE), ma sono tenute a farlo specialmente quando accordi o comportamenti anticoncorrenziali rischiano di incidere sugli scambi tra gli Stati membri. Il regolamento (CE) n. 1/2003 ha infatti esteso il raggio di applicazione delle norme sulla concorrenza nell’UE.

I dettagli sullo stato di applicazione delle norme sulla concorrenza sono forniti dal documento di lavoro SWD(2014) 230/2, che accompagna la comunicazione ed esamina i diversi tipi di comportamento anticoncorrenziale repressi, le procedure di repressione adottate ed i settori interessati dall’attività di controllo, quasi tutti oggetto di analisi di mercato e indagini di settore. Dal 1 maggio 2004 al 31 dicembre 2013 la Commissione e le ANC hanno effettuato circa 780 indagini, prestando particolare attenzione alle pratiche anticoncorrenziali più gravi e dannose; nello specifico, ai cartelli e alla lotta agli abusi di posizione dominante nei mercati liberalizzati.

Le attività sono state svolte all’insegna di una più stretta collaborazione tra la Commissione e le ANC (soprattutto all’interno dell’European Competition Network). Difatti, il regolamento n. 1/2003 ha previsto forme di cooperazione al fine di garantire un’applicazione coerente della normativa antitrust nell’Unione; tra queste vi rientrano gli strumenti forniti alle giurisdizioni nazionali e alla Commissione per collaborare tra loro in materia di concorrenza (richiesta di pareri in merito all’applicazione delle norme dell’Unione in materia di concorrenza; intervento della Commissione nei procedimenti giudiziari nazionali in qualità di amicus curiae; meccanismi di informazione sulle sentenze nazionali). Su questo punto la comunicazione ha rilevato tuttavia che, nonostante il consistente livello di convergenza raggiunto nell’applicazione delle norme antitrust, sono tuttora esistenti delle differenze tra gli Stati membri dovute a talune disparità nella posizione istituzionale delle ANC, nelle procedure e nelle sanzioni nazionali. Pertanto, è necessario garantire l’indipendenza delle ANC dai governi nazionali e un’ulteriore convergenza delle procedure e delle sanzioni nazionali mediante il ricorso ad ammende efficaci e proporzionate, a programmi di trattamento favorevole, a misure che evitino di disincentivare le domande di trattamento favorevole da parte delle aziende.

Il documento di lavoro ha infine precisato che il diritto della concorrenza e la regolamentazione del settore delle telecomunicazioni si completano a vicenda. Infatti, obblighi di regolamentazione ex ante sono imposti solo in assenza di una concorrenza effettiva e sostenibile perché, in caso contrario, non vi sarebbe alcuna necessità di una regolamentazione specifica del settore. In tal modo, il ruolo del diritto della concorrenza diventa ancora più cruciale.

Le riflessioni sulle questioni istituzionali e procedurali relative alle Autorità nazionali sono contenute nel documento di lavoro SWD(2014) 231/2, anch’esso allegato alla comunicazione.

(Mariagrazia Massaro)

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