Da better a smart, il futuro della regulation nella Commissione

Puntare su una regolazione smart può essere un valido aiuto per raggiungere gli obiettivi di Europe 2020. E quali siano le caratteristiche di una regolazione smart lo si legge nella comunicazione COM(2010)543/3, pubblicata dalla Commissione europea in ottobre: valutare l’efficienza della legislazione esistente, assicurare trasparenza sui costi e i benefici associati alla nuova regolazione, considerare l’implementazione delle norme nelle analisi d’impatto e rendere le norme il più accessibili possibile.

La novità della smart regulation si comprende però analizzando il percorso che ha portato alla pubblicazione della comunicazione. Nell’introduzione della consultazione svolta per la stesura della comunicazione (lanciata il 23 aprile e chiusa il 25 giugno 2010), la Commissione ha sottolineato che il concetto di smart include nelle politiche di miglioramento della regolazione l’idea che legiferare “non vuol dire ridurre o aumentare il numero di regole, quanto piuttosto ottenere risultati nel modo meno oneroso possibile”. Oltrepassata la visione del “less is more“, la Commissione ora pare concentrarsi sul miglioramento della regolazione attraverso il miglioramento delle ricerche e del drafting alla base delle norme, che minimizzi il rischio di creare regole mal concepite. Sempre nello stesso documento di consultazione, chiaro è il riferimento all’obiettivo della Commissione di introdurre con la smart regulation una seconda novità, il cosiddetto life-cycle approach,  un approccio che guardi all’intero ciclo di definizione delle politiche e ponga maggiore attenzione alla valutazione delle regole già esistenti. La Commissione, ancora (e qui sta la terza novità), si è impegnata con la COM(2010)543/3 ad aumentare da 8 a 12 settimane il periodo di apertura delle consultazioni pubbliche che svolgerà a partire dal 2012.

About Carolina Raiola

Carolina Raiola è consulente Formez PA per l’attività di comunicazione istituzionale e di consultazione pubblica realizzata dall’Ufficio per la semplificazione del Dipartimento della funzione pubblica. Per l’Osservatorio fa ricerca sulla consultazione pubblica delle Autorità indipendenti