Costituzionalizzare le Executive Rule-Making Procedures dell’UE

EuropaflaggeLa necessità di applicare o meno i principi di trasparenza, partecipazione, accesso agli atti e pubblicità a tutte le rule-making procedures delle istituzioni europee non rappresenta semplicemente una questione tecnico-procedurale. Tale scelta si riflette, infatti, sugli stessi principi costituzionali di uguaglianza e democrazia rappresentativa/partecipativa ribaditi dal Trattato di Lisbona (artt. 9-12 TUE) e sui quali si fonda la stessa legittimazione dell’Unione.

Finora, il rule-making previsto per gli atti non legislativi è stato poco influenzato dal principio democratico. Si conosce poco o nulla, ad esempio, delle procedure seguite dalle istituzioni europee per rendere esecutive le previsioni normative. Al contrario, anche l’executive rule-making dovrebbe rispettare “the same constitutional values as EU law making” ed essere preceduto da forme di consultazione pubblica e, se necessario, da analisi d’impatto.

Questa è la premessa generale da cui partono gli Autori degli articoli pubblicati a gennaio 2013 nella rivista European Law Journal e raccolti nel Volume 19, Numero 1, dedicato per l’appunto a come riuscire a “Constituzionalising EU Executive Rule-Making Procedures”.

Nel primo contributo, Joana Mendes analizza le procedure per l’adozione degli atti delegati e di esecuzione (artt. 290 e 291 TFUE), alle luce dei principi costituzionali di partecipazione e trasparenza. A seguire, Thomas Christiansen e Mathias Dobbels esaminano il New System Comitology, sempre con riferimento al “non legislative rule-making”.

Linda Senden si sofferma, invece, sulla pratica emergente e sempre più diffusa del “post-legislative rule-making” (es. comunicazioni, linee-guida), sottolineando l’esigenza di un “more stringent control” per quanto riguarda le procedure seguite dalla Commissione europea per l’adozione di tali atti di soft law.

Alberto Alemanno e Anne Meuwese analizzano poi, nello specifico, l’utilizzo della “impact assessment in delegated rule-making”; in questi casi, infatti, lo svolgimento dell’AIR potrebbe contribuire a rafforzare il controllo sull’esercizio del potere delegato.

Edoardo Chiti approfondisce il tema dell’executive rule-making all’interno delle agenzie europee, mettendone in evidenza le procedure, soprattutto dal lato della trasparenza e della partecipazione. Madalina Busuioc si sofferma, poi, sul caso concreto delle European Financial Supervisory Authorities.

Da ultimo, Alexander Türk analizza l’importante (anche se, per ora, ancora limitato) ruolo che la Corte di Giustizia svolge “to setting procedural and substantive standards for EU administrative rule-making”.

Se pur non esaustive, le ricerche condotte dagli Autori (tutti membri del gruppo di lavoro sul “rule-making” del Research Network on EU Administrative Law – ReNEUAL) rappresentano di certo i primi “building blocks of the constitutional understanding of executive rule-making procedures” ed offrono importanti ed utili indicazioni per una futura “research agenda” sull’argomento.

(di Simona Morettini)