Bilancio di mandato 2005-2012: la presentazione di Calabrò su AGCOM

di Miriam Giorgio

agcom_logoIn occasione della presentazione del bilancio di mandato 2005-2012, il Presidente dell’AGCOM, Corrado Calabrò, fa il punto sugli interventi dell’Autorità nei diversi settori di competenza.

Nel settore delle telecomunicazioni, spinti dall’evoluzione tecnologica delle reti di nuova generazione, Calabrò spiega che si è inteso seguire la strada di una regolazione “premiale”, tale cioè da incentivare gli investimenti e al contempo condurre ad elaborare una disciplina regolatoria completa, attualmente la più completa d’Europa. Questo obiettivo si può descrivere con una sorta di slogan: “valorizzare l’innovazione senza comprimere la competizione” ed è stato perseguito tenendo vivo un continuo braccio di ferro tra obiettivi antitetici, l’uno il contrappeso dell’altro, al fine di determinare, in questo modo, l’equilibrio dei mercati oggetto di regolazione.

Il Presidente Calabrò si è dunque soffermato sui rapporti tra AGCOM e Parlamento, da una parte; tra AGCOM e Unione Europea, dall’altra.

Il rapporto col Parlamento si è sviluppato nelle relazioni annuali e in oltre quaranta audizioni, costituendo un momento importante di verifica dell’operato dell’Autorità, motivo di stimolo nell’esercizio delle funzioni, nonostante da ultimo siano emerse alcune perplessità circa la ratio dell’istituzione delle autorità indipendenti, così come garantita dal Quadro comunitario.

A tal proposito, nella relazione si ricorda anche che la giurisprudenza del Consiglio di Stato ha rilevato come, nel rapporto tra politica e tecnica, al soggetto regolatore “spetta la conformazione del mercato mediante l’esercizio della funzione di regolazione”, onde evitare che il mercato sia definito secondo criteri mutevoli, soggetti al variare degli orientamenti delle maggioranze politiche.

Anche la la Corte di Giustizia ha affermato che “le ANR devono promuovere gli obiettivi della regolamentazione previsti dall’art. 8 della direttiva «quadro» nell’esercizio delle funzioni di regolamentazione specificate nel quadro normativo comune. Di conseguenza […] anche il bilanciamento di tali obiettivi, in sede di definizione e di analisi di un mercato rilevante suscettibile di regolamentazione, spetta alle ANR e non al legislatore nazionale”.

Pertanto, la determinazione delle regole relative ai mercati delle comunicazioni deve avere necessariamente un’origine endogena e non esogena rispetto al mercato stesso, essendo peraltro imprescindibile che in un mercato comune le regole siano condivise ed omogenee. In altri termini, anche le regole devono essere comuni: perciò alla loro adozione bisogna pervenire attraverso il cosiddetto giusto procedimento che si articola nelle fasi dell’analisi dei mercati e in quella delle consultazioni pubbliche, secondo le regole comunitarie. Per questo le norme e i principi comunitari che valgono nel nostro ordinamento giuridico esigono che le Autorità operino in piena autonomia e con indipendenza di giudizio e di valutazione.

Inoltre, con la modifica dell’art. 117 Cost., l’ordinamento italiano ha accettato le limitazioni di sovranità che derivano dall’appartenenza all’Unione europea. In questo contesto, alcune delle competenze affidate all’AGCOM toccano o sfiorano alcuni diritti fondamentali riconosciuti dalla Costituzione e dal Trattato dell’Unione europea: la libertà d’iniziativa economica privata (art. 41 Cost), la dignità sociale (art. 4 Cost), il rispetto della dignità umana (art. 21 Trattato), la protezione dei minori (art. 37 Cost), il pluralismo (art. 2 Trattato), la libera manifestazione e comunicazione del pensiero (art. 21 Cost). Ad esempio, l’AGCOM ha il merito di aver avviato un dibattito sulla protezione del diritto di autore on-line in un panorama legislativo caratterizzato da una legislazione ormai vetusta. E allora, per esempio, nel campo del diritto d’autore, secondo il Presidente Calabrò, gli interventi regolatori dell’AGCOM devono avere come obiettivo quello di conciliare il diritto alla libera circolazione del pensiero sulla rete (nelle nuove forme della tecnologia) con il diritto d’autore “che resta il fertilizzante della società dell’oggi e di quella a venire trovando origine anch’esso nella Costituzione (art. 9)”.