Bilanci degli intermediari non IFRS. L’analisi di impatto della Banca d’Italia

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Resterà aperta fino al 17 maggio la consultazione lanciata dalla Banca d’Italia sulla disciplina degli schemi e delle regole di compilazione dei bilanci degli intermediari che non seguono i principi contabili internazionali (IAS/IFRS), ossia gli operatori del microcredito e i confidi minori.

L’esigenza dell’intervento di regolazione deriva dal decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 136, che ha attuato la direttiva 2013/34/UE per la parte relativa ai conti annuali e ai conti consolidati delle banche e degli altri istituti finanziari. Il decreto, in continuità con la normativa previgente, ha attribuito infatti alla Banca d’Italia il potere di definire le forme tecniche dei bilanci dei c.d. “intermediari non IFRS” (articolo 43).

Il documento di consultazione contiene, oltre alla bozza di provvedimento, una relazione sull’analisi di impatto. L’analisi è estremamente sintetica, posto che – come si legge nella relazione – l’emanazione della disciplina da parte della Banca d’Italia “presenta […] ridotti margini di discrezionalità e, conseguentemente, limitati profili da considerare ai fini di una valutazione di impatto”.

In particolare, non sono state oggetto di analisi le regole che disciplinano le informazioni richieste in attuazione della normativa europea in materia (direttiva 86/635/CEE e direttiva 2013/34/UE), ovvero gli schemi di stato patrimoniale e conto economico, nonché alcune delle informazioni da fornire nella nota integrativa. In questi casi, infatti, le regole emanate rappresentano un mero recepimento delle norme europee.

Sono state invece oggetto di analisi le norme che disciplinano le informazioni da produrre ai fini della Parte D, Sezione 1 della nota integrativa.

La relazione AIR si limita a presentare due opzioni regolamentari, le quali differiscono nella tempistica di implementazione degli schemi ma non nel loro contenuto. Le informazioni richieste, infatti, sono considerate dall’Istituto “un’informativa minima per gli utilizzatori dei […] bilanci”. La previsione di una diversa tempistica di applicazione dei nuovi schemi mira viceversa a considerare le eventuali difficoltà nell’adeguamento dei sistemi informativi e dei processi interni di produzione delle informazioni, anche in considerazione delle ridotte dimensioni dei soggetti destinatari dell’intervento.

Ai fini di permettere all’Istituto di operare una compiuta valutazione delle due opzioni, il documento di consultazione invita i destinatari della nuova disciplina, nonché i soggetti interessati alle informazioni contenute nei relativi bilanci, ad esprimere e motivare la propria preferenza.

(Siriana Salvi)