Autorità di regolazione dei trasporti: pubblicata la Relazione annuale 2017

L’Autorità di regolazione dei trasporti (ART) ha pubblicato il quarto rapporto annuale in cui dà conto delle attività svolte nel periodo compreso tra il 1 giugno 2016 e il 30 giugno 2017. Un periodo che continua ad essere di grandi cambiamenti per il settore dei trasporti che vede come protagonisti: a) la forte integrazione dei sistemi economici e dei mercati che genera un crescente bisogno di mobilità delle merci e delle persone; b) una sensibile innovazione tecnologica, in particolare digitale, che sta trasformando il settore in una nuova industria di servizi integrati; c) un’attenzione crescente alla sostenibilità economica e ambientale. Tutto questo impone, accanto agli investimenti programmati nelle infrastrutture stradali, ferroviarie e intermodali, una rinnovata attenzione per il trasporto pubblico locale e pendolare e soprattutto richiede di individuare nuove modalità di gestione che consentano di incidere sull’efficienza dei trasporti.

Nello scenario rappresentato, il ruolo dell’Autorità e la sua attività regolatoria diventano assolutamente centrali e richiedono un delicato esercizio di ponderazione tra i benefici derivanti dall’attuazione di strumenti di supporto normativo alla concorrenza, da un lato, e l’integrazione modale e intermodale e delle connesse economia di scala, dall’altro. Emblematico, in questo senso, è il tema dell’efficienza produttiva delle gestioni e il contenimento dei costi per imprese, utenti e consumatori che essa implica: i risultati che si possono ottenere dipendono, in parte, dalle tecniche di regolazione e, in parte, dal dimensionamento dei servizi, dalla struttura dell’offerta e dal suo grado di concentrazione.[1]

A questa questione centrale per la regolazione economica l’Autorità dedica il capitolo di apertura della propria Relazione, che ospita un saggio tematico sull’applicazione del metodo di comparazione delle performance delle imprese, c.d. “Yardstick competition”, alla regolazione dei trasporti. La “competizione per confronto” è uno strumento di regolazione finalizzato a introdurre meccanismi di incentivazione all’efficienza nei mercati in cui questi elementi manchino per assenza di concorrenza diretta. Tale competizione si realizza mettendo a confronto le performance di una singola impresa con quelle dei suoi peer di mercato ovvero di altre imprese similari operanti nello stesso settore, che utilizzano non solo la medesima tecnologia di produzione ma che forniscono servizi omogenei a condizioni sostanzialmente analoghe. La Relazione approfondisce finalità e obiettivi, potenzialità e limiti applicativi della competizione per confronto, con un’ampia descrizione dei riferimenti metodologici e una rassegna della letteratura in materia; inoltre, descrive i contesti nei quali tale forma di regolazione è particolarmente rilevante e dà conto delle prime applicazioni da parte dell’Autorità.

Il Rapporto prosegue con la descrizione dell’azione dell’Autorità, enfatizzandone le principali aree di competenza, quali: l’accesso equo e non discriminatorio alle infrastrutture; gli obblighi di servizio pubblico e la contendibilità dei mercati; la tutela dei diritti dei passeggeri; l’efficienza produttiva delle gestioni. L’attività di regolazione dell’Autorità in questi ambiti è stata guidata, sin dall’avvio, da un’attenta analisi preliminare degli effetti delle proprie misure regolatorie individuando, anche grazie alla consultazione dei soggetti interessati, opzioni alternative di intervento. Nel periodo temporale oggetto del Rapporto in commento, l’Autorità ha consolidato tale approccio metodologico che si concretizza, più nel dettaglio, nella selezione di un set di misure regolamentari e, tramite il loro confronto in termini di effetti rilevanti sui mercati e sui destinatari, nell’individuazione dell’opzione di intervento che sia in grado, da un lato, di contenere gli oneri per gli utenti finali e, dall’altro, di massimizzare i benefici di operatori e cittadini. Tale approccio all’analisi di impatto della regolazione viene rappresentato graficamente nel Rapporto con una matrice a doppia entrata dove vengono messi in relazione la selezione di misure regolamentari e, per ciascuna di esse, le relative ipotesi di intervento (mantenimento dello status quo, la cosiddetta “opzione zero” o, alternativamente, l’introduzione di misure regolamentari).

Fonte: Autorità di Regolazione dei Trasporti, Quarto Rapporto annuale al Parlamento, 2017

La parte terza del Rapporto, illustra, attraverso una selezione di dati economici, alcuni aspetti inerenti agli ambiti di intervento dell’Autorità e i principali indicatori quantitativi della domanda e dell’offerta. In continuità con il precedente Rapporto annuale, i dati sono presentati suddivisi sulla base delle diverse modalità e infrastrutture di trasporto analizzando i relativi segmenti, e presentandone l’evoluzione nel corso degli ultimi anni.

La Relazione si conclude con l’elenco dei principali atti e provvedimenti adottati dall’Autorità nel periodo di riferimento (1 giugno 2016 – 30 giugno 2017). Si tratta di circa 180 delibere, che si aggiungono alle altre decisioni del Consiglio. Rispetto agli anni precedenti, aumenta il numero delle delibere aventi ad oggetto misure di regolazione o procedimenti sanzionatori mentre si stabilizza quello delle delibere relative a funzioni organizzative e di supporto.

(Immacolata Grella)

[1] Relazione annuale 2017, Relazione del Presidente, 12 luglio 2017, pp. 13-14.