Antitrust, i nuovi ambiti di intervento nella Relazione annuale 2012

di Immacolata Grella

Lo scorso 26 giugno, il Presidente dell’Autorità Antitrust, Giovanni Pitruzzella, ha presentato la Relazione annuale sull’attività svolta, sottolineando che, in periodi di forte recessione, come quello che stiamo attraversando, si pone l’esigenza di assicurare una ferma politica di repressione degli illeciti anticoncorrenziali, al fine di garantire il rispetto delle regole antitrust da parte di tutti gli attori del mercato.

La Relazione risulta strutturata essenzialmente in due parti. La prima analizza l’evoluzione normativa nella definizione dei profili generali della politica di concorrenza dell’economia in Italia e nelle linee di intervento, la seconda approfondisce i vari aspetti dell’attività di promozione della concorrenza e tutela del consumatore, che contraddistinguono il ruolo dell’AGCM.

Al riguardo, rileva, dal primo punto di vista, che il legislatore ha potenziato, in misura consistente, nel corso degli ultimi mesi, gli ambiti di intervento dell’Antitrust investendo, di fatto, l’Autorità di nuovi compiti e prerogative, sia in fase di elaborazione delle nuove normative, sia in fase di attuazione delle stesse.

In particolare, la relazione sottolinea le disposizioni di cui all’art. 34 del d.l. n. 201/2011, che, nel promuovere una sostanziale liberalizzazione delle attività economiche in generale, prevede una sorta di filtro a opera dell’AGCM per evitare l’inserimento di nuove e ingiustificate norme con impatto concorrenziale negativo. L’Autorità, infatti, deve esprimere un parere preventivo obbligatorio su tutti i disegni di legge governativi e i regolamenti che introducono restrizioni all’accesso e all’esercizio di attività economiche. Detto parere è da rendere entro 30 giorni e avrà a oggetto il rispetto del principio di proporzionalità. Inoltre, l’art. 35 della citata norma ha riconosciuto all’Autorità garante della concorrenza e del mercato la legittimazione a impugnare gli atti amministrativi che determino violazione delle norme a tutela della concorrenza e del mercato.

In aggiunta alle norma richiamata, la relazione pone l’accento sulle disposizioni contenute nei d.l. n. 1/2012 e n. 5/2012, che concorrono a rafforzare il ruolo di competition advocacy dell’Autorità  introducendo il parere preventivo obbligatorio dell’Autorità con riguardo ai regolamenti governativi che dovranno essere adottati per dare compiuta attuazione alle norme di liberalizzazione e di semplificazione.

Tuttavia, non è sufficiente semplificare e liberalizzare, se poi, in concreto, ci sono comportamenti dei soggetti economici che bloccano la concorrenza, impediscono l’apertura dei mercati, attraverso cartelli e abusi di posizione dominante. La repressione di tali illeciti concorrenziali e l’implementazione, nella pratica, dei disposti normativi hanno caratterizzato l’attività dell’AGCM anche nel corso del 2011.

Nella relazione sono illustrati i diversi fronti sui quali, nel corso del 2011, l’Autorità è intervenuta. Talvolta, come nel caso dei servizi pubblici locali, gas (separazione proprietaria di Snam da Eni) e mercati dell’elettricità (semplificazione delle procedure per l’autorizzazione degli interventi per lo sviluppo della rete), nonché trasporti (istituzione dell’Autorità di regolazione dei trasporti), l’intento è stato quello di portare a compimento processi di liberalizzazione. Talaltra, anche al fine più generale di completamento del mercato unico, è stato necessario intervenire per garantire un funzionamento realmente concorrenziale di mercati che, per distorsioni di carattere normativo o storico-fattualo o comportamentale, non riescono a esprimere pienamente il proprio potenziale competitivo, come nel caso del settore distributivo – dalla distribuzione alimentare, dei carburanti e della stampa – e di altre attività economiche di servizio, comprese quelle dei servizi professionali (piena liberalizzazione delle tariffe delle professioni), postali (segnalata l’esigenza di intervenire sulla struttura societaria di Poste Italiane Spa procedendo a una separazione delle attività di Bancoposta) e assicurativi (sanzionata l’elevata tendenza alla collusione, a scambi illeciti di informazioni, all’attuazione di accordi di compartimentazione dei mercati in sede di gara).

Gli ambiti di intervento, come si evince, sono molteplici ma l’intento comune è quello di allentare i vincoli concorrenzali al fine di innescare una sorta di selezione naturale delle imprese più efficienti sul mercato e attivare degli strumenti “per lo sviluppo” che non costano e che incentivino la crescita produttiva, al fine di garantire processi di ripresa economica che abbiano validità pluriennale.