Anticorruzione per le controllate e partecipate della PA: la consultazione ANAC

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È stata da poco avviata sul sito istituzionale dell’ANAC la consultazione pubblica sulle Linee guida volte ad orientare gli enti di diritto privato controllati e partecipati, direttamente e indirettamente, da pubbliche amministrazioni e gli enti pubblici economici nell’applicazione della normativa in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza, di cui alla legge n. 190 del 2012.

In realtà, già il Piano nazionale anticorruzione (PNA), approvato dall’Autorità con delibera n. 72 del 2013, aveva previsto l’applicazione di misure di prevenzione della corruzione in tali enti.

Tuttavia, dopo l’approvazione del PNA, la normativa anticorruzione ha subito significative modifiche. In particolare, l’art. 24 bis del d.l. del 24 giugno 2014 n. 90 ha esteso l’ambito di applicazione della disciplina della trasparenza agli «enti di diritto privato in controllo pubblico, ossia alle società e agli altri enti di diritto privato che esercitano funzioni amministrative, attività di produzione di beni e servizi a favore delle amministrazioni pubbliche o di gestione di servizi pubblici, sottoposti a controllo ai sensi dell’articolo 2359 del codice civile da parte di pubbliche amministrazioni, oppure agli enti nei quali siano riconosciuti alle pubbliche amministrazioni, anche in assenza di una partecipazione azionaria, poteri di nomina dei vertici o dei componenti degli organi». Il medesimo articolo ha poi previsto che alle società partecipate dalle pubbliche amministrazioni «in caso di partecipazione non maggioritaria, si applicano, limitatamente all’attività di pubblico interesse disciplinata dal diritto nazionale o dell’Unione europea, le disposizioni dell’articolo 1, commi da 15 a 33, della legge 6 novembre 2012, n. 190».

Le modifiche normative sopra citate, unitamente alla disorganicità delle disposizioni della legge n. 190 del 2012 e dei decreti delegati che si riferiscono a detti enti e società, hanno indotto l’ANAC e il Ministero dell’economia e delle finanze (MEF) ad avviare una riflessione comune, con l’istituzione di un tavolo tecnico, finalizzata all’elaborazione di indicazioni condivise sull’applicazione della normativa anticorruzione e della nuova disciplina in materia di trasparenza a tali enti.

A fine dicembre 2014, l’ANAC e il MEF hanno approvato un documento, pubblicato sui rispettivi siti istituzionali, in cui sono stati tracciati i principali indirizzi per l’emanazione delle presenti Linee guida. Detti indirizzi sono stati anche oggetto di un seminario pubblico che si è svolto il 4 marzo 2015 presso il MEF.

Considerata poi la rilevanza del fenomeno degli enti di diritto privato controllati o partecipati a livello regionale e locale, l’Autorità ha ritenuto di fondamentale importanza sottoporre la bozza di delibera contenente le Linee Guida a consultazione pubblica, al fine di poter acquisire osservazioni e proposte anche da parte del mondo delle autonomie oltre che da parte di tutti gli altri soggetti interessati.

Come ricordato dall’ANAC, l’ambito soggettivo di applicazione della normativa in questione è particolarmente vasto ed eterogeneo. Nel solo settore degli enti controllati e partecipati da pubbliche amministrazioni, sulla base dei dati comunicati dalle stesse amministrazioni al MEF al 31 dicembre 2012, le amministrazioni centrali partecipano, direttamente o in via indiretta, in 423 enti a cui si aggiungono i 17 partecipati dagli enti previdenziali. Le amministrazioni locali hanno dichiarato di detenere, direttamente o in via indiretta, 35.311 partecipazioni che insistono su 7.726 enti. Le strutture organizzative e i modelli giuridici degli enti in questione sono vari e diversificati.

Di conseguenza, vista l’estensione del fenomeno e l’eterogeneità delle tipologie di enti privati in controllo pubblico e partecipati esistenti, con il presente atto di regolazione, l’Autorità ha inteso dare indicazioni relativamente ai contenuti essenziali dei modelli organizzativi da adottare ai fini della prevenzione della corruzione e della diffusione della trasparenza, non potendo, ovviamente, fornire riferimenti puntuali alle singole strutture.

La bozza di delibera fornisce, a tal fine, le indicazioni sulla predisposizione del Piano di prevenzione della corruzione, della nomina del Responsabile della prevenzione della corruzione e sull’attuazione della disciplina sulla trasparenza prevista del d.lgs. n. 33 del 2013.

Fino al 15 aprile 2015, tutti gli interessati potranno inviare all’Autorità ogni osservazione ed elemento utile al fine di garantire la massima efficacia nell’applicazione della normativa anticorruzione e trasparenza in tali enti. L’obiettivo primario perseguito dall’ANAC è, infatti, che essa non dia luogo ad un mero adempimento burocratico, ma che venga adattata alla realtà organizzativa dei singoli enti per mettere a punto strumenti di prevenzione mirati e incisivi.

All’esito della consultazione, l’Autorità approverà le Linee guida finali, tenendo conto delle osservazioni e dei contributi pervenuti.

Oltre al documento di consultazione, con lo schema di delibera, sono messi a disposizione dei partecipanti, l’elenco dei principali riferimenti normativi e il modulo da utilizzare per l’invio delle osservazioni.

(Simona Morettini)

Photo credits: Alessandro Cani