Best practices

Questa sezione è dedicata alle buone pratiche AIR. Sulla base di alcuni standard di qualità individuati dall’Osservatorio saranno, di volta in volta, valutate le AIR predisposte dalle singole Autorità. L’obiettivo di questa iniziativa è di “pubblicizzare” le analisi di impatto della regolazione che sono state predisposte in modo particolarmente adeguato, segnalando degli esempi di riferimento.

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Best practices individuate tra le AIR delle Autorità indipendenti italiane

Determinazione convenzionale per fasce orarie dei profili di prelievo dell’energia elettrica; Regolazione della qualità dei servizi di  distribuzione, misura e vendita dell’energia elettrica (2008-2011); Regolazione della qualità dei servizi di  trasmissione, distribuzione, misura dell’energia elettrica (2012-2015) – AEEG

Disciplina sulle partecipazioni e Disciplina sulla trasparenza – Banca d’Italia

Operazioni con parti correlate – CONSOB

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Criteri di selezione delle best practices

Le buone pratiche individuate possono riguardare Relazioni AIR finali o documenti di consultazione che includono i risultati dell’analisi di impatto svolta nel corso dell’istruttoria normativa. Gli standard di qualità attengono sia a profili procedurali che di merito.

Quanto ai primi, la valutazione è basata sulle risposte ai seguenti interrogativi:

  • L’AIR è una analisi che accompagna l’intero processo decisionale o è solo un documento allegato alla delibera finale?
  • L’AIR è integrata in una procedura di consultazione pubblica? Se sì, in che modo: l’analisi di impatto è integrata nei documenti di consultazione? Esiste una consultazione dedicata all’AIR? È sottoposta a consultazione solo una relazione AIR finale?

La valutazione dei contenuti delle singole AIR si basa sui seguenti aspetti:

  • Chiarezza dei motivi per cui l’Autorità interviene
  • Qualità della valutazione della regolazione vigente
  • Indicazione e chiarezza degli obiettivi dell’intervento e loro eventuale declinazione in un orizzonte temporale
  • Descrizione delle alternative/opzioni di intervento, inclusa l’opzione zero. In caso contrario, eventuale motivazione della scelta di non considerare diverse opzioni
  • Illustrazione dei criteri di valutazione adottati (esempio: scale di valori, monetizzazione di costi e benefici, ecc.)
  • Contenuti e chiarezza della valutazione dell’impatto delle opzioni sui destinatari, di carattere qualitativo o quantitativo; in caso di valutazione qualitativa, descrizione dei principali vantaggi e svantaggi per le categorie di destinatari coinvolti
  • Descrizione delle fonti informative utilizzate  per lo svolgimento dell’AIR
  • Presenza di una valutazione dell’impatto concorrenziale per i provvedimenti che possono produrre effetti rilevanti sulla competizione tra gli operatori
  • Considerazione dei commenti ricevuti e delle conseguenti risposte dell’Autorità sulle (eventuali) consultazioni e individuazione dei soggetti che hanno partecipato
  • Elaborazione di una sintesi (iniziale o finale) dell’AIR che spiega, utilizzando un linguaggio chiaro, i passaggi logici principali seguiti dall’Autorità e le conclusioni a cui essa perviene.

Per ulteriori approfondimenti sugli indicatori per la valutazione dei sistemi di AIR delle autorità indipendenti italiane si veda il paper, di Francesco Sarpi, dal titolo L’AIR delle Autorità indipendenti italiane: una valutazione di sintesi, pubblicato dall’Osservatorio a gennaio 2010.

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