AIR Banca d’Italia su gestione del risparmio, credito cooperativo e mutui

Credits image: Banca d'Italia, Relazione AIR sui gruppi bancari cooperativi

Credits image: Banca d’Italia, Relazione AIR sui gruppi bancari cooperativi

Nella prima metà di settembre, la Banca d’Italia ha chiuso cinque consultazioni, di cui quattro riferite a interventi di regolazione sottoposti ad analisi d’impatto.

La prima ha riguardato alcune modifiche al Regolamento sulla gestione collettiva del risparmio (provvedimento del gennaio 2015), dirette, tra l’altro, a recepire la disciplina in materia di depositario stabilita dalla direttiva 2014/91/UE (“UCITS V”). L’analisi d’impatto ha riguardato esclusivamente la scelta di estendere ai gestori di fondi di investimento alternativi (FIA) norme che le misure di esecuzione della direttiva rifersicono ai solo organismi di investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM), al fine allineare il regime normativo per le due tipologie di fondi di investimento e garantire pari tutela agli investitori. Viste la contenuta complessità degli interventi e la difficoltà di procedere a una quantificazione degli effetti, l’analisi è stata condotta in forma semplificata, fornendo una valutazione prettamente qualitativa delle disposizioni poste in consultazione.

La seconda consultazione ha riguardato la normativa secondaria di attuazione della riforma delle banche di credito cooperativo stabilita dal decreto-legge 14 febbraio 2016, n. 18 (convertito con legge 8 aprile 2016, n. 49), destinata a confluire nella Circolare della Banca d’Italia n. 285 (“Disposizioni di vigilanza per le banche”). L’analisi d’impatto si è concentrata su tre aspetti: la garanzia intra-gruppo; il livello minimo di patrimonio netto richiesto alla capogruppo di un gruppo cooperativo provinciale; il criterio di operatività esclusiva su base provinciale previsto per le banche aderenti a un gruppo delle province autonome di Trento e Bolzano. Per ciascun aspetto, la Relazione AIR propone un’analisi (supportata anche da evidenze empiriche) della situazione attuale e una valutazione degli effetti delle opzioni di regolazione prescelte.

La terza e la quarta consultazione hanno riguardato alcune modifiche alla normativa secondaria (relative, rispettivamente, alle disposizioni di vigilanza per le banche e per gli intermediari finanziari e alle disposizioni in materia di trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari) volte a dare attuazione alle recenti disposizioni del Testo Unico Bancario (TUB) di recepimento della direttiva 2014/17/UE sul credito immobiliare ai consumatori (c.d. “Direttiva Mutui”). Anche in questi due ultimi casi, le analisi d’impatto (di luglio 2016 e di agosto 2016) si sono soffermate sui soli ambiti per i quali, essendo presente un certo grado di discrezionalità, è stato possibile per l’Istituto identificare delle opzioni (nel primo caso il tema della valutazione dei beni immobili; nel secondo l’informativa precontrattuale c.d. generalizzata e i finanziamenti in valuta estera).

(Siriana Salvi)