AIR a confronto: UK e EU nel nuovo studio Exeter-CEPS

di Mariangela Benedetti

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In collaborazione con l’Università di Exeter, il Centre for European Policy Studies pubblica un interessante articolo sulla qualità della regolazione. L’analisi è effettuata in chiave comparativa mettendo a confronto due tra i modelli più virtuosi in ambito di analisi di impatto della regolazione, ovvero quello inglese e quello dell’Unione europea; ciò sia con riferimento al numero di AIR effettuate sia alla loro qualità.

Gli Autori si soffermano su alcuni tra gli aspetti più significativi in materia, evidenziando, anche tramite rilevazioni statistiche riferite al quinquennio 2005-2010, analogie e differenze tra i due modelli considerati.

In merito alla metodologia utilizzata, ad esempio, lo studio rileva la maggiore familiarità inglese con la tecnica costi-benefici. Al contrario la Commissione europea privilegia una valutazione maggiormente qualitativa, nonostante un netto aumento delle stime monetarie a partire dal 2006. Ciò in ragione di diversi fattori tra cui la progressiva attuazione dello Standard Cost Model e l’entrata a regime dell’Impact Assessment Board (IAB).

Sul piano degli interessi considerati, gli Autori constatano un’analoga attenzione del governo inglese e della Commissione europea per l’impatto economico, ovvero per gli effetti sulla concorrenza, sulle piccole e medie imprese, sugli investimenti, sull’innovazione, sul commercio o sull’inflazione.

Diversa attenzione, invece, viene prestata agli impatti sociali e ambientali: nel 2009, ad esempio, mentre il 60% delle Impact Assessment della Commissione europea consideravano l’impatto ambientale, solamente il 34% delle AIR inglesi facevano riferimento a tali aspetti.

La difficoltà nella quantificazione monetaria rimane il principale limite dell’AIR in entrambi gli ordinamenti; ciò anche per la complessità nel reperire le informazioni necessarie alla stima degli interessi coinvolti soprattutto di quelli sociali e ambientali.

Da ultimo gli Autori si interessano dell’organo di oversight. Ispirato al modello statunitense dell’OIRA, lo IAB opera alle dirette dipendenze del Presidente della Commissione, presentando un minor grado di indipendenza di quella riconosciuta al Regulatory Policy Committee (RPC) inglese. Ciò nonostante, gli Autori evidenziano il contributo strategico dello IAB al progressivo miglioramento qualitativo delle AIR della Commissione.

Oliver Fritsch, Claudio M. Radaelli, Lorna Schrefler and Andrea Renda, Regulatory Quality in the European Commission and the UK: Old questions and new findings, Centre for European Policy Studies Working Document, No. 362, January 2012.